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martedì 13 maggio 2014

Second semester routine

6:00 - Mi sveglio. Tiro giu` tutti i santi per via dell'ora, poi finalmente mi decido ad alzarmi, passo dalla cucina ed afferro qualcosa per colazione, che sia un panino al burro di arachidi, cereali o qualche dolce che Derrick ha preparato il giorno prima. Mi lavo la faccia,  mi vesto, mi trucco e corro fuori dalla porta con zaino e sacca da tennis ai 45.
6:50 - Arriva il pulmino giallo alla mia fermata, mi siedo al solito posto e mi infilo le cuffiette nelle orecchie. Durante il tragitto tendo ad ascoltare musica, addormentarmi a scatti e chiacchierare un po' con Yuriy o Ive quando salgono.
7:35 - Arrivo a scuola. Lascio la borsa di tennis nel mio armadietto e mi dirigo in cafeteria al solito tavolo dove passo un po' di tempo con Carla, Stefanie, Shuyler, Aureliane, Lukas, Larry, occasionalmente Marissa e qualche altro amico prima del'inizio del primo periodo.
7:55 - Al suono della campanella io e Lukas ci dirigiamo verso l'edificio 2000 per government. Entro nell'aula, ridicolmente piena di exchange students: io, Stefanie, Timo, Andre, Lucas e anche Ebba ed Ali prima che partissero. Ci sediamo, leggo il fumetto politico del giorno sulla lavagna e inizia la lezione, tra Mr. McDonald che cerca di zittire Andre, discussioni noiosissime sul governo americano e chiacchiere con Stefanie.
8:50 - Suona la campanella, esco dall'aula ed entro nella classe di psicologia qualche porta più in là. Mi siedo vicino a Sundas, Sumbal e Nick, che tendono a non chiudere la bocca per tutta la lezione. La prof è Mrs Westerfield, è divertentissima e riesce a tenere sempre vivo l'interesse della classe, la adoro.
9:55 - Campanella, scendo le scale, esco dall'edificio ed entro nell'aula di leadership, occasionalmente facendo il tragitto con Yuriy o Sundas che stanno andando nella mia stessa direzione. Mi siedo tra una sophomore con i capelli rosa e un ragazzo di nome Austin, ma tanto non siamo quasi mai in classe e ci spostiamo in cafeteria per il progetto del giorno. Prepariamo cartelloni per pubblicizzare il prossimo evento scolastico, organizziamo assemblee, andiamo in giro per svuotare i cestini del riciclaggio o comunque abbiamo sempre qualcosa da fare, tendo a passare l'ora con Stefanie e Shayla.
10:55 - A campanella suonata torno in classe per afferrare lo zaino e vado a fotografia. Purtroppo nel secondo semestre avendo spostato la classe dal secondo al quarto periodo non conosco praticamente nessuno, soprattutto ora che Ali non c'è più. Il più del tempo non lavoriamo nemmeno, nei giorni in cui non riesco ad uscire fotografia è davvero una tortura. Di solito aspetto l'appello e vado da Stefanie nella classe di studio art, a Mr. Murphy non interessa perchè è la classe di sua moglie, quindi di solito vado lì per cazzeggiare, chiacchierarare un po' e disegnare, ho più amici in quella classe a fotografia. Torno in classe quando suona, ma prima della campanella di solito sono già usciti tutti. Ogni venerdì Mr Murphy fa la stessa raccomandazione prima di uscire: "Don't drink, don't do drugs, don't do it, nobody wants to do it with you anyway. Have a good week-end!"
