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sabato 26 aprile 2014

Pasqua, preparazione al Prom e cose varie

In questo momento dovrei stare preparando un progetto per leadership o correggere il mio monologo per Drama. Ma hey, procrastinare è bello.
E' il 26 Aprile, sono qui da più di otto mesi e me ne rimane solo uno e qualche giorno da passare qui, non voglio essere ripetitiva ma davvero questa cosa mi spaventa. Se prima di Natale i mesi passano velocemente, da Gennaio in poi non riesci nemmeno a renderti conto del tempo che passa da quanto va veloce. Ieri ero nell shop con Alinda a cercare una palla per fare una partita di pallavolo e mi è impovvisamente tornata in mente la prima volta che ci avevo messo piede, il mio secondo giorno qui. Stavo aiutanto Paula a pulire cercando di socializzare, lei mi mostrava qualche vecchia foto di famiglia e io mi guardavo intorno stordita chiedendomi cosa diavoli ci faccia una specie di garage senza macchine nel loro backyard, soprattutto visto che è due volte più grande del mio appartamento a Milano. Non capivo perchè lo chiamassero shop, e se devo essere sincera non lo so ancora hahaha
Se penso che sono passati otto mesi mi vengono le vertigini. Mi ricordo quando verso Dicembre ci andavo per prendere il gelato al peppermint dal freezer gigante, la volta che sono scivolata sul ghiaccio cercando di riaprire la porta sul retro distruggendomi l'osso sacro, ricordo quando prima che iniziasse a fare freddo ci andavo per prendere la bici e quando mezza congelata ho deciso che non l'avrei mai più toccata fino a Marzo.
Mi sembra che lo spring break fosse due settimane fa, e invece ho già superato Pasqua ed è quasi Maggio. Una settimana esatta al prom, poco di più alla graduation e all'arrivo della mia famiglia, un mese a New York e poi all'Italia.
Pasqua non è stata particolarmente strana o sorprendente, mi sono resa conto il giorno prima che fosse così vicina e non abbiamo fatto nulla di speciale. La sera prima io e Alinda abbiamo tinto le uova come di tradizione, poi il giorno dopo la messa abbiamo fatto una cena (alle quattro di pomeriggio...) con i parenti e abbiamo "cercato" i cestini in giardino. 

 Italian pride <3 (Non fate caso alla mia mano deforme)

La tradizione americana vuole che a pasqua ci sia una egg hunt, ovvero si cercano i cestini con gli ovetti di cioccolato nascosti in giardino, e spesso oltre al cioccolato ci sono dei regali. Io avrei partecipato alla caccia volentieri, ma quando avevo appena iniziato a cercare il mio cerstino Paula me l'ha indicato ed è tornata in casa. Grazie per avermi negato il mio infantile divertimento.
Conteneva un coniglietto di cioccolato e qualche barretta di cioccolato, il tutto finito nel giro di due giorni <3
A scuola va tutto bene, sto cercando di migliorare un po' i miei voti e ci sono riuscita senza troppi sforzi. Il problema della scuola qui è che è così facile che non ti fa assolutamente venire voglia di impegnarti, praticamente ti invoglia a fregartene. Perchè dovrei studiare per un test se tanto mentre lo faccio posso vedere gli appunti e prendere lo stesso voto di chi non li ha mai letti prima? A che mi serve sforzarmi in un progetto se prende A anche chi l'ha chiaramente fatto in cinque minuti?
Quindi tendo ad avere la media della B, più che altro perchè quando consegno i compiti prendo A, ma spesso non ho voglia nemmeno di iniziarli. Shame on me, ma tanto in Italia dovrò studiare per tutto quest'anno lo stesso, e praticamente qui non ho classi utili.
Una cosa di cui sono un sacco orgogliosa è che tra due settimane avremo la blood drive, ovvero una raccolta di sangue a cui gli exchange students europei non possono partecipare per motivi medici che non so spiegarvi. A leadership stiamo organizzando tutto, il tema sarà il Re Leone, avremo corridoi decorati a tema safari e un sacco di cose carine. E indovinate chi ha creato il design per le magliette che indosserà tutta la scuola? Esatto, l'italiana più creativa del West. Applaudetemi.
Ho preso il manifesto del musical di Broadway e l'ho cambiato per non farci avere problemi con il copyright, rendendo il disegno un po più "affilato" e cambiando la criniera, poi ho aggiunto una siringa che il leone stringe tra i denti. Applausi, prego.
Ma parliamo del Prom, che per chi non lo sapesse è il ballo di fine anno, solo per Juniors e Seniors. Ho vestito e scarpe ma mi manca un date, ovviamente. Aureliane va con Larry, Timo con una ragazza nella nostra ex classe di Us History, Shuyler si è fidanzato poco fa, Marissa va con un sophomore (ma lei è una Junior, quindi è okay), Ive con Levani, Megan con Isaac, Ashley con Cleveland e Carla va con un ragazzo che non conosce che gliel'ha chesto due giorni fa hahaha
Io ovviamente rimango forever alone, che bello. Non mi ricordo se vi avessi mai detto che Stefanie ha un ragazzo più o meno da Natale, ma comunque lui non le ha ancora fatto la proposta.
Tutti mi avevano detto che Andre voleva chiedermi, ma non l'ha fatto. Ieri ha scritto a Carla dicendole che ha trovato un date per me (ha trovato anche il ragazzo con cui va lei) e io gli ho chiesto spiegazioni. Lui si è rifiutato di dirmi di chi si trattasse, ma mi ha detto che ha comprato dei fiori, di cui mi ha mandato una foto. Grazie per avermi rovinato la sorpresa.
Ho avuto la sensazione che stesse parlando di se stesso, anche perchè quella nella foto sembrava la sua cucina, ma non sono sicura. Andrei con lui ma non sono poi così entusiasta, ultimamente (diciamo pure da sei mesi a questa parte) si comporta un po' in modo fastidioso, ma vabè. Quando vuole è simpatico, speriamo in bene. Con la fortuna che mi ritrovo se è davvero un'altro ragazzo probailmente è obeso e puzza, oppure è uno stupratore.
Incrociate le dita per me.
bye!

mercoledì 19 marzo 2014

#springmakesmehappy

In queste giorni sono felice senza un motivo preciso. Sarà che i sophomores stanno facendo un qualche tipo di test e quindi si entra a mezzogiorno, sarà che finalmente è primavera, ma arrivo a scuola piena di amore per il mondo e torno appena prima di cena a casa stanca e contanta della mia giornata.
Ieri sono entrata a scuola alle 12, sono andata in cafeteria e ho abbracciato a caso Larry e Carla, poi sono rimasta di buon umore per tutta la giornata. A drama hanno recitato un pezzo di Romeo e Giulietta un po' alla cazzo di cane e invece di essere drammatico stavamo tutti praticamente piangendo dal ridere, poi invece di andare a tennis sono andata con Marissa ed Erin a caccia di un vestito per il prom. Il negozio era pieno di cose improponibili che sono stata costretta a provare, con Erin che cercava di convicermi di quanto il viola mi stia bene (...)

