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domenica 28 settembre 2014

Ritorno a casa

Non sono mai stata una persona da pianti, ma nell'ultimo periodo credo di essermi disperata più di quanto non abbia mai fatto in vita mia. La sera in cui sono partita ho pianto silenziosamente mentre salutavo con lo sguardo la città, fino ad addormentarmi. Sorridevo con gli occhi lucidi leggendo la lettera di Carla, che mi aveva dato al mio compleanno facendomi promettere di aprirla solo sull'aereo. Arrivati a New York, dove siamo stati quattro giorni, ho pianto in taxi con la testa contro il finestrino quando mia madre ha fatto un riferimento alla mia famiglia ospitante, e di nuovo sul cuscino quando in hotel è arrivata l’ora di andare a dormire. Sono stata tranquilla per i quattro giorni nei quali sono stata con la mia famiglia a New York, poi sono stata di umore orribile sull’aereo per Milano e quando per la prima volta, uscita dalla stazione centrale, ho rivisto la mia città. Pensavo che sarei stata felice di vedere Milano, ma mi sbagliavo. 
Sono arrivata a casa con una sensazione di intontimento e dopo avere fatto due passi in casa sono scoppiata a piangere di nuovo, per poi asciugarmi le lacrime e fare finta di nulla quando sono arrivati mia madre e mio fratello. La prima cosa che ho fatto è stata andare in camera mia e tirare fuori la bandiera americana intenzionata a metterla sulla parete, ma poi mi sono resa conto che è troppo grande e non c’è nemmeno la metà dello spazio necessario su nessun muro. Sono rimasta seduta sul letto con la bandiera in braccio per dieci minuti, senza osare metterla giù o fare nient'altro. Sono stata improvvisamente assalita dal fatto che ormai ero a casa, non era più quasi finita ma il mio anno si era concluso del tutto, per sempre, in quel preciso momento. Non avevo voglia di disfare i bagagli, vedere i miei amici italiani o nemmeno alzarmi dal letto, quindi ho scritto a Stefanie. Sono rimasta di umore nero per qualche ora, ma poi è arrivato a trovarmi un amico, che nonostante avesse avuto la terza prova di maturità quella mattina è montato su un treno (vive in Veneto) ed è venuto a trovarmi a sorpresa :)

Da lì è stato un crescendo, ho rivisto tutti i miei amici e nonostante la nostalgia ero di buon’umore, il periodo di crisi nera è andato solo dall’ultimo giorno ai primissimi in Italia. La cosa strana è che nella settimana prima della partenza ero così in ansia da non riuscire a dormire o mangiare, per quanto sembri esagerato. Ho passato notti a rigirarmi tra le coperte per ore e ore, senza riuscire a chiudere un occhio per il pensiero "ehy, tra tre giorni parti!" che continuava a farmi capolino in testa. L’insonnia è passata dopo la partenza (o forse si è solo camuffata da jetlag) mentre la sensazione di stomaco chiusissimo e contratto che già avevo prima di partire è andata avanti un bel po'.
I primi giorni la cosa più strana per me è stata sentire gente intorno a me che parlava italiano, mi ero completamente disabutuata all'idea che ci fossero altre persone che conoscono la lingua che per dieci mesi è stata solo ed unicamente nella mia testa. Mi sembrava impossibile che potessero essere così tante, ovunque, a parlare e capirsi a vicenda, non potevo fare a meno di fissare ogni passante italiano a New York e stupirmi che davvero ci fosse qualcuno che parla italiano al mondo e che non fosse solo la mia immaginazione. So che sembra una cazzata, ma vi assicuro che è una sensazione assurda.
Ho perso tutti i congiuntivi, e mio fratello me li ha fatti riprendere a forza prendendomi a sberle ogni volta che ne sbagliavo uno (grazie Ale <3). 
Nel primo periodo poi non riuscivo a frenare l'istinto di parlare in inglese. Se qualcuno mi rivolgeva la parola mentre ero distratta iniziavo la frase in inglese, oppure quando dovevo dire qualcosa velocemente tipo un "sorry" dopo avere pestato un piede a qualcuno in metropolitana. Parlando italiano mi saltano ancora in testa espressioni americane, e il non poterle usare è frustrante almeno quanto lo era non riuscirsi ad esprimere in italiano all'inizio. Ogni tanto traduco in mente dall'inglese all'italiano e i risultati sono sempre imbarazzanti, dal "lancio" detto invece di pranzo (lunch) e magazzino invece di rivista (magazine).
Comunque poi dopo una settimana a Milano sono partita per il mare. Mi sono goduta l’estate, tempo tremendo a parte, ho studiato molto più di quanto non avrei voluto e mantengo i contatti con l’America. Mi sento quasi tutti i giorni con Larry e Carla tramite whatsapp, e sempre con whatsapp parlo anche con Stefanie, anche se di meno. Su snapchat sento Derrick in continuazione e molto meno Ashley, ma tutto sommato me lo aspettavo. Tutti gli altri li sento un po’ meno, ma in qualche modo cerco di stare in contatto con tutti.L'America mi manca tanto, comè normale che sia. Ogni tanto vorrei essere ancora lì, vorrei che gli altri capissero come mi sento, o rimango triste quando vedo su facebook foto di persone che sono nella mia ex scuola o i miei amici americani che si divertono senza di me, ma immagino sia inevitabile. D'altra parte tante altre cose invece sono migliorate, dalle nuove amicizie, a un migliore rapporto con la mia famiglia e tanta motivazione e determinazione in più. Mi sento una persona più serena e più matura, sento di avere raggiunto un grande traguardo.
Ho fatto gli esami, ho ricominciato la scuola e sono contenta, sono decisa a uscire bene dal liceo e passare oltre. Non ho ancora progetti precisi sul cosa voglia fare, ma quest'anno mi ha aiutato moltissimo a farmi qualche idea sul mio futuro. A Natale io e Stefanie saremo a Barcellona da Carla, ci stiamo organizzando e dovrei comprare il biglietto aereo in questi giorni. Per quest'estate c'è un progetto ancora vaghissimo per una vacanza in treno in giro in Europa con anche Timo e tutti gli altri, sperando che sia realizzabile. Dopo quest'estate ancora non so, ho mille progetti che vanno dallo studio all'estero, a un anno sabbatico di volontariato ed esplorazione, a tante altre idee. Per ora voglio solo finire quest'anno e andare avanti qualunque cosa il futuro mi riserverà. 
Come dicono sempre gli Americani alla graduation, "It's the first day of the rest of my life".

giovedì 28 agosto 2014

L'ultima settimana

Sono passati più di due mesi da quando ho lasciato l’America, ma per qualche motivo non sono mai stata in grado di mettermi seduta e scrivere questo post. Per certi versi ripensare agli ultimi giorni mi intristice ancora, per altri mi sembra che in questo modo metterei per sempre la parola fine a quest’anno. Però rimandare non ha senso, e prima di dimenticarmi tutto voglio lasciare un ricordo di questi ultimi giorni. Per evitare di scrivere un post lunghissimo lo divido in parti, enjoy :)

Credo vi avessi lasciato con l’ultimo giorno di Timo. Il giorno dopo, mercoledì, era il sedicesimo compleanno di Derrick e l’ho passato a casa di Sundas, mentre i miei e mio fratello si facevano una gita a Seattle. In quei giorni ero così con la testa tra le nuvole che mi sono completamente dimenticata di prendere un regalo per Derrick, che idiota. Mi sono sentita in colpa ma lui ci ha riso su, e ho rimediato con due giorni di ritardo.
Comunque come dicevo sono andata a casa di Sundas e abbiamo guardato un po’ netflix e chiacchierato, nulla di che. E’ stata l’ultima volta che ho visto Sunbal ma non lo sapevo, non essere stata in grado di dare l’addio a tutti è una delle cose che ho rimpianto di più.
Il giorno dopo era il fatidico giorno del servizio fotografico che io, Stefanie e Carla organizzavamo da più di un mese. Mi sono fatta dare un passaggio sulla macchina di Derrick per la prima e ultima volta e ci siamo trovati in quello che non oso definire centro della città, comunque una zona in cui c’è il parco, il fiume e qualche negozio. Il fotografo in mezz’ora ha fatto tantissime foto e poi una volta libere ci siamo andate a prendere un cupcake e ci siamo fatte un giretto nei dintorni. Abbiamo deciso di fare un servizio fotografico senza nessun motivo particolare, solo per avere qualche ricordo. Le foto ci sono costate $15 a testa e sono bellissime, quindi ne è ampiamente valsa la pena :)