11:55 - E' finalmente l'ora del lunch B, quindi mi siedo allo stesso tavolo del primo quadrimestre, se non per il fatto che ora siedono con me Stefanie, Carla, Larry, Shuyler, Ive, Timo, Aureliane e occasionalmente qualcun'altro. Se non ho voglia di comprare il pranzo in mensa le opzioni sono ramen istantaneo al negozietto della scuola, un hamburger ai bombers (il drive-in vicino a campi da baseball) o un'incursione da Taco Bell/Subway/qualunque fast food sulla macchina di Erin.
12:30 - A pranzo finito inizia il fifth period, quindi con Stefanie entro nell'auditorium, nella classe di advanced drama. Andiamo sul palco a fare qualche esercizio, leggiamo qualcosa, facciamo qualche gioco, ma mai nulla che c'entri con la recitazione. Perchè ho scelto le mie classi così male?
1:30 - Quando suona la campanella io e Stefanie andiamo verso American Lit, che e` uguale allo scorso quadrimestre se non per i posti e qualche studente nuovo. Mezz'ora va sempre via con Mrs. Hatcher e i suoi inutili monologhi, e il resto del tempo in genere mi sposto da Alissah, Erin e Marissa all'altro capo della classe e non faccio nulla <33
2:30 - La giornata scolastica e` finalmente finita, quindi mi incontro con Carla davanti alle macchinette al piano di sotto, afferro la borsa di tennis dal mio armadietto e chiacchieriamo un po' con Shuyler, Larry e gli amici di passaggio per poi andare in bagno a cambiarci.
3:00 - Inizia tennis, anche se di solito metà team si presenta un po' prima per fare allenamento. Nel caso ci sia un match di solito il pulmino parte dal parchggio del campo da football diretto a Hanford/Kennewick/Pasco/Kamakian o qualunque sia la scuola rivale.
4:00 - L'allenamento e` finito. Paula o l'host mom di Carla ci danno un passaggio, ma spesso prima di tornare a casa passiamo a prenderci un gelato, un milkshake ai bombers, qualcosa da Albertsons o un qualunque tipo di junk food, per poi riprometterci di fare esercizio e perdere peso prima di tornare a casa. Certo, come no.
4:20/30 - Arrivo finalmente a casa. Faccio un po' di compiti, guardo la tv o faccio qual che devo fare.
6:00 - Ora di cena
7/8 - Faccio una doccia, i compiti che non ho fatto prima, guardo qualcosa in tv, gioco a teddarball con Alinda o disturbo Ashly mentre cerca di studiare; quando non mi dimentico preparo il pranzo per il giorno dopo.
10:30 - E' l'ora in cui cerco di andare a dormire, anche se spesso ho ancora compiti da finire o qualcosa da fare perchè c'è stata una partita di tennis finita tardi o ho un test. Quando finalmente riesco a infilarmi a letto metto la sveglia e leggo un po', poi spengo la luce e vado a dormire.