 Tentativo di selfie sfocato e fallitissimo, con Erin che guarda altrove e Marissa con una faccia rotondissima

Visto che facevano tutti un po' schifo siamo passate da Macy's e ho preso il vestito che avevo visto questo weekend nella mia incursione al mall con Carla e Stefanie, ovvero questo:


Dite quello che volete, a me piace troppo. Ora devo solo trovare un ragazzo con cui andarci, lasciatemi piangere in qualche angolo.
Visto che sto infilando in questo post cose completamente a caso lasciatemi parlare di St. Patrick's Day, giorno che non ho davvero idea del perchè venga festeggiato dagli americani. Il bello è che un sacco di gente a scuola mi ha chiesto se ce l'abbiamo anche noi in Europa
...vedi un po' tu, è una festa Irlandese...

boh, americani.
Comunque per qualche motivo che non mi è dato sapere quel giorno hanno fatto con i ragazzi la stessa cosa che hanno fatto a San Valentino con le ragazze, ovvero hanno ricevuto un quadrifoglio con il loro nome e foto e non erano autorizzati a parlare con individui di sesso femminile al di fuori delle lezioni. La prima ragazza che riusciva a farsi parlare tra un'ora e l'altra o a pranzo aveva diritto a prendere il loro "cuore" a forma di quadrifoglio, è stata una giornata divertente e io sono riuscita ad ottenere quello di Shuyler che ho appeso al muro di camera mia come trofeo.
In generale un po' tutte queste giornate sono divertenti, dopo tennis di solito vado con Carla a magiare al bomber's store o cazzeggiamo un po' in auditorium fingendo di allenarci, mi sto riavvicinando tantissimo sia a lei che a Stefanie e mi fa piacere.
Domani, giovedì, c'è il primo match di tennis contro Hanford (scuola rivale) ma non posso andarci perchè mi manca un allenamento e mi sono infortunata il polso. E' tutto doloroso, dall'aprire una lattina a qualunque cosa che implichi stringere un oggetto con la mano destra, ma non mi arrendo e continuo tennis come posso, ovvero male.
Oggi dopo l'allenamento sono partita con Carla in missione da Albertsons perchè le era improvvisamente venuta voglia di doritos (<3), direi che il nosro piano per dimagrire sta funzionando...
Però chissenefrega, tutte queste piccole cose dopo scuola mi fanno contenta, cazzeggiare al sole mi fa piacere. Dopo un inverno da -20 amo la luce fino a tardi, lasciare a casa la giacca e il tempo da maglietta e pantaloncini, riesco a quasi a sentire l'estate e mi piace così tanto che l'avvicinarsi di Giugno non è poi così spaventoso.

venerdì 21 febbraio 2014

I got a crush on bipolarism

Diciamocelo, questo periodo fa un po' schifo.
Non ho mai voluto parlare dei miei problemi qui, ma mi rendo conto che non facendolo non sto davvero raccontando tutti gli aspetti di questa esperienza. Quindi lasciatemelo dire: questo periodo fa un bel po' schifo.
In realtà non sono triste o homesick, ma il problema è che la grinta iniziale è sparita da un pezzo senza essere sostituita da un'altra emozione positiva. Sono in un momento di vuoto: non sono felice, non sono triste, non sono soddisfatta e questo posto sta anche iniziando a deprimermi. So che pensando negativo non posso fare altro che peggiorare la situazione, ma mi sembra che tutto quello che possa andarmi male sia concentrato su di me. Perchè sono capititata in uno stato sfigato, in una città in cui nemmeno ci sono gli alberi e che ti fa tristezza a guardare anche solo da google maps, in cui non c'è nulla da fare, in una scuola piena di studenti poco amichevoli, in delle classi con quasi nessuno di simpatico e in una famiglia ospitante che non sento affatto mia?
In questo momento sono sul letto di Alinda e non so bene come sentirmi, la metà della famiglia che avevo visto il giorno del ringraziamento starà qui tre giorni e ho speso tutto il pomerggio a passare a singhiozzo dal salotto a camera mia, andando di là cercando di socializzare per poi arrendermi. Ora mi tocca dormire qui e I'm kinda scared, perchè ho appena trovato un paio di forbici sotto un cuscino. Perchè una bambina di otto anni dorme con delle forbici nel letto?
Comunque. Questa è stata una settimana abbastanza piena, sono andata lunedì a farmi le unghie con Erin e Marissa e nei giorni seguenti sono uscita ma non mi ricordo più con chi, fare qualcosa durante la settimana è davvero una conquista. Inoltre questa era la spirit week per il Tolo (ballo di San Valentino), il tema era una sorta di sfida tra sessi che prevedeva per le ragazze vestiti da cowgirls, rosa, glitter, fiocchi e in generale tutto ciò che non metterei mai.
La classe di leadership sta iniziando a piacermi un sacco, organizziamo tutte le attività che ho sempre adorato di questa scuola, ad esempio questa settimana abbiamo messo in piedi "I got a crush on you". Mi spiego, qui c'è una bibita tipo fanta chiamata "crush", che in inglese vuol dire anche cotta. Con questo gioco di parole abbiamo organizzato un'iniziativa: per un dollaro puoi comprare una lattina di crush e dedicarla a qualcuno, a cui arriverà un una busta di carta durante le lezioni con scritto "I got a crush on you" e una poesia; chi la riceve può pagare un altro dollaro per sapere chi l'ha mandata e spedire come risposta un "hug" o un "kiss" (cioccolatini americani). Abbiamo fatto tutto dal scegliere dove comprare le lattine al consegnarle, e tutti i soldi sono andati in beneficienza.
Il giorno delle consegne tutta la classe si è divisa per la scuola con qualche busta, io e Cameron (ragazzo con cui ho leadership e american lit) ci siamo avviati verso la libreria e abbiamo iniziato a cercare la prima ragazza della mia lista, una missione impossibile che mi ha fatto perdere un quarto d'ora.
Giovedì, giorno prima di San Valentino, c'è stata un'iniziativa ridicola quanto divertente, della quale mi sono già scordata il nome. Alla seconda ora ogni ragazza della scuola ha ricevuto un cuore come quello in foto, dovevi mettertelo al collo e smettere di parlare ai ragazzi, se non durante le lezioni. Se nei corridoi tra un'ora e l'altra o a pranzo un ragazzo riusciva a fare in modo che gli rivolgessi la parola, eri obbligata a dargli il tuo cuore. Visto che tra di loro c'è una specie di competizione a chi ne guadgna di più, un ragazzo della mia classe di leadership mi ha detto che l'anno scorso cadeva apposta addosso alla gente in modo che qualcuno gli dicesse qualcosa come "Oddio scusa, stai bene?" e ottenere il loro cuore, hahaha
Io ho ricevuto il mio durante psicologia e ci ho scritto dietro "Whoever you are, I don't like you anyway" mentre Sunbal disegnava un burqua/macchia nera dalle sembianze terroristiche sulla sua faccia. E comunque avevo ragione, perchè in meno di dieci minuti il mio cuore era già andato. Ho fatto in tempo a uscire da psychology, scendere le scale e dirigermi verso leadership, quando fuori dalla porta vedo il ragazzo della sicurezza, quello a cui non ho mai rivolto la parola e del quale Erin era follemente innamorata. Boom, andato.
Non so voi, ma se il ragazzo della sicurezza ti chiede qualcosa con aria serissima io mi sento obbligata a rispondere, nemmeno credevo che potesse prendere il mio cuore non essendo un studente! Però mi sbagliavo, come evidentemente hanno fatto una decina di altre ragazze a giudicare dalla vasta collezione di cartoncini rosa che mi sono accorta troppo tardi pendevano dal suo collo.