 In ordine io, le mie gambe giganti, Carla e Stefanie

 Momenti strani con Stefanie hahahaha

<3 <3 <3



Dopo le foto abbiamo fatto un giretto a caso per l’uptown e poi siamo andate al mall, dove oltre a un po’ di shopping e junk food (che sta sempre bene in qualunque uscita <3) abbiamo comprato tre braccialetti uguali che abbiamo promesso di mettere sempre, io lo tolgo solo quando la doccia ed è sul mio polso anche ora. Suona come una cosa stupidissima, lo so hahaha ma alla fine è solo una semplicissima catenina di argento, non qualcosa di ridicolo con scritto “BFF”, e mi fa piacere pensare che ad Amsterdam e Barcellona le mie amiche lo stiano indossando.
Il giorno dopo, giovedì, è stato probabilmente uno dei giorni più divertenti degli ultimi mesi. Sono andata al parco dei trampolini con Larry e Carla, in pratica un posto dove i pavimenti sono coperti di tappeti elastici e ci sono canestri, piscine di cubetti di gomma e tutto quello che farebbe felice un bambino di dieci anni (o chi ha la mente di un bambino di dieci anni → noi). C’era anche un freshman rompipalle che Larry doveva portarsi dietro perché lo deve ospitare in questi giorni, ma ci siamo divertiti lo stesso.
Dopo un’ora lì siamo passati a prenderci un caffè e poi siamo andati a casa di Larry, dove semplicemente abbiamo fatto gli idioti per il resto del pomeriggio, non racconto nei dettagli perchè tanto sono cose che hanno senso solo per noi haha
Una cosa mi ha fatto quasi soffocare dal ridere è che a un certo punto ero seduta sul letto di Larry e hanno iniziato a colpirmi con dei palloncini, quindi io afferro un telefono, faccio finta di digitare un numero e urlo “911, help, I’m getting aroused!” per poi rendermi conto di quello che avevo appena detto solo quando ho visto Larry praticamente contorcersi dalle risate per terra.
Il punto è che in inglese “harrassed” vuol dire molestata (non in senso sessuale) mentre “aroused” vuol dire che mi sto eccitando (in senso puramente sessuale). Quando mi sono resa conto del lapsus era troppo tardi, e da allora ricevo battute sulla mia passione per i palloncini in continuazione. Sì, c'è tempo per le figure di merda linguistiche anche a due giorni dalla partenza hahaha
Comunque a un certo punto ho iniziato a ricevere snapchat da Derrick e Ale (fratello italiano) contenenti biscotti appena sfornati, quindi nel giro di un minuto e mezzo ci siamo fiondati sulla macchina di Larry e poi a casa mia. E’ incredibile come anche solo un tragitto di dieci minuti in macchina sia divertente con loro, mi mancano da morire.
Ed è tristissimo il modo in cui la nostra amicizia con Larry sia cresciuta così tanto solo nell’ultimissimo periodo, perché davvero sento che sia uno degli amici più sinceri che avessi lì.
Chi è appena tornato mi capirà e i futuri exchange mi capiranno nel corso dell’anno, ma la stragrande maggiorparte dei teenager americani sono persone davvero false, tutti sparlano di tutti ed è una continua ansia il preoccuparsi di cosa i tuoi amici pensino di te. Magari sono sfigata io e ho conosciuto solo persone di merda, ma dalla mia esperienza sono pochi i ragazzi che si scostino da questa categoria, e Larry è uno di questi.
  
Venerdì 13 era il mio terzultimo giorno in America, e visto che il 14 avevo in programma una festa di addio/compleanno (si, ho compiuto 18 anni l’ultimo giorno in America e sono partita la mattina dopo alle 3, sì) l’ho passato in giro per supermercati a procurarmi cose per la festa.
Il 14 Carla è arrivata un’ora prima degli altri a darmi una mano a preparare e il suo regalo è stata una lettera che mi ha fatto giurare di aprire solo sull’aereo, una cornice con una nostra foto in cap&gown il giorno della graduation e tantissime foto di noi due che ha stampato, è stato un regalo bellissimo :)
Mi ha aiutato a sistemare la musica e qualche cosa, poi alle quattro la gente ha iniziato ad arrivare. Avevo creato un evento su facebook per invitare tutti, ed a quanto pare è stata una pessima idea visto che un sacco di persone non hanno ricevuto l’invito. Non abbiamo fatto nulla di particolare e la gente continuava ad andare e venire, ma è stata una bella giornata. In totale si sono presentati Larry, Carla, Stefanie, Megan, Andre, Marissa, Erin, Katlyn, Sundas, Senna, Dante, Yuriy, Lexy, Schuyler, Chiara, una ragazza della mia classe di leadership che in realtà non avevo invitato e probabilmente qualcun altro che non ricordo, ma con tutti che andavano e venivano non eravamo mai in più di sei e gli unici che sono rimasti tutto il tempo sono stati Larry e Carla.
Ashley mi ha deluso moltissimo perché non è stata con me nemmeno un secondo, ma alla fine ormai con lei mi sono arresa da tempo. Avrei voluto che fossimo più amiche, ma a quanto pare non ce l’ho fatta, per quanto ci abbia provato. Derrick è stato con me e i miei amici tutto il tempo anche se non li conosceva, mentre Ashley pur essendo in casa è rimasta in cucina o in camera sua.
Quando siamo rimasti in pochi abbiamo messo un film, ma nessuno l’ha guardato per un secondo. Sono successe cose strane tra cui Erin che mi da come regalo un preservativo che finisce per diventare un arma con la quale lei e Katlyn si stavano schiaffeggiando hahaha
Comunque in sostanza ci siamo divertiti. Quando si è fatto buio siamo usciti, abbiamo acceso un fuoco e ci siamo mangiati qualche smore.
Alle dieci e mezza ho dovuto mandare via i pochi che erano rimasti, ovvero Yuriy e Dante, mentre Larry e Carla sono rimasti ad “aiutarmi” mentre finivo di preparare le valigie. Visto che dovevamo partire alle tre di mattina i miei hanno deciso di dormire un po’, soprattutto perché dovevamo guidare fino a Seattle, mentre io volevo finire di preparare e passare le ultime ore con i miei amici.
Finiti i bagagli quindi ho dovuto salutare la mia famiglia ospitante, ed è stato un momento orribile. Non solo perché è stato l’addio più difficile, ma anche perché sono rimasta un po' delusa per una faccenda di cui non parlerò per non mancare di rispetto a nessuno.
Siamo andati sulla macchina di Larry fino a casa di Carla e io credo di avere pianto per un’ora fin dall’inizio degli addii, stavo singhiozzando come un’idiota e non riuscivo assolutamente a smettere.
Siamo stati nella macchina di Larry fino alle due e mezza a fare nulla, prima con io e Carla in lacrime e poi a comportarci come se fosse un momento normale e non le ultime ore insieme. E’ una sensazione che semplicemente non si può nemmeno pensare di capire se non ci sei passato. La consapevolezza che sia tutto finito, tutto andato per sempre. Hai dato l’addio alla famiglia, la città, la scuola, tutti i tuoi amici, e ti aggrappi alle ultime ore che ti rimangono con delle persone che non vorresti mai perdere. Ti rendi conto che noi exchange students alla fine siamo tutti un po’ masochisti, perché tutti sapevamo che questo momento sarebbe arrivato ma siamo partiti lo stesso. Comunque a un certo punto è venuto il momento di salutare anche Carla, poi Larry mi ha portata sul "top of the universe", un punto panoramico dal quale si possono vedere tutte le Tri-Cities sul quale non ero mai stata. E’ stato un modo bellissimo di salutare la città, si vedeva tutto da Badger Mountain, le colline, il Columbia immerso nel buio e le luci di ogni casa.
Poi alle tre Larry mi ha riportata a casa e ho dovuto salutare anche lui.
I miei erano svegli e stavano già iniziando a caricare la macchina mentre la mia famiglia ospitante dormiva, con l’eccezione di Alinda che con una sua amica stava cercando di rimanere sveglia fino all’alba.
Ho lasciato la mia copia delle chiavi di casa su un foglietto sul quale li ho ringraziati, poi l’ho lasciato sul tavolo. Mi sentivo galleggiare in un sogno, camminavo per la cucina e ovunque mi girassi mi apparivano in testa mille immagini di vita quotidiana. Tutte le volte che ho fatto colazione appoggiata all’isola, in mano un panino al burro di arachidi e nell’altra il telefono a leggere i messaggi arrivati durante la notte dall’Italia. Le cene su quel tavolo, ogni sera alle sei, dal mio primo giorno a quelli in presenza dei miei genitori, mi sembrava di riuscire a ricordarle tutte. Le sere passate in salotto in compagnia di Derrick, con lui sdraiato sulla moquette a guardare qualcosa in tv e io a leggere o usare il cellulare, con quello che è diventato il mio secondo fratello e che nemmeno so se rivedrò mai più. I pomeriggi di primavera in giardino, i miei tentativi di preparare cibo italiano, i brevi momenti di studio. Il giorno in cui aveva nevicato e sono scivolata davanti alla porta della cucina mentre rientravo, con Alinda che rideva fino alle lacrime. Riuscivo a vedermi mentre facevo mille cose diverse nelle mie occupazioni di tutti i giorni, con le lacrime agli occhi e la consapevolezza che probabilmente era l’ultima volta a camminare tra le mura di quella casa. 
Poi è arrivato il momento di partire, abbiamo caricato tutto sulla macchina a noleggio e siamo saliti in macchina alla volta di Seattle.