mercoledì 19 marzo 2014

#springmakesmehappy

In queste giorni sono felice senza un motivo preciso. Sarà che i sophomores stanno facendo un qualche tipo di test e quindi si entra a mezzogiorno, sarà che finalmente è primavera, ma arrivo a scuola piena di amore per il mondo e torno appena prima di cena a casa stanca e contanta della mia giornata.
Ieri sono entrata a scuola alle 12, sono andata in cafeteria e ho abbracciato a caso Larry e Carla, poi sono rimasta di buon umore per tutta la giornata. A drama hanno recitato un pezzo di Romeo e Giulietta un po' alla cazzo di cane e invece di essere drammatico stavamo tutti praticamente piangendo dal ridere, poi invece di andare a tennis sono andata con Marissa ed Erin a caccia di un vestito per il prom. Il negozio era pieno di cose improponibili che sono stata costretta a provare, con Erin che cercava di convicermi di quanto il viola mi stia bene (...)

 Tentativo di selfie sfocato e fallitissimo, con Erin che guarda altrove e Marissa con una faccia rotondissima

Visto che facevano tutti un po' schifo siamo passate da Macy's e ho preso il vestito che avevo visto questo weekend nella mia incursione al mall con Carla e Stefanie, ovvero questo:


Dite quello che volete, a me piace troppo. Ora devo solo trovare un ragazzo con cui andarci, lasciatemi piangere in qualche angolo.
Visto che sto infilando in questo post cose completamente a caso lasciatemi parlare di St. Patrick's Day, giorno che non ho davvero idea del perchè venga festeggiato dagli americani. Il bello è che un sacco di gente a scuola mi ha chiesto se ce l'abbiamo anche noi in Europa
...vedi un po' tu, è una festa Irlandese...

boh, americani.
Comunque per qualche motivo che non mi è dato sapere quel giorno hanno fatto con i ragazzi la stessa cosa che hanno fatto a San Valentino con le ragazze, ovvero hanno ricevuto un quadrifoglio con il loro nome e foto e non erano autorizzati a parlare con individui di sesso femminile al di fuori delle lezioni. La prima ragazza che riusciva a farsi parlare tra un'ora e l'altra o a pranzo aveva diritto a prendere il loro "cuore" a forma di quadrifoglio, è stata una giornata divertente e io sono riuscita ad ottenere quello di Shuyler che ho appeso al muro di camera mia come trofeo.
In generale un po' tutte queste giornate sono divertenti, dopo tennis di solito vado con Carla a magiare al bomber's store o cazzeggiamo un po' in auditorium fingendo di allenarci, mi sto riavvicinando tantissimo sia a lei che a Stefanie e mi fa piacere.
Domani, giovedì, c'è il primo match di tennis contro Hanford (scuola rivale) ma non posso andarci perchè mi manca un allenamento e mi sono infortunata il polso. E' tutto doloroso, dall'aprire una lattina a qualunque cosa che implichi stringere un oggetto con la mano destra, ma non mi arrendo e continuo tennis come posso, ovvero male.
Oggi dopo l'allenamento sono partita con Carla in missione da Albertsons perchè le era improvvisamente venuta voglia di doritos (<3), direi che il nosro piano per dimagrire sta funzionando...
Però chissenefrega, tutte queste piccole cose dopo scuola mi fanno contenta, cazzeggiare al sole mi fa piacere. Dopo un inverno da -20 amo la luce fino a tardi, lasciare a casa la giacca e il tempo da maglietta e pantaloncini, riesco a quasi a sentire l'estate e mi piace così tanto che l'avvicinarsi di Giugno non è poi così spaventoso.

giovedì 6 marzo 2014

Isabella inizia il percorso di redenzione verso lo sport + Oscars night

Ciao ragazzi, vi scrivo un po' a caso solo perchè sto schivando i compiti di letteratura.
Domenica sera c'è stata la premiazione degli oscar e essendo finalmente nel fusorario giusto per seguirla in tv l'ho vista per la prima volta nella mia vita. Purtroppo mi sono persa con la prima metà "La grande bellezza" che vinceva come migliore film in lingua straniera, ma ho assistito a tutto il resto della cerimonia.
Ellen, una conduttrice famosissima negli stati uniti per il suo talk show, presentava il programma e mi ha fatta morire dal ridere. A un certo punto completamente a caso ha chiamato Brad Pitt, Channing Tatum, Jared Leto, Jennifer Lawrence, Angelina Jolie, Julia Roberts, Meryl Streep e qualcun'altro per scattare in diretta la selfie più retwittata della storia, e rendetevi conto che è stata aperta da così tante persone da crashare twitter per diversi minuti, e mentre scrivo è stata retwittata da tre milioni di persone. Dopo  ha ordinato della pizza e si è messa a distribuirla a caso tra le prime file mentre il fattorino guardava confusissimo la telecamera, e vi assicuro che vederla destreggiarsi tra Leonardo Dicaprio, Brad Pitt e un sacco di attrici vestite eleganti distibuendo pizza era uno spettacolo comico, la amo.

Brad... no.