Venerdì invece era San Valentino e abbiamo avuto assemblea, quindi quelli di leadership saltavano il secondo periodo per andare ad aiutare a preparare la palestra. Il tema dell'assemble era "battle of the sexes" e il nostro compito sarebbe stato tirare giù i bleachers (come si chiamano in italiano?), ma io non ho fatto nulla tutto il tempo <3
Appena prima dell'assemblea però mi hanno mandato fuori dalla palestra a indirizzare le ragazze nella porta giusta della palestra, io e Cameron avevamo dei cartelli gigantesci che il vento continuava a strapparci di mano, una fatica assurda. Adesso so come si senta una bandiera.
L'assemblea era davvero strana ma divertente, era diretta da dei personaggi in stile Alice nel paese delle meraviglie compreso un imbarazzante ragazzo-bianconiglio in shorts rosa, orecchie pelose e orologio in cartone attaccato al collo. E' stato lui a darmi il cartello e a spiegarmi cosa fare quando dovevo spedire le ragazze nella parte giusta della palestra, e aveva una faccia così seria con le sue orecchie pelose e i baffi disegnati che mi sono dovuta trattenere a forza per non ridere hahaha
C'è stata una competizione di ballo in cui devo ammettere che i ragazzi ci hanno stracciato, avevano una coreografia perfetta con tanto di salti mortali, ragazzi senza maglietta (<333), finte scosse elettriche e passi perfettamente coordinati con la musica, davvero bello. Dopo ci sono stati dei giochi a di poco imbarazzanti, come la sfida del burro di noccioline. 
In pratica c'erano tre lastre di plastica trasparente con del burro di noccioline nello stesso punto alle due estremità, un ragazzo e una ragazza per ogni lastra; il vincitore era chi finiva il burro di noccioline per primo. Provate a immaginare la scena dei ragazzi che allo stesso momento devono leccarlo da un quadrato d plastica trasparente  di fronte a tutta la scuola.
Io ridevo come un'idiota e continuavo a riperere a Marissa "What's wrong with America?"
hahaha sul serio, a chi diavolo è venuto in mente?
Dopo l'assemblea siamo tornati in classe, ma durante il giorno non si riusciva a fare molto perchè i valogrammi continuavano a interrompere le lezioni. I valogrammi, sempre organizzati da i ragazzi di leadership, sono messaggi sonori che per 5 dollari (tutto in beneficienza!) potevi comprare la settimana prima di San Valentino e dedicare a qualcuno. I ragazzi di coro, divisi in gruppetti, bussano alla porta di una classe, mettono una sedia al centro in cui chi riceve il messaggio deve sedere di fronte a tutti e cantano per lui la canzone che gli ha assegnato chi ha comprato il messaggio, di solito cercando di rendere la cosa il più imbarazzante possibile. Ho avuto un mezzo attacco cardiaco quando a letteratura abbiamo avuto un valogramma per Mrs. Hatcher e Stefanie, che fa parte del coro, si è messa a cantarle "Stereo Hearts" nel modo più smielato possibile hahaha

Comunque dopo scuola sono andata a casa, iniziando la lunga preparazione per il Tolo, ballo di San Valentino. Non volevo andarci essendo senza un date, ma tutti i miei amici hanno insistito, quindi ci sarei andata lo stesso. Ci sarei andata. Se non fosse stato per la cena a sorpresa di due ore e mezza per il compleanno di Dave.
Non puoi semplicemente non andare alla cena di compleanno del tuo host dad, soprattutto se i parenti arrivano praticamente dal Canada per partecipare. E io, povera illusa, che pensavo fosse una cosa veloce, sono invece arrivata a casa venti minuti prima del ballo, senza avere nemmeno iniziato a prepararmi. E la sala in cui si teneva il ballo era almeno a un quatro d'ora di macchina.
Quindi no, niente Tolo. E mi dispiace, ma d'altronde non c'è andato quasi nessuno.