mercoledì 4 giugno 2014

Ultimi giorni di scuola

Ciao fantasmini, come state?
Vi scrivo dal mio backyard, qui è tiepido e c'è una luce stupenda, queste sere di inizio estate sono bellissime. Non vi aggiornavo più meno dal periodo in cui è partito Levani, che con il poco tempo che mi rimane mi sembra una vita fa. Ormai mi rimangono meno di due settimane, la scuola sta finendo ed è un periodo pieno di emozioni.
Mentre i ragazzi più piccoli avranno lezioni fino al dieci Giugno domani è l'ultimo giorno per i senior e venerdì c'è la graduation, sembra impossibile ma il tempo è già finito. Due giorni all'arrivo della mia famiglia, tre alla graduation, undici al mio compleanno e dodici al mio volo di ritorno, poi quest'anno diventerà un ricordo.
Sono successe tante cose in questo periodo e anche volendo non riuscirei a raccontarle tutte, quindi mi limito agli ultimi giorni. Ieri, ovvero lunedì, era l'ultimo giorno di scuola intero per i senior visto che oggi e domani ci sono le prove per la graduation. 
Questa settimana ho portato a scuola una bandiera americana da fare firmare a tutti e mettere da qualche parte nella mia camera, avevo un po' paura delle reazioni della gente visto l'ossessione che hanno per i simboli americani e facevo bene. Del tipo che c'è un modo particolare in cui bisogna piegarla, alcuni hanno trovato terribilmente offensivo che ci scrivessi sopra e mi è stato detto che se tocca terra devo bruciarla... hahahaha
Lunedì ho fatto i finals di American Lit e Psychology, di una facilità imbarazzante. Per darvi un'idea quello di American Lit era su un libro che non ho letto e la mia preparazione è stata leggere un'ora prima un riassunto su internet, avevo intenzione di copiare ma era così facile che non ne ho avuto bisogno.
Questa mattina, ovvero martedì, non avevamo lezioni e l'esercitazione per la graduation era allo stadio della scuola alle nove, quindi ho dormito un po' e mi sono fatta dare un passaggio da Yuriy. Arrivati lì mi sono resa conto che i senior sono come minimo 200 e giuro che non avevo mai visto prima la metà delle facce presenti. Ci siamo seduti sugli spalti ed è inizato un discorso lunghissimo sul quanto sia una cerimonia importante, ufficiale e blablabla, poi ha iniziato a chiamare i nomi in ordine alfabetico e chi veniva nominato doveva spostarsi sull'altra metà degli spalti nell'ordine in cui saremo il giorno della cerimonia.
Comunque non siamo stati chiamati, ci hanno detto che venerdì non saremo con gli altri ma tutti insieme in una zona del palco e verremo chiamati per ultimi. Inoltre mentre tutti hanno tunica e cappello verdi noi saremo tutti in nero, questa cosa mi fa sentire un po' discriminata haha
Comunque quando le prove sono finite, ovvero dopo più o meno due ore sotto il sole cocente, siamo andati a mangiare da Dairy Queen con Yuriy, Andre e Ive, poi siamo tornati a scuola per le lezioni del pomeriggio. Ho avuto l'ultima lezione di fotografia che ho passato metà in cafeteria con la gente del lunch A e metà a Studio Arts con Stefanie (non che di solito io sia nella mia classe haha)
Salutare Mr. Murphy mi ha un po' spezzato il cuore visto che è by far il mio prof preferito, ma ho promesso che tornerò a trovarlo domani. Dopo ho avuto il lunch B, l'ultimo pranzo con i miei amici, ancora più heartbreaking.
Abbiamo fatto un sacco di foto e c'era la stessa atmosfera divertente di sempre ma con un retrogusto di tristezza, non riesco a credere che non mangerò più gli orribili hamburger della scuola con loro durante una gara di foto a tradimento, non assisterò più al tentativo di Larry di imitare il linguaggio dei gesti italiano, non farò più l'idiota con Carla o litigherò furiosamente con Timo. Mi mancheranno da morire, sul serio. E lo so che probabilmente li rivedrò ancora un giorno, ma non sarà mai la stessa cosa. Non li rivedrò mai tutti insieme e non sarà mai più in questo contesto scolastico che ormai è la mia routine e al quale sono affezionata, questa idea mi spezza il cuore.

Il gruppo come me lo ricorderò sempre.
Io, Carla, Stefanie, Timo, Larry, Schuyler, Aureliane e Ive.

Suonata la campanella ho iniziato ad andare un po' in panico per Drama visto che avevo un final per la quale era preparata solo a metà, ovvero una prova di recitazione davanti a tutta la classe. La scena è andata abbastanza male perchè una delle protagoniste era assente ed è stata rimpiazzata da una ragazza che non aveva mai letto prima il copione. Ha rallentato tutto mancando qualche battuta e leggendo nell'ordine sbagliato, con la conseguenza di confonderci e fare sbagliare anche noi. Ovviamente non era colpa sua, comunque io sono andata bene quindi non me ne frega più di tanto. A metà della lezione alcuni junior ci hanno fatto un tributo musicale, è iniziato con loro che cantavano Radioactive degli Imagine Dragons accompagnati dalla cup song ed è finito con un sacco di canzoni diverse durante le quali il gruppo trascinava un senior alla volta in mezzo alla stanza e lo costringeva a ballare. Al mio turno la canzone è stata pa pa l'americano, giusto perchè un po' di finto spirito italiano non sta mai male haha
All'ultima ora ho avuto American Lit e anche se mi aspettavo di scoppiare a piangere non è successo. Il punto è che nonostante fosse la mia ultima lezione lì non era l'ultimo giorno di scuola, quindi era un momento confuso. Se l'ordine di questi due giorni fosse stato invertito e avessi avuto American Lit come ultima ora posso assicurare che avrei pianto come una fontana e mi sento di scommettere che Marissa e Stefanie mi avrebbero imitata.
Ho fatto firmare l'annuario in giro e quello che hanno scritto mi ha fatto venire gli occhi lucidi, non sarò scoppiata a piangere ma hanno continuato a bruciare per un bel po' dopo il suono della campanella. Dopo scuola sono andata con Marissa ed Erin da Dutch Bros (una specie di starbucks locale) e a prenderci un pretzel al mall, poi Erin è andata dal dentista e noi abbiamo fatto finto supporto morale mentre dalla sala giocavamo a mario cart sulla wii. Ho mangiato un sacco di junk food e a casa stavo di merda ma sto cercando di convincermi che essendo gli ultimi giorni me lo posso concedere.

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Ora scrivo da mercoledì, quello che è stato l'ultimo giorno di scuola. Domani a quest'ora starò abbracciando la mia famiglia e in due giorni ho la graduation, assurdo.
L'ultimo giorno è stato strano e pieno di emozioni. Ho preso lo scuolabus come ogni mattina per l'ultima volta e continuavo a cercare di imprimermi nella mente immagini della mia vita qui, ma fino all'ultima ora non riuscivo a rendermi conto e sembrava un giorno come qualunque altro. Sono arrivata a scuola stanca morta visto che ieri non ho dormito per un progetto che dovevo finire e al primo periodo durante government abbiamo guardato un film al quale non ho prestato attenzione per mezzo secondo. Alla seconda ora ho lasciato le mie cose nella classe di psychology e visto che ieri me lo sono dimenticata sono andata a restituire i bathroom pass a Mrs. Hatcher, lì ho trovato Carla e sono andata nella sua classe di fotografia da Mr. Murphy a cazzeggiare un po' prima di tornare in classe. Quando sono effettivamente tornata a psicologia stavano vedendo un film, ma non l'ho guardato mezzo secondo e ho parlato con Sundas e Sumbal tutto il tempo. Abbiamo fatto qualche progetto di cose da fare prima che io parta ma sono abbastanza sicura che alla fine non faremo nulla haha
Al terzo periodo ho avuto leadership, la mia ultima ora alla Richland High. Per tutta la mattinata avevo la sensazione di essere in un giorno normale, ma durante la terza ora ho davvero iniziato a sentire un peso sullo stomaco e la tensione. Ho dovuto presentare alla classe una specie di discorso/power point sui miei obbiettivi nella vita, la mia motivazione e i miei modelli di riferimento e mi sono ritrovata a parlare di quanto quest'anno sia stato implorante per me e mi abbia dato un'idea di cosa voglio dal mio futuro. Era un momento così pieno di emozione che credo di avere avuto un inglese terrificante, anche se tutti hanno detto che è andata bene. La ragazza che si siede vicino a me ha detto che si aspettava che scoppiassi a piangere hahaha
Non che avesse tutti i torti in realtà, le lacrime sono arrivate dopo. Abbiamo visto uno slideshow sugli atleti di track, e io continuavo a fissare l'orologio. Come colonna sonora del video c'erano tantissime canzoni che mi ricordano l'america e i balli scolastici, giusto per aggiungere un po' di tortura psicologica. Quando mancavano venti minuti ho iniziato a sentire gli occhi lucidi e le lacrime salire, cercavo disperatamente di guardare il video e fare finta di nulla ma al suono della campanella sono scoppiata. Stefanie vedendomi piangere ha iniziato anche lei e io non riuscivo più a smettere, continuavo a ripetere "it's over" e abbracciarla.
Qualheim (il prof) ci ha abbracciato e ha detto qualcosa di molto carino che davvero non ricordo, poi io e Stefanie ci siamo dirette verso lo stadio per la graduation practice. Mentre passavamo dai corridoi non riuscivo davvero a fermare le lacrime e sono stata abbracciata ancora un paio di volte, anche da una ragazza che non conosco haha
Continuavo a pensare a quanto sia stato un'onore essere un bomber, di quanto sia fiera della mia scuola e quanto mi mancherà. Se penso che non avrò mai più una classe con Mr. Murphy, eventi da organizzare a leadeship, pranzi con i miei amici o momenti di delirio ad American Lit mi vengono gli occhi lucidi anche ora. Semplicemente è finita e non c'è nulla che possa fare per rallentare il tempo, per quanto vorrei. Mi sentivo felice di avercela fatta ed essere arrivata alla fine di quest'anno bellissimo, fiera di me e della mia scuola, ma allo stesso tempo c'è il dolore della consapevolezza che sia finita per sempre.
Siamo andati allo stadio e abbiamo avuto le prove, anche se in realtà non abbiamo fatto assolutamente nulla. A mezzogiorno c'era il senior lunch/barbecue nel prato dietro ai campi da tennis ma la fila era infinita e sotto al sole cocente, quindi io, Carla e Stefanie siamo andate a prenderci qualcosa al bombers drive in. Siamo rimaste un po' la a parlare, poi visto che non avevamo nulla da fare e dovevamo aspettare le due e mezza per tornare a casa con lo scuolabus siamo andate nella classe di Mr. Murphy, dove abbiamo passato tutto il resto della giornata facendo foto a caso e importunandoci a vicenda.