La cerimonia è andata avanti con un sacco di premi per Gravity che mi hanno detto non essere un granchè, "12 years a slave" come miglior film e nessun oscar per Leonardo Dicaprio

No.
No.
No!
Io sul serio ci sono rimasta malissimo. Okay, forse The Wolf of Wall Street non è il suo film migliore, ma volevo lo stesso che vincesse.
Voi avete mai visto "Django"? Che la risposta sia sì o no, c'è una scena nella quale è in una sala da pranzo e sta urlando contro i due protagonisti, con violenza e occhi folli. Nella foga del momento sbatte un pugno sul tavolo, colpisce un bicchiere, e con il sangue che gli cola dalle mani la scena va avanti mentre lui da i numeri.
Qual'è il punto? Il punto è che nel copione non era previsto che colpisse il bicchiere, l'ha fatto davvero per sbaglio e stava sanguinando sul serio, ma senza fare una piega ha continuato a recitare e alla fine quella scena è stata scelta. Chi si merita un oscar più di lui?

Comunque la cerimonia mi è piaciuta, la smetto di lamentarmi e chiudo il discorso, promesso.
Oggi è giovedì, e sono soddisfatta, questa era la settimana in cui iniziavano gli sport primaverili e io mi sono iscritta a track. Ovviamente nulla può andarmi bene alla prima occasione, quindi senza perdermi nei dettagli lunedì ho perso il primo allenamento per colpa di qualcun'altro, perfetto <3
Martedì mi sono presentata al campo e siamo stati divisi in squadre, visto che track&field comprende un sacco di sport come lancio del giavellotto, salto con l'asta, corsa per varie distanze, corsa ad ostacoli e corsa con il passaggio del testimone. Erano venuti con me Aurelienne che ha scelto sprint e Larry per salto con l'asta, mentre io ho optato per long distance run pensando di poter correre lentamente, chiacchierando e senza troppa pressione
ah se mi sbagliavo

Non vi dico nulla perchè sul serio mi vergogno della mia performance, ma a metà allenamento già avevo deciso di passare a tennis il giorno dopo.
Gli americani sono dei mostri negli sport, non avrei mai potuto reggere due ore al giorno tutti i giorni di corsa per tutto il tempo che mi restava qui, mi fanno ancora male le gambe da martedì.
Ordunque il giorno dopo ho chiesto in segreteria se potessi passare a tennis e mi hanno detto di sì, quindi ho fatto il mio primo allenamento con la racchetta che mi ha prestato Derrick, ed è stato un disastro hahahaha
Ho fatto un anno di tennis, ma alle elementari, ed è da allora che non giocavo. La differenza con corsa però è che tennis mi piace, e se di solito ho un approccio quasi imbarazzante con gli sport (del tipo che mi fanno passare la voglia di vivere e non riesco a metterci energia nemmeno volendo) giocando a tennis, anche se non sono una campionessa, mi sento rilassata e ho continuato a giocare con piacere per quaranta minuti buoni anche quando ha iniziato a piovere. Oggi essend tennis tutti i giorni ho avuto il secondo allenamento e sono andata un po' meglio, quindi forse non sono completamente senza speranza.
Un'altra cosa che mi fa piacere della nostra squadra è che comprende un sacco di persone che conosco più o meno che volevo conoscere meglio ma con cui non ho classi insieme come Mallory con cui ho giocato in coppia oggi, Senna, Megan e qualcun'altro che non vi ho mai nominato.
In conclusione ho iniziato uno sport che mi terrà impegnata tutti i giorni senza essere un peso, sono contenta. Ora vi saluto perchè devo preparare un borsone, domani tornate da scuola io e Marissa andiamo a Portland per un weekend <3333
Mi fa stranissimo parlare di come passerò del tempo in una città nominata spesso in Twilight, ma d'altronde questa è la zona in cui vivo. Sì, ho avuto anche io alle medie un periodo imbarazzantissimo in cui ero innamorata di Robert Pattinson e non me ne vergogno. Anzi sì, me ne vergogno e anche tanto

bbbye have a nice weekend!

mercoledì 27 novembre 2013

Tre mesi?