Btw, ho iniziato il post pensando a quacosa e l'ho finito una settimana e mezzo dopo raccontando qualcos'altro, come sempre. Le cose vanno meglio per certi punti di vista, ma c'è un particolare problema di salute che non mi da tregua riempiendomi di stress. Quello che però davvero non riesco a togliermi dalla testa è lo scorrere del calendario. Come può essere il 21 febbraio? Sul serio, febbraio? Tra due giorni saranno sei mesi in America. Non riuscirò mai a rendermene conto, non voglio pensare al tempo che mi rimane, non ce la faccio.
In America e dall'Italia tutti mi chiedono se voglia tornare a casa, se mi manchi Milano. 
Certo che mi manca la mia città. Mi manca la libertà di poter salire su un tram e andare dove voglio senza dovere chiedere un passaggio, mi manca passare davanti al Duomo due volte al giorno, o anche tre nei giorni in cui torno a casa più tardi e la sfumatura arancione del tramonto lo rende spettacolare. Mi manca la pizza vera, i miei amici, mio fratello, i corridoi colorati del brera, un sabato sera al Rattazzo, i pomeriggi in centro. 
E di sicuro non dico che voglio restare qui per sempre perchè una vita nella desolazione delle Tri-Cities non è esattemente nella top five delle mie aspirazioni, ma non voglio nemmeno partire. Ci ho messo tantissimo a costruirmi una nuova vita con fatica, delusioni e tanti momenti di sconforto. Non voglio andarmene ora che Marissa mi chiama la sua migliore amica, ora che a pranzo se non ho voglia di mangiare a scuola ho amici con cui posso andare da Taco Bell, ho qualcuno da chiamare nei weekend per uscire e anche durante la settimana non sono più sempre chiusa in casa, mi trovo bene con Ashley, sono migliorata tantissimo in inglese, ho delle classi che finalmente mi piacciono.
Mi ritrovo seduta sulla moquette beige di camera mia facendo i compiti di government mentre parlo con Marissa al telefono dell'ultima cattiveria del suo ragazzo, faccio distrattamente i compiti di government e nel frattempo messaggio con qualcuno organizzando qualcosa per il giorno seguente, e mi rendo conto che non sono pronta per lasciare tutto questo, non sono pronta e non lo sarò mai. 
Dopo la solitudine iniziale, la sensazione che non riuscirai mai a inserirti e la noia del non avere mai nulla da fare sono arrivata a un momento in cui ho tanti amici, tante cose da fare, e di conseguenza tutto va meglio, dal mio inglese al mio umore, e non voglio lasciare tutto questo. E se non lo voglio ora figuriamoci a giugno, quando le amicizie si saranno fatte più strette e avrò conosciuto più gente!
Eppure, anche se mi proponessero una sola settimana in più da passare qui la rifiuterei. Le estati sono sempre stata la parte più bella della mia vita, e se c'è qualcosa che mi consola dal pesiero di partire è l'idea di andare al mare e rabbracciare i miei amici là.
E' una sensazione dolceamara, e anche se so che iniziare a preoccuparsi ora è inutile non posso fare a meno di avere una vertigine ogni volta che devo scrivere la data su un test o afferro il cellulare. Per questo per ora il mio obbiettivo è solo godermi ogni momento che mi rimane, e fare di questi mesi restanti quelli che ricorderò per sempre.

mercoledì 8 gennaio 2014

Christmas break vol. II

Dunque, vi avevo lasciati la sera di capodanno, poco prima di uscire.
Adesso sono un po' innervosita per via di due cose che non ho voglia di raccontare e visto che devo aspettare Ashley vi aggiorno un po'.
Per capodanno come ho già detto sono stata a casa di Marissa, si sono uniti a noi due ragazzi al primo anno di college e abbiamo passato la serata a guardare video e chiacchierare, nulla di scandaloso. Sui vari gruppi di exchange c'erano ovunque ragazzi che si lamentavano perchè erano da soli/senza alcohol, io non mi lamento. Non ho fatto il conto alla rovescia e non sono andata a una festa da coma etilico, ma d'altronde dovendo passare ogni santo anno il capodanno con i miei genitori non è stata una giornata al disotto dei miei standard. Gli exchange che continuano a lamentarsi rimpiangendo quello che avrebbero potuto fare in Italia davvero mi fanno cadere le braccia, sapevate che qui sarebbe stato diverso e che non potevate aspettarvi superfeste, a cosa vi serve lamentavi?
Comunque è stata una serata tranquilla. La mamma di Marissa mi fa morire perchè sembra essere convinta che sua figlia si droghi o qualcosa di simile, quindi ogni volta che qualcuno entra in casa inizia a chiedere "Hai dell'alcohol?" "Avete fumato?" "Marissa puoi venire qui che ti annuso l'alito?" "Are you high?"
Quando è stata informata che stavano arrivando due ragazzi ci ha detto che se avevano piercing li avrebbe sbattuti fuori e una volta saliti in camera ha farfugliato qualcosa sul non rimanere incinte. E il bello è che ai suoi tempi è rimasta incinta a diciassette anni...
Il primo dell'anno non ho fanno nulla perchè ero stanchissima, giovedì avrei dovuto andare al bowling con Andre e Chiara, quindi appena svegliata (all'una e mezza, sì) mi infilo sotto la doccia. Torno in camera in asciugamano, mi vesto e vado in bagno per asciugarmi i capelli, passo dal salotto e trovo il vuoto. Non so esattamente come sia successo, ma nei cinque minuti che ci ho messo a vestirmi tutti gli abitanti della casa sono usciti senza avvisarmi, quindi ciao ciao bowling
Rimango sempre perplessa quando succede. 
Venerdì avevo in programma di andare con Megan a fare babysitting a una famiglia che abita nel suo vicinato, ma dieci minuti prima la mamma ci ha informato di avere disdetto la cena ed è saltato tutto, evviva. Sono dunque andata da Marissa e ho dormito lì per la terza volta in una settimana e mezzo haha So che sono sempre da lei, ma davvero vive a uno sputo da me! Il giorno dopo sono andata al cinema a vedere The Wolf of Wall Street (Leonardo di Caprio <333), avevo invitato Ebba ma non poteva venire, sono quindi andata con... Marissa. Sorpresona. Bel film, anche se davvero confusionario e a tratti imbarazzante.
Domenica non ho fatto assolutamente nulla, inclusi i compiti. Huckleberry Finn, mi dispiace, tra di noi non può funzionare. Vai a casa e portati via anche Tom Sawyer, grazie.
Questo post non ha senso di esistere in realtà, lo pubblico a casaccio giusto perchè l'avevo scritto e appena risolvo una questione vi racconto di una cosa abbastanza scioccante che mi è successa. 
Futuri exchange students, pregate di non avere ISE come associazione partner, sul serio. Incrocio le dita per voi.