Nella prima foto io e Aureliane e nella seconda io e Carla 
(non siamo grasse quanto sembriamo, giuro hahaha)

 Io davanti all'ingresso principale della scuola da perfetta turista

Questo è stato l'ultimo giorno, anche se credo che tornerò a scuola un altro paio di volte per ritirare documenti vari. In Italia sono le sette e quaranta del mattino e alle dieci la mia famiglia ha il primo volo per Francoforte, sono felice di vederli ma per qualche motivo l'idea del loro arrivo mi mette un'ansia assurda. Voglio mostrargli le Tri-Cities e la mia host family, ma allo stesso tempo l'idea di averli qui in un mondo nel quale non c'entrano nulla mi fa strano. Non riesco ad immaginarli al Toyota Center, lo stesso posto dove sono andata al prom con Andre e a tutti gli altri balli, in mezzo agli americani ad assistere alla mia graduation.  E a proposito di questo, il vestito che ho ordinato una vita fa non mi è ancora arrivato, incrociate le dita per me!
Non so mai come concludere ma ora vi saluto perchè devo riempire dei documenti, bye :)

mercoledì 21 maggio 2014

Il primo addio e pensieri su quest'anno

Oggi sono rimasta a casa e non ho fatto nulla tutto il giorno, quindi ho voglia di raccontarvi quello che è successo nell'ultima settimana (anche se ora che finisco il post ne è passata un'altra haha).
E' stato un weekend pieno, divertente e triste allo stesso tempo. Prima di tutto venerdì sono andata a vedere con Alissah e Carla lo spettacolo del drama club, il Mago di Oz. Non avevo mai visto il film e non avevo idea di cosa aspettarmi, e devo dire che sono davvero rimasta colpita. Dorothy era impersonata da Firen, host sister di Carla, che è stata bravissima. Di solito i musical mi annoiano ma loro sono stati così bravi che non farti piacere le canzoni e le coreografie sarebbe stato impossibile. Era tutto realistico ed originale, da Toto che è stato impersonato da un cane vero, al momento del tornado in cui c'erano attori che volavano al modo in cui hanno realizzato Oz, con tanto di macchina del fumo. Potendo lo andrei a vedere di nuovo, mi è piaciuto davvero tanto.

Cupcakes che vendevano durante lo spettacolo
con tanto di arcobaleno e le scarpe rosse, yum!

Sabato invece c'è stata una festa di addio per Levani, l'exchange student della Georgia (non quello inquietante, l'altro) che parte martedì. E' stato triste perchè è il primo exchange che non lascia l'America per sua scelta ma perchè effettivamente è finito l'anno. Non voglio che comincino a partire, non riesco a rendermi conto che ormai ci siamo, sta iniziando una catena di addii che non sono pronta a dare. La festa era divertente ma anche triste, sono tornata a casa con l'ultimo giro di passaggi verso le due di notte con la sorella ospitante di Levani che cosacazzoc'èdisbagliatoinlei stava messaggiando mentre guidava. E' stato deprimente soprattutto perchè c'era qualcosa tra me e lui, ma di questo facciamo che non ne parlo haha
Il giorno dopo io, Levani, Andre, l'altro Georgiano inquietante e qualche ragazza che non conosco più di tanto siamo andati al mall, ma visto che era la festa della mamma ed erano tutti occupati ho ottenuto un passaggio abbastaza tardi e sono dovuta tornare presto, sarò rimasta lì si e no un ora e mezza. Dopo un gelato da MyFroYo, alle sette i ragazzi avevano una cena quindi ho salutato Levani per l'ultima volta e sono tornata a casa. 
E' una sensazione così assurda che non riesco a sentirmi triste, non riesco a realizzare che è l'ultima volta che vedo quelli che partono, anche se razionalmente lo so non riesco ad essere triste sul serio. Mi rendo conto sempre di più che non sono capace di dare addii, non riesco a mettermi nell'impostazione mentale che mi fa capire che è l'ultima volta, non me ne rendo conto. Credo che andrò in crisi solo alla mia partenza, non oso immaginare quanto piangerò...
Ora che mi è stata sbattuta in faccia la realtà del fatto che siamo a metà Maggio, l'anno sta finendo e stiamo iniziando a tornare a casa mi rendo conto che non sono pronta a partire. Non sono pronta e non lo sarò mai, al pensiero che i miei genitori saranno qui in meno di venti di giorni mi gira la testa, non ce la faccio. Più quel maledetto 15 giugno si avvicina e più il pensiero mi fa stare male.
E' una cosa che si può capire solo quando la si prova, un mix di emozioni che contrastano tra di loro e che al pensiero mi fanno venire voglia di andare a piangere in un angolino.
Da una parte ovviamente mi manca l'Italia. Mi manca la mia famiglia, i miei amici, Milano, la mia scuola, la libertà del potere andare dove vuoi con i mezzi, l'indipendenza, le uscite del sabato sera, il non sentire di avere tredici anni. Mi manca tutto da morire, ed oltre a questo sono felice alla prospettiva di tornare a casa e rivoluzionare le cose. Sono cambiata, sono cresciuta in questi otto mesi più di quanto l'abbia fatto negli ultimi anni e i problemi che avevo prima mi sembrano risolvibili con uno schiocco di dita.
Magari non è una cosa che puoi vedere nel modo in cui mi comporto perchè alla fine sono sempre io, ma sono cambiata e ho una visione completamente diversa del mondo e di me stessa. Sono più sicura di me, più rilassata, meno paranoica e ansiosa. Quando la vita ti mette in una situazione in cui te la devi cavare con le tue forze impari cosa siano problemi veri, quelli da risolvere con le tue mani, e tutto il resto sembra una passeggiata. Quando penso al mio futuro, adesso so che quello che voglio è possibile, posso essere forte e devo solo sforzarmi per ottenere quello che voglio.
L'autostima che non avevo mai avuto è aumentata, so quello che valgo e questo mi da sicurezza. Ho imparato a volermi bene. Anche per le cose più stupide come l'aspetto fisico: sono ancora in grado di elencare una ad una tutte le parti del mio corpo ed almeno un motivo per cui non mi piacciono, ma semplicemente non lo faccio, perchè sto imparando a guardarmi allo specchio ogni giorno e volermi bene lo stesso. Mentre mi pettino alla mattina invece di guardare i segni della stanchezza o concentrarmi su quello che non mi piace mi sorrido, e so che è tutto quello di cui ho bisogno.
Non l'approvazione degli altri, non una vita fantastica, la prima cosa mi serve è l'amore di me stessa e io semplicemente me lo prendo.
Quest'anno mi ha dato così tanto, e l'ha fatto perchè la mia esperienza non è stata perfetta. Per quanto ci tenga a raccontarvi i momenti positivi che voglio ricordare, ci sono ovviamente stati anche quelli deludenti in cui mi sono sentita sola e lontana da tutto. Ma come ho letto da qualche parte, non impari ad essere forte finchè essere forte è l'unica scelta che hai. E io l'ho fatto, come tutti noi.
Se fossi finita in un posto in cui nel giro di una settimana ero piena di amici non avrei avuto bisogno di darmi una mossa e diventare più socievole. Avrei avuto un'anno più divertente? Sì, probabile, ma non sarei cresciuta, e questo vale con tutto il resto. Se avessi avuto la famiglia perfetta non avrei rimpianto la mia. Se fossi finita nel paese che mi fa completamente innamorare, non mi sarei innamorata dell'Italia. Non sono mai stata più patriottica di così, amo il mio paese in un modo che mai mi sarei aspettata. Sono fiera e grata di essere italiana, di venire dal paese più bello del mondo, e non rinnegherei mai la mia origine per nulla.
Se non avessi avuto continui problemi, non avrei imparato a darmi una mossa, rimboccarmi le maniche e risolverli. Oppure non risolverli, ricevere le conseguenze e una lezione. Se non mi fossi mai sentita sola non avrei mai capito il valore della vera amicizia. E' vero quando ti dicono che partendo scopri chi siano i tuoi veri amici perdendo gli altri, ma è anche vero che ora sono più decisa che mai a recuperare delle amicizie che avevo più o meno lasciato andare.
Quest'anno mi ha fatto crescere, cambiare. Sono ancora la ragazza che si lamenta per qualunque cazzata? Sì, ma quando ho un problema davvero mi rimbocco le maniche e lo risolvo, o almeno ci provo senza arrendermi. Sono ancora quella delle battute stupide, dei calzini con le tartarughe ninja, che si comporta da idiota nella quasi totalità del suo tempo ed è sempre in grado di dire e fare la cosa sbagliata al momento sbagliato? Sì, sono sempre io, ma con un bagaglio di esperienze diverso che non avrei potuto avere in un periodo di tempo così breve in nessun'altro modo.
Come posso lasciare il paese che mi ha dato tutto questo? Questa non è stata l'esperienza perfetta, ma è per merito suo che sono diventata ciò che sono adesso. Sono grata di avere avuto questa possibilità, e posso dire senza ombra di dubbio che è stata la decisione migliore che potessi mai fare. Quest'anno ha cambiato tutto, e continuerà a cambiare tutto anche in Italia, ma vorrei solo che non lo facesse ora, che avessi ancora tempo.
Non fraintendetemi, non voglio restare nelle Tri-Cities. Diciamocelo, non ho avuto molta fortuna a capitare nel mezzo del nulla, e ho perso il conto delle persone che mi hanno detto che sono dispiaciuti che ci siano così tanti exchange students bloccati qui.
Restare non avrebbe senso, la metà di quelli che conosco non ci sarebbe più, che tornino a casa o vadano al college, e io mi sentirei fuori posto. Non so nemmeno se voglio vivere in America un giorno, chi lo sa?
Ma non posso sopportare di lasciare tutto, questa ormai è la mia casa, e so che metà del mio cuore rimarrà sempre qui, bloccato in quest'anno. Non voglio dire addio a nulla, nemmeno le cose più stupide che fanno parte della mia vita e alle mia abitudini.
Ormai questa è la mia vita e quello che sono. Potrò tornare in Italia, ma sarò sempre un'exchange student. Non dimenticherò mai, porterò questi dieci mesi per sempre con me.
Avrò dei rimpianti, come li ho adesso, e mi sembra che il tempo rimasto per tutto quello che voglia fare sia troppo poco, ma questo mi ha insegnato che il tempo passa prima che possiamo rendercene conto, e dobbiamo solo buttarci.
Non sono perfetta, non metto in pratica tutto quello che dico, ma ci sto lavorando e per la prima volta sento che la mia vita è davvero nelle mie mani, sono piena di progetti e sogni e so cosa voglio da me stessa e dalla mia vita più chiaramente di quanto non abbia mai fatto.
Un'altra cosa di cui mi rendo conto è che nessuno di quelli che non sono partiti potra` mai comprendermi fino in fondo. E' stato un capitolo fondamentale della mia vita, ma tutte le persone importanti per me l'hanno perso e non potranno mai davvero rendersene conto. Sono sicura che ci sarà chi pensera` che il mio è stato un anno di vacaza, chi cercherà di sfruttarmi per i compiti di inglese e chi al mio ritorno mi avra` dimenticata, ma per qualche motivo questa prospettiva non mi fa ne caldo ne freddo.
Mi piace pensare che le cose andranno per il meglio ora che sono cambiata, ma per certi versi penso che il cambiamento he ho fatto rimarra` qui. Non potro` piu` abbandonare questa mia nuova visione del mondo e di me stessa, ma ogni tanto penso che tornando all'ambiente di cui sono partita anche io prima o poi tornero` a regredire, e questo mi fa paura.
Sono cosi` tante emozioni contrastanti che potrei stare qui a scrivere per la prossima settimana e probabilmente non mi spiegherei lo stesso come vorrei, ma c'e` almeno una cosa che so e che non posso ignorare, e cioe` che io non sarò mai più a casa. Potro` tornare in Italia, ma una parte di me rimarra` sempre qui. Non nelle Tri-Cities, ma in questo anno. E` questo il prezzo da pagare, e ne vale assolutamente la pena.
Mi manca Milano, sì, ma a giorni alterni l'idea di tornarci mi da una sensazione di claustrofobia. Conosco persone da tutti gli angoli del mondo, conosco una nuova lingua e nuove mentalità, sono entrata in contatto con altre culture e questo mi da solo voglia di continuare a viaggiare, di vedere cosa ci sia più avanti. Voglio viaggiare, imparare lo spagnolo, mi pento degli anni delle medie in cui non ho nemmeno fatto finta di imparare il Francese e sento il bisogno di vedere di più, di partire e scoprire altro. Sono fortunata e ho sempre avuto la possibilità di viaggiare, ma se penso agli anni scorsi nei quali dicevo ai miei genitori che non avevo voglia di vedere una città ma solo di stare a fare il bagno in qualche piscina di un villaggio turistico senza mai mettere il naso fuori mi viene voglia di prendermi a schiaffi. Penso a tutte le occasione che ho sprecato, ma ora almeno so che posso apprezzare la mia fortuna. Voglio andare in Africa a fare volontariato, mangiare sushi in Giappone, partecipare al carnevale in Brasile, andare in Corea anche se non ho la più pallida idea di cosa trovarci, vedere gli Universal Studios di Los Angeles, camminare sulla muraglia cinese, mangiare vero cibo indiano, fare surf in Australia e andare in tutti quei posti che non avevo mai sentito il bisogno di conoscere. Voglio sapere ogni lingua, andare in capo al mondo solo per vedere cosa ci sia e non limitarmi a farmi passare la vita davanti nell'appartamento milanese in cui sono cresciuta. 