So che non scriva abbastanza spesso per dare un'idea chiara di quello che sta facendo qui, ma non è facile con il poco tempo che ho buttare giù un post e mi ritrovo ad abbozzare qualcosa a biologia mentre Staley parla di ATP e membrane nucleari.
Tra l'altro non ero riuscita a fare un post di ottobre, quindi la metà delle cose di cui parlerò sono avvenute una vita fa ma pazienza. Comunque ho superato in un attimo il terzo mese. Possibile? Mi sembra che quando il 23 settembre sono scivolata nel secondo mese fosse la settimana scorsa e che il 23 agosto quando sono scesa dall'aereo fosse sei mesi fa. Non posso credere di stare vivendo in un continente lontano dalla mia famiglia e dai miei amici da un quarto di anno, ma contemporaneamente quel 23 Agosto è ormai lontanissimo. Sono davvero andata al country fair tre mesi fa? Non era l'anno scorso? Davvero il primo giorno di scuola con quel vestito a fiori era appena ad Agosto? Eppure sono qui da 93 giorni. 
Novantatrè, sembra davvero impossibile, mi fa venire da chiedermi cosa abbia fatto in tutto questo tempo, ma poi mi passano davanti agli occhi tutti i cambiamenti di queste settimane e mi rispondo da sola. Dalle amicizie, al rapporto con la famiglia, alla sfida con la scuola e la lingua, tutto è in continuo movimento ed evoluzione, se solo ci penso un attimo riesco a tirare fuori tutte quelle cose minuscole che stanno creando il puzzle della mia esperienza e che messe insieme stanno costruendo la mia nuova vita qui.
Il modo in cui dopo due giorni mi sentivo già a mio agio con Derrick. I ripensamenti su Biologia che non mi sono mai decisa a cambiare. Il modo in cui quella che all'inizio era un'amicizia di convenienza con Stefanie dettata dal nostro bisogno d'una dell'altra essendo "sulla stessa barca" si sia trasformata in un rapporto sincero, per quanto ultimamente ne stia dubitando parecchio. Il tramonto che si sposta sempre più in là mentre il tragitto fino a Kennedy Road con Derrick la mattina per prendere scuolabus diventa più freddo. La prima volta che a metà novembre ho affrontato meno dieci gradi sbuffando nuvolette bianche. Bayley che arriva nella mia classe di ceramics e che porta un po' di allegria mentre con le mani immerse nella creta lavoriamo a qualche progetto. La mia imbarazzante esposizione sull'Italia a fotografia che se non altro mi ha fatto inspiegabilmente guadagnare la simpatia della classe. Il modo in cui "il ragazzo ucraino dal nome impronunciabile" è diventato prima Yuriy, e poi un amico. Camere mia e di Ashley che diventa sempre meno silenziosa mano a mano che diventiamo amiche. Dante che inizia a sedersi con noi a ceramics. Canzoni in inglese delle quali non avevo capito il testo che prendono un senso. Erin che a letteratura inizia a chiacchierare non solo per sfottere amorevolmente Ali in sua presenza, ma anche per delirare sul suo amore per il security guy e per invitarmi a casa sua a preparare lasagne per lei e Marissa. Il momento in cui Mrs Hatcher ha dovuto cambiare tutti i posti di quella classe perchè chiacchieravamo troppo spedendo me, Erin, Ali, Rob e Marissa agli angoli opposti della classe. Imparare insulti in spagnolo, olandese, svedese, portoghese e francese. Farsi otto ore di pullman solo per supportare i bombers in una partita dall'altra parte del mondo e tornare a casa sfrecciando per le strade buie alle due e mezza di notte sulla macchina di Shuyler urlando e facendo i cretini. Litigare in inglese per la prima volta. Vivere il momento magico in cui il prof annuncia che lavorerete in un progetto a coppie e qualcuno che non sia un'exchange student si gira verso di te. Gli Hunger Games Scolastici. Il momento in cui un'amica ti racconta qualcosa in un'orecchio e allontana chiunque cerchi di avvicinarsi. Disimparare a scrivere in italiano (sigh). Quando a letteratura bisogna corregere il compito del compagno di banco e la ragazza vicino a te invece di segnarti gli errori i sistema in penna blu cercando di non farsi beccare. Derrick che si lamenta perchè gli chiedo ogni mezz'ora di fare i biscotti, però poi li prepara e me ne lascia mangiare la metà. Ridere a crepapelle mentre cerchi di insegnare l'italiano a un americano. 