martedì 31 dicembre 2013

Christmas Break volume I, amate vacanze ♡

Mi sento un po' giù senza un motivo preciso in questo momento, quindi mentre Derrick guarda un film sdraiato sul pavimento e Paula fa qualcosa con l'iPad vi parlo un po' delle vacanza di Natale.
Il periodo natalizio ha la fama di essere duro per qualunque exchange student, in teoria essere altrove durante una festa che si passa tradizionalmente in famiglia provoca un sacco di nostalgia, ma devo dire che io non mi sto deprimendo più di tanto, probabilmente perchè il livello del mio spirito natalizio è più o meno lo stesso che ho verso ferragosto. Siamo davvero a dicembre? Sono davvero quattro mesi santo cielo? No, non può essere. Io non voglio essere ripetitiva, ma questi non possono essere quattro mesi, mi sembra che Halloween fosse tre settimane fa! Il tempo che corre così veloce mi sta spaventando sul serio, se avessi scelto i sei mesi non sarei mai pronta a tornare a casa, assolutamente. Mi sembra di non avere fatto nulla per tutto questo tempo, di stare buttando via metà del mio tempo qui. Le prime amicizie un attimo più profonde sto iniziando a svilupparle solo adesso, e anche il rapporto con la famiglia si sta ancora evolvendo, non potrei mai tornare in Italia adesso.
Comunque, parlando delle vacanze di natale, l'ultimo giorno di scuola è stato venerdì. Per la vigilia io, Rob, Marissa (amici di american lit) e qualcun'altro avevamo in programma di andare a fare caroling, ovvero bussare alle porte e cantare canzoni natalizie e venerdì alle sette eravamo d'accordo per trovarci a casa di Marissa e fare le prove, ovvero semplicemente cazzeggiare un po'. Visto che abita a tre minuti da casa mia mi sono incamminata a piedi, e arrivata lì... Lei non c'era.
....
Mi ha chiamata dicendomi che era bloccata non ho capito dove, le prove erano annullate e sono tornata a casa. Ma santo cielo, se sai che un gruppo di persone devono incontrarsi a casa tua alle sette e alle sei e cinquanta sei ancora bloccata da qualche parte avvisale! Il bello è che quando sono tornata a casa Paula le ha dato ragione e mi ha detto che avrei dovuto chiamarla e accertarmi che fosse a casa. Ma perchè, ci eravamo accordate a scuola poche ore prima, era ovvio che avrebbe dovuto essere lì! Bah, non mi dilungo perchè queste cose mi fanno innervosire, anche perchè la mia host family giusto per farmi sentire meglio mi prende sempre in giro su queste faccende.
Sabato sono andata al Mall con Chiara, di cui mi rendo conto mi ero dimenticata di parlarvi. Chiara è l'altra exchange italiana che vive relativamente vicino a me ma va in un'altra scuola, l'avevo già vista una volta alla festa natalizia dell'international club. Comunque siamo andate al Columbia Mall per cercare gli ultimi regali di natale. Ho preso per Derrick due magliette dei Sehawks, una squadra di hockey di cui è fan, per Ashley dei pantaloni e una canottiera e per i miei hparents avevo finito la fantasia quindi ho preso una gift card per una cena in ristorante, inoltre ho i regali che mi hanno spedito i miei genitori dall'Italia, quindi sono a posto. Dopo il mall sono andata a una festa natalizia che Ali ha organizzato a casa sua, ero scettica ma devo dire che è stato divertente e ho conosciuto qualche persona simpatica. Ho conosciuto qualche altro exchange come Levani, l'host brother di Ali che è simpaticissimo e tanti exchange di cui ho già dimenticato il nome. Sono queste situazioni in cui mi sento perfettamente a mio agio in mezzo a una mandria di ragazzi che non conosco che mi fanno capire che mano a mano sto davvero cambiando. Ho passato metà della serata con un ragazzo che voleva farmi vedere trucchi di magia e l'altra metà con Sundas e Levani, ma ho avuto anche tempo di presentarmi a un ragazzo ubriaco/fatto che non conosco con un "Hey I head that you're on drugs, I'm here to make fun of you", ottenere una tazza in regalo, ballare il valzer con musica indiana in sottofondo e quando tutti quelli che conoscevo se ne sono andati ed è arrivata Mallory, invece di dare vita a un silenzio imbarazzante perchè non la conosco poi più di tanto abbiamo tranquillamente parlato per poi andare a cercare i cappelli più belli in circolazione e ballare in modo ridicolo. 


Domenica non ho fatto assolutamente nulla dalla mattina alla sera se non iniziare questo post. Lunedì avevamo in programma di andare al cinema con Sundas, Sumbal e un po' di gente ma è saltata all'ultimo, quindi siamo semplicemente andati a casa loro. C'erano anche un po' di persone conosiute due giorni prima come Levani, un ragazzo dal nome impossibile e una ragazza della quale nonostante viva a uno sputo da me e prenda il mio scuolabus tutti i giorni non ricordo il nome, sono un disastro. Abbiamo cazzeggiato un po', mangiato cupcakes e quando è arrivata Senna abbiamo visto un film sui Beatles della quale non ho sentito una parola per colpa di Levani. Sono davvero contenta di averle conosciute, anche se per moltissimo tempo non abbiamo interagito e non sono delle amicizie profondissime non vedo l'ora del secondo semestre in cui avrò una classe con loro, davvero.
Martedì era la vigilia, devo dire che essere privata del cenone mi ha scombussolata un po' haha
Il mio spirito natalizio era sotto zero, anche dopo la messa e la cena quando abbiamo scartato i regali. Ho ricevuto due gifcard di Starbucks, una di Walmart (che tristezza haha), una coperta con il simbolo della mia scuola, due scatole di cioccolatini, una cornice con una foto di me e la famiglia, dei pantaloni che non ero riuscita a comprare al black friday per colpa delle carte non funzionanti, una maschera da cavallo che è stata eletta best present ever, una macchina fotografica usa e getta con degli unicorni stampati sul rullino, un'agendina, calze, orecchini a forma di dinosauro e ora che me lo fate ricordare i miei non hanno ancora spedito i money money honey promessi

money money honey, mush be funny, in a rich mans world
tu tu tu tu turuturututtututtù in a rich maaan wooorldd