Potrei scrivere per altre sei ore ma questo post è decisamente diventato troppo lungo, con questo cambio di discorso improvviso vi saluto. Grazie per i commenti e grazie alle ragazze che mi hanno contattata su facebook :)
-23 giorni

mercoledì 7 maggio 2014

Prom

Questa domenica ho avuto il prom, senza dubbio uno dei ricordi migliori di questa esperienza. Nell'ultimo post mi lamentavo di non avere un date, ma alla fine ho ricevuto una proposta anche io.
Carla è stata invitata venerdì scorso da Tristan, un ragazzo che non conosceva. Ci siamo rimasti un po' tutti stupefatti, ma a giudicare da come si comporta credo fosse interessato a lei da un po' e abbia solo colto l'occasione quando Andre stava cercando un date per lei tra i suoi amici. Larry ha chisto ad Aurelienne, Stefanie è andata con il suo ragazzo Aaron, ad Ive ha chiesto Levani, Isaac ha invitato Megan, Timo una ragazza carinissima di nome Valentina e io a una settimana e mezza dal prom ero ancora senza un ragazzo che mi ci portasse, che novità <3
Era da un sacco di tempo che tutti mi dicevano che Andre voleva invitarmi, ma non l'aveva ancora fatto. Venerdì sera ero a casa e Carla mi scrive dicendomi che lui lle aveva scritto di avere trovato un date per me. L'ho contattato e lui ha confermato, ma non voleva assolutamente darmi dettagli in più quindi non sapevo se parlasse di sè stesso o se mi avesse effettivamente trovato un ragazzo a caso come aveva fatto con Carla. Tra l'altro mi fa "He bough you flowers" allegando la foto di un mazzo di rose. Io a quel punto non sapevo se ridere o come reagire, qual'è la parte che gli sfugge nel concetto di sorpresa?
Per chi non lo sapesse, di tradizione l'invito al prom dovrebbe essere una sorpresa fatta in qualche modo originale, per esempio Tristan per Carla aveva scritto "prom?" su delle palline da tennis e Larry si è infiltrato in camera di Aureliane e gli l'ha lasciato scritto in post-it per tutta la stanza.
Comunque lunedì mentre ero a Tennis è arrivato Andre e mi ha dato i fiori, how unexpected

La luce fa un effetto inquetantissimo sulla sua faccia, giuro che non ha un aspetto così satanico dal vivo hahaha

Comunque chiessenefrega anche se non è stata una sorpresa, alla fine è era un gesto carino lo stesso. A quel punto avevamo una settimana per biglietti, affittare il tux e tutto il resto. C'è stata la spirit week, conclusa il venerdi` con l'iniziativa "Every 15 minutes". Secondo delle statistiche ogni 15 minuti qualcuno muore per guida in stato di ebrezza e la giornata serviva a sensibilizzarci sull'argomento. Sono venuti dei poliziotti a parlarcene, abbiamo fatto un'assemblea alla quale hanno partecipato anche delle famiglie di vere vittime e i senior che si erano iscritti all'iniziativa potevano "morire" in qualunque momento della giornata: durante le lezioni entrano dei ragazzi con una barella, un ragazzo vestito da morte con falce e tutto e una ragazza che legge un breve discorso su di te e sulla tua morte, poi ti mettono sulla barella e ti portano via. I senior "morti" venivano truccati da scheletri e vagavano tutto il giorno con tuniche nere per la scuola, ogni 15 minuti ne moriva un tot e alla fine delle lezioni ce n`era in giro un numero impressionante.

Il ragazzo di spalle in piedi e` morto durante fotografia, la ragazza a sinistra stava leggendo il discorso

Finita la giornata ho iniziato la preparazione per il ballo di sabato saltando tennis e andando a farmi le unghie con Carla. La sera ho cercato con Ashley qualche pettinatura su internet e abbiamo fatto qualche prova di make up, incluso un viaggio da target durante la notte a cercare uno smalto che si abbinasse con il suo vestito.
Sabato mattina io ed Ashley siamo andate al mall per farci i capelli e per prendere scarpe e un reggiseno senza spalline per il vestito, ma visto che una messa in piega costava qualcosa come 50 dollari abbiamo deciso di provare a fare da noi. Ashley mi ha fatto i capelli in una specie di treccia che passa attorno alle testa con ciocche di capelli che ci passano attraverso (grazie tutorials di youtube <3), li avrebbe anche arricciati ma non c'era tempo.
Ho avuto appena il tempo di truccarmi e infilarmi il vestito, poi alle quattro Andre è arrivato, abbiamo fatto qualche foto che Paula e Dave non mi hanno ancora passato e poi siamo andati a casa sua. Abbiamo fatto qualche altra foto, poi ci hanno raggiunti Carla, Tristan, Larry e Aurelienne e siamo montati in macchina per andare a cena, io, Carla e Andre nella macchina di Tristan (gran bella macchina) e gli altri sul truck di Larry.

 Andre, io, Carla e Tristan

Sulla strada per il ristorante avevamo la musica così alta che la macchina vibrava e stavamo urlando e ridendo come idioti, uno di quei momenti in cui ho un amore infinito e incondizionato per i miei amici, bell'inizio di serata. Arrivando invece di entrare siamo andati sul fiume ed abbiamo fatto altre foto. Lo so, gli americani sono fissati hahaha

 Io, Carla, Aureliane, checcarine <33

 Qua non sono bene sicura di cosa stesse succedendo hahaha


Avrei una tonnellata di foto carine da postare e un'altra tonnellata di foto idiote, chi le volesse vedere le cerchi su facebook :)
Comunque poi finalmente siamo entrati al ristorante e devo dire che sono rimasta impressionata, era gigantesco e con una bellissima vista sul Columbia river. Abbiamo mangiato sotto gli occhi di rimprovero delle cameriere che vedevano Larry disegnare con i pastelli per i bambini e tutti non comportarsi affatto nel modo adatto a un ristorante di classe haha
Il cibo era buonissimo e ho il sospetto che fosse anche un bel po' costoso, comunque è stata una cena fantastica.

Cuteee <3

Dopo la cena siamo passati da casa di Stefanie a prendere il resto del gruppo che comprendeva Ive e Levani, Stefanie ed Aaron, Megan e Isaac, Ashley e Cleveland e le amiche di Megan.
A quel punto siamo andati al Toyota Center dove si teneva il ballo, siamo entrati e io e Andre abbiamo fatto una coda infinita per fare la foto ufficiale.


Durante la fila ho intravisto un sacco di persone che conosco, prof e amici e c'era un'atmosfera bellissima, con tutti che continuavano a farsi i complimenti a vicenda e dirti quanto sei bella e ti stia bene il vestito, poi fatta la foto siamo finalmente andati a ballare.
E' stato divertente, davvero una notte indimenticabile. Ballare con Andre non è stato imbarazzante come mi aspettavo, nemmeno durante i lenti. E' stato davvero dolce, anche se ovviamente non ha rinunciato a fare l'idiota. Ad esempio ad un certo punto essendo caldo lui e Larry si sono tolti la camicia rimanendo con il gilet e il papillon, giuro che sembravano due spogliarellisti. Il bello è che in qualche modo dopo di questo Larry ha perso la camicia, che non era sua ma in affitto con il resto del completo. Avreste dovuto sentire sua mamma strillargli contro al telefono a pranzo hahaha
Abbiamo ballato fino alle 11, poi il ballo è finito e siamo andati a casa di Andre a vedere un film. Eravamo io, Andre, Carla, Tristan, Larry, Aureliane, Timo, Valentina e Levani. Arrivati tutte le ragazze hanno iniziato a levarsi scarpe e vestiti scomodi e chiedere magliette in prestito ad Andre, fino a quando non siamo finite praticamente tutte vestite con la sua roba haha

Dal basso Levani, Valentina (unica ragazza a non indossare vestiti di Andre), Timo, Carla, io, Aureliane e Tristan

Abbiamo iniziato a vedere uno dei Rec, un film "horror" spagnolo orribile senza trama a cui non ho prestato attenzione per mezzo secondo, parlando tutto il tempo con Levani seduto accanto a me. Parte tra una settimana e mezza ed è eccitatissimo di tornare a casa, proprio non lo capisco.
Era così strano pensare che è stato l'ultimo ballo... Ho ancora qualche settimana di scuola, la graduation, e poi? Ormai mi riesce difficile immaginare una mia vita senza queste persone.
Comunque quando il film non era nemmeno a metà è arrivata la mamma di Andre preoccupatissima perchè erano le due di notte e aveva detto a Paula che mi avrebbe riportata a casa alle 12. Mi sono stupita perchè non mi aveva detto che avessi un coprifuoco e non le interessa mai quando torno a casa, ma visto che stava dando di matto sono stata costretta a chiamare Paula mel cuore della notte, svegliandola. Andre e la sua host mum mi hanno riaccompagnata a casa, l'ho ringraziato per la serata e sono andata a letto.
Domenica mattina dopo avere subito la sfuriata di Paula sono stata informata del fatto che abbiamo una chiave di riserva in una scatolina a combinazione vicino alla porta del retro. Grazie per avermi informata a maggio, davvero.
Comunque è stata una serata bellissima, dalla cena al film, un po' meno nel momento di panico della mamma di Andre haha
E' stato molto più bello dell'homecoming, forse perche` avendo un date e` stato un po' piu` "tradizionale", forse perche` il fatto che tutti fossero eleganti rendeva tutto surreale o perche` ci sono andata con un sacco di amici, comunque e` stata una serata indimenticabile. E` stranissimo pensare a come l'idea dei balli scolastici mi sembrasse cosi` americana ed emozionante all'inizio dell'anno mentre adesso e` la normalita`. Ricordo come all'homecoming ho conosciuto Larry e avevo appena iniziato a legare con Shuyler (allora il date di Carla), due persone senza le quali sarebbe difficile immaginare la mia esperienza. E questo era il mio ultimo ballo, stop. Il mio sogno Americano e` quasi finito. Non posso capacitarmene.

sabato 26 aprile 2014

Pasqua, preparazione al Prom e cose varie

In questo momento dovrei stare preparando un progetto per leadership o correggere il mio monologo per Drama. Ma hey, procrastinare è bello.
E' il 26 Aprile, sono qui da più di otto mesi e me ne rimane solo uno e qualche giorno da passare qui, non voglio essere ripetitiva ma davvero questa cosa mi spaventa. Se prima di Natale i mesi passano velocemente, da Gennaio in poi non riesci nemmeno a renderti conto del tempo che passa da quanto va veloce. Ieri ero nell shop con Alinda a cercare una palla per fare una partita di pallavolo e mi è impovvisamente tornata in mente la prima volta che ci avevo messo piede, il mio secondo giorno qui. Stavo aiutanto Paula a pulire cercando di socializzare, lei mi mostrava qualche vecchia foto di famiglia e io mi guardavo intorno stordita chiedendomi cosa diavoli ci faccia una specie di garage senza macchine nel loro backyard, soprattutto visto che è due volte più grande del mio appartamento a Milano. Non capivo perchè lo chiamassero shop, e se devo essere sincera non lo so ancora hahaha
Se penso che sono passati otto mesi mi vengono le vertigini. Mi ricordo quando verso Dicembre ci andavo per prendere il gelato al peppermint dal freezer gigante, la volta che sono scivolata sul ghiaccio cercando di riaprire la porta sul retro distruggendomi l'osso sacro, ricordo quando prima che iniziasse a fare freddo ci andavo per prendere la bici e quando mezza congelata ho deciso che non l'avrei mai più toccata fino a Marzo.
Mi sembra che lo spring break fosse due settimane fa, e invece ho già superato Pasqua ed è quasi Maggio. Una settimana esatta al prom, poco di più alla graduation e all'arrivo della mia famiglia, un mese a New York e poi all'Italia.
Pasqua non è stata particolarmente strana o sorprendente, mi sono resa conto il giorno prima che fosse così vicina e non abbiamo fatto nulla di speciale. La sera prima io e Alinda abbiamo tinto le uova come di tradizione, poi il giorno dopo la messa abbiamo fatto una cena (alle quattro di pomeriggio...) con i parenti e abbiamo "cercato" i cestini in giardino. 