Okay okay la smetto. Comunque.
Mercoledì, ovvero natale, è stato un filo deprimente e non riuscivo a sentire un minimo di spirito natalizio nemmeno per sbaglio. In pratica mi sono svegliata, ho guardato mtv sul telefono da sola, mi sono cambiata solo per il pranzo; abbiamo mangiato con la famiglia, il fratello di sangue di Alinda e suo padre, un'amica di Paula e sua figlia, Ashley è arrivata appena prima del pranzo e subito dopo mi sembra di ricordare che sia sparita, mentre io sono tornata a mtv. Yay.
Giovedì mattina sono andata a fare volontariato insieme a Paula ed Ashley in un negozio in cui danno vestiti gratis agli immigrati che non possono permetterseli e dopo cena sono andata a casa di Marissa e ho dormito lì. Ho paura di chi possa leggere il mio blog quindi non commenterò in nessun modo.
Venerdì mi sono svegliata a casa di Marissa verso mezzogiorno, sono tornata a casa e ho vegetato per il resto della giornata, sabato avrei dovuto andare a vedere una galleria d'arte con Ashley per via di una lunga storia, ma lei non è stata a casa tutto il giorno e si è dimenticata di portarmi, per la seconda volta ♡♡♡ A cena siamo andati a mangiare delle pizze quadrate così unte che colavano olio e mi hanno lasciato le mani bagnate, posso dire che schifo? Beh, che schifo.
Domenica sono andata a vedere "The secret life of Walter Mitty" al cinema con Shuyler, Larry, Carla e Stefanie, vorrei aggiungere un commento antipatico su una cosa che è successa ma evito. Lunedì non ho messo il naso fuori di casa e martedì, ovvero oggi, è l'ultimo dell'anno.
Non so bene commentare il 2013, anno di grandi cambiamenti, grandi delusioni e grandi prime esperienze. E' partito male sulla scia del 2012, anno senza dubbio peggiore della mia vita, e mi ha portato in una direzione che non avrei immaginato, verso l'America, me stessa e dei nuovi obbiettivi. Fino ad ora non è certamente stato il mio anno migliore, ma è stato l'anno in cui mi sono rialzata, sono uscita da un periodo orribile prendendomi la mia indipendenza e partendo verso gli Stati Uniti. E' stato un modo di scappare dai problemi? Forse, non lo negherò, e basta guardare l'url del blog nella barra degli indirizzi per capire cosa avessi in testa all'inizio di questa esperienza. Sinceramente non ci vedo nulla di male, partire non è semplicemente scappare dai propri problemi, ma metterli da parte e tornare un anno dopo a risolverli con quella che spero sarà una nuova maturità e forza. Il 2013 se non il migliore della mia vita sarà sempre l'anno in cui mi sono svegliata, ho dato una direzione al mio futuro e ho capito cosa voglio da me e dalla mia vita a soli sedici anni. Ho migliaia di rimorsi e rimpianti, ho fatto tante cazzate, ho sprecato un sacco di tempo, ho avuto tanti momenti di tristezza e guardando al mio percorso imperfetto forse non sarò pienamente felice della mia posizione, ma sono comunque fiera di dove sia arrivata. Nessuno è perfetto e io meno di tutti, ma allo stesso tempo sono contenta di essere qua e non vedo l'ora di tornare a Milano e sistemare i miei problemi grazie a quello che ho imparato vivendo quattro mesi facendo affidamente solo su me stessa.
Ora devo andare a casa di Marissa quindi vi lascio, vi auguro un anno pieno di soddisfazioni, buon 2014, I hope you will all have the time of your life :)

domenica 15 dicembre 2013

Thanksgiving

Sono strainritardo, ma visto che questa sera ho il Sadies e voglio dedicargli un post a parte è meglio se non accumulo cose arretrate da scrivere, quindi vi sbatto in faccia il ringraziamento e ciao ciao al proposito di scrivere di più.
Ormai parlo di cose avvenute due settimane fa quindi i dettagli si sono persi, ma pace. La settimana del ringraziamento per quanto mi ricordo è stata abbastanza tranquilla, poi il venerdì ho fatto la prima assenza dell'anno per andare a trovare i nonni in qualche posto sperduto vicino al Canada. Siamo partiti la mattina presto e dopo tre ore mi sono ritrovata in una casetta con un bel giardino, uno di quelli con l'erba. Quanto mi sono mancati gli alberi veri e l'erba (il mio concetto di alberi e vera erba sono quelli che crescono spontaneamente e non con tutte le schifezze fertilizzanti che devono usare nelle Tri-Cities). Comunque siamo andati a mangiare in una "pizzeria" chiamata Round Table Pizza (non andateci) e ho conosciuto zii e cugini, ovvero Rebecca di 19 anni e Justin di 16. Gli zii nemmeno ricordo come si chiamano, visto che non ci ho rivolto mezza parola tutto il weekend. Sono questi i momenti i cui essere per la propria famiglia un exchange di una lunga serie pesa: esattamente come a scuola nei primi giorno non essendo una novità nessuno era particolarmente interessato a me o ha cercato di parlarmi. Questo io non lo chiamo sentirmi in famiglia...
In ogni caso il giorno dopo per il ringraziamento vero e proprio siamo andati a casa degli zii, dove abbiamo guardato una partita di football per qualcosa come sei ore e abbiamo pranzato/cenato alle quattro. Dopo il tacchino al cranberry jelly e tutte queste cose buone siamo tornati davanti alla tv fino alle dieci quando io, Ashley e Rebecca siamo uscite per il Black Friday.
Per chi non lo sapesse il black friday è una giornata di saldi nel venerdì subito dopo il ringraziamento, i prezzi sono bassissimi ovunque e milioni di persone assaltano i negozi che restano aperti tutta la notte.
Ma ovviamente per via della legge di Murphy-Isabella doveva come sempre esserci qualcosa che va male, ovvero le due carte di credito che si sono smagnetizzate contemporaneamente, lasciandomi senza contanti e metodi di pagamento. Se avessi qualcuno da mandare a fanculo sarebbe un piacere, ma mi sa che mi tocca indirizzare le mie imprecazioni a ignoti. Siamo passate da American Eagle, dove ho trovato un paio di pantaloni bellissimi in supersconto ma che ovviamente non ho potuto prendere, poi Victoria Secret dove sono riuscita a comprare qualcosina solo con un prestito di Ashley, un negozio della quale nemmeno ricordo il nome nella quale mi sono seduta guardando da un'altra parte per evitare di soffrire, poi Macy's, Starbucks dove sono riuscita a pagare machecazzoperchè, una altro negozio dove non ha funzionato, Gap dove hanno potuto digitare il numero della carta quindi ho pagato anche se non funzionava e per ultimo credo da Walmart, dove ormai alle quattro del mattino siamo state inseguite da un ragazzo che voleva venderci una pizza e ho cercato di comprare dei boxer maschili con il grinch, ma niente da fare. Siamo tornate a casa alle cinque e mi sono tuffata a letto.
Vorrei dire che è stato divertente, ma più che altro ero innervosita all'estremo tutto il tempo, per quanto cercassi di prenderla con filosofia. Il giorno dopo siamo andate in macchina quasi fino in Canada in un centro commerciale più grande dove ho avuto lo stesso identico problema, il che mi ha portato a bestemmiare in aramaico tutto il tempo. E c'era il 50% su tutto il negozio da Abercombie e Hollister machecazzoaaaaaaarghhhh
Siamo tornati a casa dei nonni dove siamo rimasti una giornata, poi casa dolce casa, il deserto.

Conclusioni? Non dico che non sia stato bello, ma il punto delle feste in famiglia è il fattore famiglia e io non mi sono mai sentita più estranea come in quel weekend. E qui mi rimangio quello che dicevo sull'essere diventata più estroversa, nelle situazioni di disagio proprio non sono capace di essere socievole e credo che l'unica opinione che ho lasciato a Rebecca sia che l'exchange di quest'anno è noiosa e silenziosa. Non è stata una festa in famiglia, solo un seguito interminabile di ore davanti alla tv a guardare il football, la parata del ringraziamento, una gara canina e altre cose di cui avrei fatto volentieri a meno e giuro di non avere mai passato una giornata lunga come quella di giovedí, in salotto a fingere di guardare la tv per ore scandita dallo zio che come un metronomo tirava su con il naso. Non voglio essere tragica ma solo obbiettiva e di sicuro non sto cercando di parlare male della mia famiglia ospitante, però questi sono i fatti e mentre loro possono avere un exchange student ogni anno questo è stato il mio primo e probabilmente ultimo giorno del ringraziamento, un'esperienza bella fino a un certo punto.
Ora vi lascio perchè devo prepararmi, il per fare cosa spero di riuscire a comunicarvelo nei prossimo giorni. Perdonatemi se questo post fa un po' schifo ma volevo raccontare qualcosa sul ringraziamento, la prossima volta mi impegno di più. Ciao fantasmini belli, tanto amore per voi, bye!

lunedì 11 novembre 2013

Halloween

In questo momento sono a US history e dovrei prendere appunti sui rapporti tra Stati Uniti America Latina ma la trovata di Mr. Mason di mettere musica durante le lezioni mi impedisce di concentrarmi sul libro, quindi cazzeggio un po' mangiando m&m's. (Sapete che in America puoi mangiare in classe e nessuno ha mai nulla da obiettare?) Sono reduce da Halloween, festività che gli americani prendono molto sul serio. È da settimane che ci sono decorazioni ovunque, Walmart ha tirato fuori i costumi e tutti organizzano feste. 
Il mio Halloween è iniziato martedì con una "festa" del French Club, ovvero semplicemente noi che dobbiamo portare il cibo e rimaniamo seduti tutto il tempo a giocare a bingo, che emozione. Ah, vi ho mai detto che la prof di francese è l'unico essere umano oltre a me che parli italiano nel raggio di chissà quanti chilometri? Devo dire che la prima volta che Ashley mi ha informata della presenza di un'altra italiana non sono rimasta molto colpita visti tutti gli americani (tanti, ve lo assicuro) che mi fanno "Cool, I'm italian too!" anche se poi salta fuori che non parlano italiano, non sono mai stati in Italia e le loro origini italiane si fermano alla nonna materna. 
Ecco, sto già divagando. Comunque avevo delle calzamaglie con ossa stampate sopra, una gonna nera a vita alta rubata ad Ashley e una canottiera con ossa. A metà festa io, Stefanie Carla siamo fuggite all'incontro informativo su cheerleading, ma questa è un'altra storia. 
Giovedì ad Halloween la scuola era mezza impazzita e io ero vestita come martedì. 

 Corridoi alla Richland High. Non si capisce più di tanto dalla foto, ma la carta sulle luci faceva davvero un inquietantissimo effetto unito alle pareti nere macchiate di sangue

In alto sinistra, davanti al banchetto del main office (dove devi andare a fare la giustificazione se sei in ritardo): "if you dare to be late you must accept your fate" AHAHAHAHAHA amo questa scuola, la amo.

Arrivata ho aperto l'armadietto per la prima volta da settimane cercando di infilarci dentro due crostate (dopo spiegherò il perchè) mentre i pochi studenti nell'edificio 3000 alle sette e mezza mi guardavano stupiti, e lasciatevi dire che è stato parecchio difficile visto che già conteneva qualcosa come quattro raccoglitori inutilizzati e il vaso di vetro dei fiori di Ali che non ho mai portato a casa. 
In caffeteria delle ragazze truccavano gli studenti da zombie, travestimento che la scuola aveva incoraggiato mettendo volantini ovunque. Giuro di non aver mai visto così tanti morti viventi in una volta sola.
Durante le lezioni oltre agli zombie ovunque ho avuto l'onore di trovare un teletubbies nella mia classe di fotografia, un Mr Mason/Indiana Jones, una Crudelia De Mon a child development, una ragazza bacon (sì, sul serio) a pranzo e tanti altri personaggi interessanti. Dopo scuola il green club si è riunito in cafeteria per una festicciola, quindi ho recuperato le mie crostate e una volta arrivata al tavolo ci siamo resi conto che nessuno aveva un coltello, evviva. In qualche modo siamo riusciti a mangiare comunque e mi sono allegramente rimpinzata di brownies, finta pizza e patatine, poi abbiamo giocato a un gioco in cui uno è un personaggio e deve indovinare la propria identità facendo domande, pretty funny. Finita la riunione del green club sono andata a casa di Sundas e Sumbal (vi avevo detto che Sundas, la ragazza che avevo conosciuto la seconda settimana in America è la presidentessa del green club?) per la parte migliore di Halloween, il trick or treating. Abbiamo intagliato una zucca a forma di Jack Skeletron chiacchierando un po', poi hanno invitato un'amica, ci siamo truccate, un altro ragazzo del quale ho dimenticato il nome ci ha raggiunte e siamo uscite.