 Italian pride <3 (Non fate caso alla mia mano deforme)

La tradizione americana vuole che a pasqua ci sia una egg hunt, ovvero si cercano i cestini con gli ovetti di cioccolato nascosti in giardino, e spesso oltre al cioccolato ci sono dei regali. Io avrei partecipato alla caccia volentieri, ma quando avevo appena iniziato a cercare il mio cerstino Paula me l'ha indicato ed è tornata in casa. Grazie per avermi negato il mio infantile divertimento.
Conteneva un coniglietto di cioccolato e qualche barretta di cioccolato, il tutto finito nel giro di due giorni <3
A scuola va tutto bene, sto cercando di migliorare un po' i miei voti e ci sono riuscita senza troppi sforzi. Il problema della scuola qui è che è così facile che non ti fa assolutamente venire voglia di impegnarti, praticamente ti invoglia a fregartene. Perchè dovrei studiare per un test se tanto mentre lo faccio posso vedere gli appunti e prendere lo stesso voto di chi non li ha mai letti prima? A che mi serve sforzarmi in un progetto se prende A anche chi l'ha chiaramente fatto in cinque minuti?
Quindi tendo ad avere la media della B, più che altro perchè quando consegno i compiti prendo A, ma spesso non ho voglia nemmeno di iniziarli. Shame on me, ma tanto in Italia dovrò studiare per tutto quest'anno lo stesso, e praticamente qui non ho classi utili.
Una cosa di cui sono un sacco orgogliosa è che tra due settimane avremo la blood drive, ovvero una raccolta di sangue a cui gli exchange students europei non possono partecipare per motivi medici che non so spiegarvi. A leadership stiamo organizzando tutto, il tema sarà il Re Leone, avremo corridoi decorati a tema safari e un sacco di cose carine. E indovinate chi ha creato il design per le magliette che indosserà tutta la scuola? Esatto, l'italiana più creativa del West. Applaudetemi.
Ho preso il manifesto del musical di Broadway e l'ho cambiato per non farci avere problemi con il copyright, rendendo il disegno un po più "affilato" e cambiando la criniera, poi ho aggiunto una siringa che il leone stringe tra i denti. Applausi, prego.
Ma parliamo del Prom, che per chi non lo sapesse è il ballo di fine anno, solo per Juniors e Seniors. Ho vestito e scarpe ma mi manca un date, ovviamente. Aureliane va con Larry, Timo con una ragazza nella nostra ex classe di Us History, Shuyler si è fidanzato poco fa, Marissa va con un sophomore (ma lei è una Junior, quindi è okay), Ive con Levani, Megan con Isaac, Ashley con Cleveland e Carla va con un ragazzo che non conosce che gliel'ha chesto due giorni fa hahaha
Io ovviamente rimango forever alone, che bello. Non mi ricordo se vi avessi mai detto che Stefanie ha un ragazzo più o meno da Natale, ma comunque lui non le ha ancora fatto la proposta.
Tutti mi avevano detto che Andre voleva chiedermi, ma non l'ha fatto. Ieri ha scritto a Carla dicendole che ha trovato un date per me (ha trovato anche il ragazzo con cui va lei) e io gli ho chiesto spiegazioni. Lui si è rifiutato di dirmi di chi si trattasse, ma mi ha detto che ha comprato dei fiori, di cui mi ha mandato una foto. Grazie per avermi rovinato la sorpresa.
Ho avuto la sensazione che stesse parlando di se stesso, anche perchè quella nella foto sembrava la sua cucina, ma non sono sicura. Andrei con lui ma non sono poi così entusiasta, ultimamente (diciamo pure da sei mesi a questa parte) si comporta un po' in modo fastidioso, ma vabè. Quando vuole è simpatico, speriamo in bene. Con la fortuna che mi ritrovo se è davvero un'altro ragazzo probailmente è obeso e puzza, oppure è uno stupratore.
Incrociate le dita per me.
bye!

martedì 8 aprile 2014

Spring Break, noia e disastri

Ciao ragazzi!
Oggi è il sei aprile, sarò ripetitiva ma il tempo sta volando a una velocità che fa paura. Visto che qui non esistono le vacanze di Carnevale o Pasqua abbiamo in sostituzione una più generica Spring Break, che mi sto "godendo" questa settimana. Lo metto tra virgolette perché non è che mi stia divertendo più di tanto in realtà haha
Se Marissa fosse qui probabilmente passerei un sacco di tempo con lei, ma per via di dei problemi familiari che non vi racconterò lei in questo periodo vive dai suoi zii, non ha passaggi da nessuna parte e non possiamo uscire insieme. Non è l'unica, sono tutti impossibilitati a uscire o in vacanza da qualche parte e io mi ritrovo da sola nella desolazione delle Tri-Cities, che culo.
Ashley è in California con Cleveland, Derrick a fare snowboard/caccia con un suo amico da qualche parte e praticamente tutti i miei amici sono in giro tra Florida, Hawaii, California ecc. Avrei voluto fare un viaggetto con Belo o qualche altra associazione che organizzi vacanze per l'America, ma ovviamente la ISE non me lo permette. Il mio odio per quella associazione sta raggiungendo nuovi picchi, pregate che non vi capiti.
In pratica sto passando tutto il tempo a guardare The Walking Dead; per farvi capire la gravità situazione vi dico che l'ho cominciato durante le vacanze e ho quasi finito la terza stagione. Non giudicatemi, sto cercando di colmare il vuoto affettivo lasciato dalla fine di Breaking Bad.

Due giorni fa sono andata da Carla e con Stefanie abbiamo fatto una maratona di High School Musical, continuate a non giudicare hahaha
Era da un sacco di tempo che volevamo farlo per ridere un po' degli stereotipi assurdi della scuola Americana, ed è stato stranissimo rivederlo. Ricordo che ai tempi del primo ero in quarta o quinta elementare, quando guardai il secondo con le mie amiche erano i primi anni delle medie e il terzo credo uscì nei cinema verso la fine della terza. Chi avrebbe mai detto che un giorno li avrei riguardati in America dove frequento una scuola in cui ho il mio armadietto, c'è la squadra di basket, il club della matematica e tutte quelle cazzate che a dodici anni sembravano così grandiose?
E' stato strano capire effettivamente i testi delle canzoni e la mentalità da scuola americana, capire cosa è realistico e cosa invece è solo stereotipato.
Ricordo ancora quando uscì il secondo e io ero con le mie tre migliori amiche a guardarlo, ora una di loro sta facendo due anni di IB in un college di Oxford, un'altra è partita a dicembre per fare sei mesi in Francia, la terza è a Milano e io sono qui. Non è assurdo come abbiamo trovato la nostra strada così lontano l'una dall'altra, ma con questa esperienza in comune?
Mancano due mesi esatti alla graduation, e ancora più assurdo è come solo a Giugno compierò diciotto anni, in questa America che mi ha aperto la mente, gli occhi e le ali. Magari sarò legalmente un'adulta, ma non voglio mai perdere la capacità di comportarmi come una bambina quando ne ho bisogno. Fare l'idiota, guardare High School Musical cantando a squarciagola e comprare vestiti con dinosauri stampati sopra, ma essendo in grado di non staccare il cervello, ragionando e comportarmi in modo maturo quando è necessario. Quest'anno mi ha dato un'idea più chiara sul chi sono e cosa voglio da me e dalla mia vita. So di avere perso tante cose a Milano ma ne è valsa la pena, più passa il tempo e più mi rendo conto.

Vorrei continuare a scrivere a ruota libera sul tempo che passa, ma domani ricomincia la scuola e ovviamente non ho nemmeno provato a finire i compiti, le brutte vecchie abitudini non passano mai haha
Un giorno vi racconterò come sono riuscita a bruciare il forno grazie all'aiuto di Erin e Marissa (c'erano fiamme dentro, panico) ma ora devo andare!
Ciao fantasmini, a presto <3

martedì 25 marzo 2014

Foto, sette mesi aiuto e discorsi a casaccio

Ciao fantasmini, come state? ♡♡
Io ho fame e sonno, quindi provo a distrarmi un po' scrivendo anche se in realtà non ho molto da dire. Sono ancora di buon'umore dall'ultimo post e in questi giorni mi sembra di avere dei rapporti migliori con tutti, passo il pranzo a ridere praticamente fino alle lacrime e non so come farò a lasciare tutti gli idioti con cui condivido le giornate.
Non mi ricordo se ve l'avessi detto, ma è da prima che Ebba partisse che gli exchange student presentano i loro paesi all'international club e ieri era finalmente il mio turno, il powerpoint è stato imbarazzante ma ce l'ho fatta. Volevo preparare del tiramisù da portare, ma non ho trovato i savoiardi quindi nope. Ho cercato di convincere nel modo più minaccioso possibile praticamente tutti quelli che conosco a venire, ma non ha funzionato più di tanto haha
Nonostante avessero calcio ho convinto Lukas e Andre a presentarsi, poi è venuta Carla, Stefanie che presentava con me, Erin che cercava di guadagnare un credito per spagnolo e tutti quelli che ci sono sempre.
Shuyler sarebbe venuto ma aveva una visita e Larry è venuto un minuto e mezzo solo a dirmi buona fortuna perchè aveva track, che ammore ♡♡
Ovviamente la smartboard non funzionava, Carla non riusciva dal pc a fare andare le slide quando volevo io e ho perso dieci minuti nel momento in cui ho cercato di aprire youtube per fare sentire l'inno di Mameli, ma è stato divertente.
Oggi sono tornata a casa prima perchè non c'era tennis e stop, in realtà non ho nulla da dire. C'è solo un pensiero nella mia testa: sette mesi. Sul serio, sette mesi, come è possibile?
Davvero non riesco a capacitarmene, mi sembra che i sei fossero la settimana scorsa, mi sono accorta in ritardo che era passato il mio mesiversario solo perchè una ragazza tedesca che è arrivata in America un giorno dopo di me aveva pubblicato qualcosa a riguardo su facebook.
Prima di Natale il tempo passava veloce, ma adesso fa davvero impressione! Io giuro che se non avessi un calendario penserei di essere ancora a Gennaio e invece Marzo è quasi finito, ogni volta che vedo la data sul cellulare mi sembra uno scherzo.
Nonostante abbia paura di aprire il conto alla rovescia sul cellulare però, non ho paura di tornare a casa anche se già riesco a vedere i pianti incredibili degli ultimi giorni. Non fatemici pesare.
Vi lascio un po' di foto a caso dal lunch di oggi, boom

Io e Timo che
boh
Cosa stai facendo Timo, cosa

Un Larry morente

Questa piccola opera d'arte mi ha fatto morire davvero hahaha

In foto è Ive, la ragazza della Slovacchia di cui non ho praticamente mai parlato, ed il motivo è che è la creatura più asociale della terra. Non ha amici americani e non ha fatto amicizia nemmeno con gli altri exchange. Tutti cerchiamo di essere carini con lei, ve lo assicuro, ma nonostante sia sul mio bus (si siede sempre lontana da me) e sia al nostro tavolo tutti i giorni non rivolge mai una singola parola a nessuno a meno che tu le chieda qualcosa espressamente, e anche lì finisce con la sua risposta, quindi Larry e tutti quelli che siedono al nostro tavolo cercano sempre di farla parlare in tutti i modi. Per darvi un idea, Timo dopo due mesi che sedeva a tavolo con lei ogni giorno diceva di non avere mai incontrato l'exchange slovacca e quando gliel'ho indicata è cascato dalle nuvole.
Comunque niente, non so perchè ho fatto questo discorso lunghissimo ma la foto mi aveva fatto morire perchè mentre tutti facevamo gli idioti mi arriva lo snapchat di lei disperata hahaha
Non è una presa in giro, giuro, credo che stesse ridendo e ha riso anche quando ha visto la foto haha

Comunque ultimamente sto stringendo un sacco di legami, mi dispiacerà tantissimo tornare a casa. Non dico che vorrei rimanere qui un'altro anno perchè anche se buona parte dei miei amici sono Junior rivoglio la mia vita in Italia, ma vorrei solo essermi sentita così a mio agio da Dicembre... 

 Snapchat scattato a mia insaputa qualche giorno fa a pranzo. Siamo adorabili <33

Senza dubbio è più difficile tornare che partire. Partendo saluti tutto per un anno, sapendo che tornerai a riavere la tua vita indietro. Ma qui? Dove sono finiti tutti i miei sforzi per fare amicizia, i momenti di tristezza, e i rapporti costruiti con fatica in tutti questi mesi?
Forse rivedrò Carla, Stefanie e gli altri ragazzi europei, probabilmente rivedrò la mia famiglia ospitante o qualche amico americano in qualche modo, ma gli altri?
Arriverà il momento in cui lascerò più la classe di fotografia il venerdì con Mr. Murphy che ci raccomanda "Non bevete, non drogatevi e non fatelo, tanto nessuno vuole farlo con voi. Buon weekend!", in cui non gratterò più la porta della camera di Derrick ogni volta che passo per andare nella mia, niente più il giuramento alla bandiera la mattina o Marissa che mi prende in giro per il mio accento. Sono cose che non voglio perdere o dimenticare, e mi sale una tristezza incredibile se penso che in due mesi non sarò più qui.
Sento che mi stanno venendo gli occhi lucidi, quindi la finisco qui prima di rovinarmi l'umore.
Sappiate che nonostante tutto partire è stata la scelta migliore e più coraggiosa che abbia fatto nella mia vita. Fututi exchange, non abbiate paura e buttatevi.

martedì 4 febbraio 2014

Tristezza a palate e novità

Ciao fantasmini del mio cuore. Sono le otto e cinquanta, e visto che Alinda sta facendo la doccia probabilmente finendo l'acqua devo aspettare almeno le nove e mezza per il mio turno, quindi vi scrivo. Si, lo so che vi interessava, non c'è di che.
Credo che l'ultimo post risalga al periodo dei finals. Devo dire che ci sono stati un sacco di cambiamenti da allora, e ciò che mi ha probabilmente colpita di più è stata Ebba. Non ho parlato molto di lei in questo blog ma era l'exchange svedese, una ragazza adorabile a cui voglio un sacco di bene e che oggi ha preso un aereo per casa, mesi prima del previsto. Non mi inoltrerò a parlarvi dei suoi problemi perchè non mi sembrerebbe giusto, ma un anno all'estero a volte ti mette davanti problemi più grandi di te, che non riesci più a superare da solo per quanto tu non voglia arrenderti. 
Mercoledì scorso a pranzo Carla mi ha detto che sarebbe tornata a casa, io mi sono messa a ridere e non ci ho creduto. Oggi, domenica, sono tornata all'areoporto di Pasco dopo cinque mesi e l'ho abbracciata per quella che spero non sia l'ultima volta. Io, Carla, Stefanie e Shuyler la guardavamo impacciata fare passare le sue cose sotto il metal detector mentre la sua host family piangeva, e io non sapevo davvero come sentirmi. So che è la cosa giusta per lei e che a casa starà meglio, ma non posso fare a meno di desiderare egoisticamente che fosse rimasta qua con noi.
Tornando a casa in macchina con Shuyler ho fatto di nuovo lo stesso percorso dall'areoposrto a Richland che avevo fatto il 23 agosto ed è stato strano rendersi conto di come le cose si siano evolute, di come siano passati cinque mesi. La prima volta su quella strada la famiglia era in completo silenzio, io guardavo stupita il deserto fuori dal finestrino e quando cercavano di dire qualcosa facevo fatica a capire; a distanza di qualche mese mi ritrovavo lì dopo avere dato un addio, riconoscendo la strada e gli edifici intorno a me, sulla macchina di un amico che mi stava dicendo quanto piangerà a giugno quando partiremo tutti.

Sto continuando a scrivere dalla classe di fotografia, dov'ero rimasta? Si, cambiamenti. Di nuovo. Con il secondo quadrimestre questa classe si e` spostata al quarto periodo quindi sono piena di compagni nuovi e non conosco nessuno eccetto Ali, mi sembra di essere tornata al primo giorno. In questi momenti in cui tutti attorno a me si conoscono mi rendo conto che forse non sono diventata poi cosi` socievole haha
Ma ho tanto tempo per socializzare, convinciamoci di questo. Oggi sono di buon'umore perche` nonostante Ebba l'ultima settimana e` stata piena e movimentata. Mercoledi`, giorno in cui ho scoperto che sarebbe partita, siamo andate a mangiare con Stefanie e Carla in un locale all'americana molto anni 50 e mentre loro erano agli allenamenti di cheerleading io ed Ebba siamo andate al mall. Lei ha comprato un`altra valigia e poi ci siamo lanciate in un po' di shopping inutile. Giovedì visto che a breve ci saranno i provini per il Mago di Oz io e Stefanie volevamo fare qualche prova in una delle aule insonorizzate di coro, ma visto che si sono rivelate tutte occupate abbiamo dovuto optare per una specie di sgabuzzino, pieno di vestiti e un pianoforte. Si, un pianoforte, non chiedetemi perche`. Venerdì c'era un torne di dodgeball dopo la scuola, sono andata con Ive, Shuyler ed Ebba ed è stato divertente. C'era una squadra di prof che è arrivata in finale, perdendo una partita sola. Rendetevi conto che i prof hanno stracciato tutti, compresa la squadra dei ragazzi fighi e muscolosi di football, non so se mi spiego. Sabato dovevamo uscire con Ebba e abbiamo tutte cancellato i piani per la giornata ma lei non poteva, che culo. Dalle cinque alle nove invece sono andata a scuola con Ashley e Derrick, c'erano due grandi partite di basket e abbiamo dovuto lavorare al bar per due ora di fila, senza sederci o fermarci un secondo. La parte migliore e` che non siamo stati pagati, e quando avevo sete ho dovuto comprare una limonata di quelle che stavo vendendo. In pratica ho pagato due dollari per lavorare quattro ore, la vita e` bella.
Dopo la partita sono andata a casa di Erin e ho dormito li` con Marissa. Hanno fatto le cretine tutta la sera ma e` stato divertente, anche se mi sono ritrovata a cucinare pasta alla carbonara all'una di notte.
Il mattino dopo Erin mi ha portata all'areoporto, Shuyler mi ha portata a casa e poi sono andata a casa di Marissa per la finale del Super Bowl. Per chi non lo sapesse il Super Bowl e` il piu` grande evento sportivo americano, un tornero di football che viene trasmesso ogni anno e che viene guardato da tutta l'America. La partita era Seahawks (squadra di Seattle, ergo la mia squadra <33) contro Broncos e abbiamo vinto qualcosa come 56 a 8, hanno giocato malissimo.

GO SEAHAWKS! WOHOO!

Sono tornata a casa correndo per sfuggire ai mostri nascosti nell'oscurita`, come faccio sempre sulla lunghissima strada buia che c`e` tra casa mia e quella di Marissa. Si lo so, sono un'idiota, ma in mia discolpa posso dire che mi era morta la torcia del cellulare e l'anno scorso ho letto un libro sui serial killer americani. A casa non ho fatto nulla fino a quando a mezzanotte mi sono resa conto di essermi dimenticata i compiti. Plot twist: sono un'idiota.
Questa e` stata la mia settimana, e mi sono ripromessa di cercare di organizzare piu` cose da fare nei giorni scolastici, perche` restarmene sempre con le mani in mano mi uccide.
So che questo post è stato un po' inutile e a casaccio, ma la campanella sta per suonare quindi vi saluto, ciao ragazzi e grazie delle quasi 5000 visualizzazioni!