Sei bellissimo Jack <33

Mentre io ero esaltata come una bambina di otto anni e ci mancava poco che mi mettessi a saltellare abbiamo iniziato il giro del quartiere, ogni dieci secondi chiedevo a Sundas "What's that?" tirando fuori caramelle americane che non avevo mai visto e che con la scusa di assaggiare mi sono messa a mangiare mentre ancora eravamo in giro, poi siamo passate dalla haunted house che la famiglia di Stefanie aveva messo su. Una sola parola: awesome.
Davvero, io vorrei trovare un modo di esprimere per bene cosa voglia dire entrare in questo modo nella cultura americana sperimentando una festa che in italia viene ignorata, ma semplicemente non c'è. Le facce sorridenti che si affacciano alle porte porgendoti caramelle e augurandoti buon halloween, il cuginetto di Sundas che si ritrae spaventatissimo quando mi avvicino a lui, il camminare nel bel mezzo della strada in compagnia di mostri, cowboys e alieni, l'infantile eccitazione nel sentire le tue caramelle che diventano sempre più pesanti, il cielo che si scurisce mano a mano che suoni tutti i campanelli del quartiere. E poi le case infestate, santo cielo. Okay, ho capito che gli americani hanno la mania delle decorazioni e spendono valanghe di soldi in futilità, però certe volte riescono davvero a stupirti.
Entrati dalla porta sotto al portico ci siamo ritrovati in un corridoio completamente nero con una luce bianca in stile discoteca che sparaflesciava dieci volte a secondo, ovunque ti girassi c'erano ragnatele, chiazze di sangue e ossa. Avanzando nel percorso attori vestiti da mostri e scheletri sbucavano all'improvviso per spaventarti, la parte divertente è che conoscendoli quasi tutti invece di sobbalzare ero tutta contenta a cercare invano di iniziare una conversazione sopra alla musica inquietante di sottofondo. Non ho bene capito chi sia stato a truccarli, ma hanno fatto davvero un lavoro grandioso. Più avanti c'era una tavola da pranzo alla quale ragazze vampiro tra le quali Megan mangiavano quello che mi pare fosse un corpo umano, Carla legata ad un carro che strillava "help me!" con un uomo incappucciato dietro di lei, una gabbia con qualcuno che strillava dentro, e alla fine del percorso uscivi dal portico e ottenevi le tue caramelle. Awesome.
Finito il nostro giro siamo tornate a casa e ci siamo messe a guardare il film di Lizzie McGuire. Si, sul serio. A quanto pare è qualcosa che tutte le ragazzine americane hanno visto ed essendo ambientato lì è in gran parte la fonte di quello che le americane pensano sull'Italia, quindi mi hanno detto che dovevo assolutamente vederlo anche se più che altro stavamo chiacchierando e iniziando a dimezzare le caramelle. Dopo non molto purtroppo è arrivata Paula e masticando milky way e butterfingers sono tornata a casa.
Il giorno dopo finita la scuola sono tornata di nuovo a casa di Sundas e siamo andate alla festa di halloween di Mallory, l'altra ragazza che avevo conosciuto in quell'uscita al bowling il mio secondo week end qui e con cui non avevo avuto più nessun contatto. Io ero uno scheletro per il terzo giorno di seguito (si, li ho lavati i vestiti) mentre Sundas era una principessa pachistana e Sunbal una jersey girl con tanto di collana gigante e pantaloni leopardati.


Dopo la festa siamo tornate in macchina con Senna (una ragazza simpaticissima che già conoscevo perchè era nella mia squadra nel powderpuff game) a casa di Sundas per poi dormire lì. Abbiamo parlato un sacco e anche se non vi racconterò di cosa essendo fatti abbastanza privati mi è piaciuto molto confrontarmi con lei, è strano sondare la mentalità musulmana in una ragazza americana e la ammiro perchè è davvero intelligente e ha un modo di pensare molto diversa dal solito, mi piace il modo in cui è così coerente con quello in cui crede anche se le sue idee non sono poi così comuni. Scoprire mentalità completamente diverse da quello a cui sei abituata è una delle parti dell'esperienza che mi piacciono di più, ti apre davvero la mente.
In ogni caso il mattino dopo sono tornata a casa e mi sono dovuta preparare di nuovo. Machecazzo, come è possibile che io che passo la vita qui a rotolarmi nel far nulla mi sia ritrovata incartata in tre feste nello stesso giorno? Non ho mai nulla da fare e quando c'è qualcosa di divertente in programma finisco per dovere rinunciare sempre a qualcos'altro, evviva. Le possibilità erano una festa con degli amici di Carla, un'altra con Erin e una a casa di Andre e per via di certi inconvenienti tecnici ho optato per Andre. Questa volta nel tentativo di fare qualcosa di più specifico ho cercato di imitare Lady Gaga e Rick Genest nel video di Born This Way, ritrovandomi con i capelli rosa. Che poi Lady Gaga nemmeno mi piace, ma dettagli.
Arrivata da Andre di nuovo mi sono stupita davanti all'esagerazione americana quando si tratta di decorazioni e mi pento di non avere foto. Tutte le finestre della casa erano coperte da quelli che credo fossero fogli di cartoncino con immagini inquietanti, alcuni neri con scritte help in rosso e mani insanguinate, altre con occhi che guardano la strada e via dicendo. All'interno era pieno di ossa, ragnatele, scheletri, oggetti che ridevano o urlavano quando ci passavi vicino. Vorrei dare un'idea più chiara del concetto di esagerazione, ma davvero mi riesce difficile, credetemi sulla parola.
Stefanie e Carla erano due hippie, (Carla tra l'altro stava usando i miei pantaloni afghani non avendo un costume) Andre e Lucas due zombie e tra gli ospiti erano presenti una mucca, un militare, Marilyn Monroe, cowboys, cameriere e chi più ne ha più ne metta.
Senza starvi a spiegare il motivo se devo dire la verità sono tornata a casa con il morale un po' sotto ai piedi per via di certe cose, ma come sempre da due mesi mi sono impedita di deprimermi e mi sono comunque divertita. Il momento migliore della serata è stato quando al piano di sopra abbiamo giocato a una versione alternativa del gioco dell'assassino, ovvero ognuno dei più o meno 25 partecipanti pescava una carta e due avevano il ruolo di ispettore e assassino. Con le luci spente (anche se si vedeva benissimo lo stesso) l'assassino doveva ucciderci senza farsi notare, il detective doveva scoprirlo e i morti si limitavano a giacere per terra nel modo più scenografico possibile, mentre tutti gli altri cercavano di essere inquietanti quanto la musica in sottofondo.
E questo è stato il mio Halloween, il primo e probabilmente ultimo della mia vita. Come ha detto Paula una sera vedendomi uscire di casa truccata da scheletro per la terza volta, "Sta solo cercando di recuperare 17 anni di halloween mancati".
E' stato grandioso, perchè sotto alle tante somiglianze tra gli Stati Uniti e l'Europa non è facile intravedere la vera America, quel paese fiero e unico in cui mi sono ritrovata a vivere e di cui ho avuto degli sprazzi così raramente. Ho visto la vera America nel momento in cui durante un temporale Derrick è corso fuori sotto la pioggia a salvare la bandiera, nel momento in cui ho messo per la prima volta piede alla Richland High, ogni mattina quando tutta la scuola si alza in piedi e con la mano destra sul cuore recita il giuramento, l'ho vista guardando negli occhi un americano che parla con fierezza del proprio paese e nelle facce sorridenti dei bambini travestiti da mostri.
E no, non mi sto innamorando dell'America come molti exchange fanno con il proprio paese ospitante, ma mi sto semplicemente innamorando di tutte le diversità che riesco a cogliere rispetto a quello alla quale sono sempre stata abituata, alla bellezza nascosta che c'è sotto a quello che gli ignoranti ritengono solo il paese dei fast food e della finta vita da serie tv.
Interrompendo il flusso di pensieri prima di ritrovarmi a scrivere quindici pagine adesso è tardi e devo spegnere, buonanotte Italia.