Sono tutte piccolezze, cose stupide e insignificanti ma che messe insieme hanno determinato il percorso che sto percorrendo. Se non fossi partita non starei cambiando così tanto, non starei iniziando seriamente a pensare al mio futuro e non avrei un'idea chiara di chi sono e cosa voglio, molto più di quanto non l'abbia mai avuta. Per la prima volta mi sento di dire partite
Sto parlando a voi che siete indecisi, che non sapete sareste abbastanza forti per farcela e che sognate una svolta nella vostra vita, partite perchè non c'è nulla di meglio di lasciarsi tutto alle spalle, scoprirsi indipendenti e vedersi crescere. So che sembra una frase stupida da film Disney ma un anno all'estero è prima di tutto un viaggio in se stessi, un modo per tirare fuori il meglio di se, scoprire lati del proprio carattere della quale nemmeno sapevi l'esistenza e fortificarsi. Come ho sentito dire tante volte "Se va bene è fantastico, se va male è un'esperienza". Stavo per dire "non abbiate paura", ma sarebbe praticamente impossibile. Abbiate paura, partite senza sapere quello che succederà solo per la soddisfazione di superare ogni dubbio e rendervi conto che ce l'avete fatta con le vostre forze. Uscite dalla bolla in cui siete cresciuti, strappate le vostre radici per lanciarvi verso l'ignoto come non molte persone hanno il coraggio di fare. Espandete i vostri orizzonti, aprite la vostra mente, imparate una nuova lingua, scoprite nuove tradizioni e punti di vista. Non rimanete un puntino sul mappamondo che  nasce e si spegne immobile senza scoprire mai la realtà che sta fuori dalla portata dei suoi occhi, vivete in prima persona più che potete, fate tutte le esperienze della quale avete l'occasione mettendo da parte la realtà in cui siete cresciuti. Toccate e ascoltate ciò che c'è oltre l'oceano, smontate i pregiudizi, vivete un momento di nostalgia ed imparate ad amare ciò che avete lasciato indietro. Innamoratevi di un'altra nazione, di un'altra lingua, di un'altro popolo, e contemporaneamente del paese che vi ha messo al mondo. Innamoratevi anche di voi stessi, imparate a volere bene alla persona che è riuscita a fare tutto questo lontana da tutte le cose importanti che aveva al mondo. Semplicemente partite, prendete in mano le redini della vostra vita a soli sedici anni e tornate con occhi nuovi e una nuova concezione del mondo.

So che quando i miei pensieri iniziano su questa scia davvero mi metterei a scrivere per ore, quindi chiudo qui e vi saluto perchè domani mattina partiamo per il thanksgiving break, un tacchino mi aspetta dai miei nonni ospitanti. Se rileggo tutto questo si direbbe che stia avendo un'esperienza da sogno, ma non è esattamente così, sono solo sulla strada giusta. Se dovessi dare un voto a questo mese sarebbe un sette.
Con questo finale che divaga in maniera allucinante vi abbandono perchè è mezzanotte e Paula mi sta tirando delle occhiate poco piacevoli,
odio il fatto che non so mai come concludere

bye!

mercoledì 13 novembre 2013

Cheerleading

Mi sembra di non stare scrivendo abbastanza, di lasciare scivolare via un sacco di momenti che non torneranno mai più solo perchè non ho voglia di fermarli scrivendo, e questo è un peccato. Dunque mi sono ripromessa di fare post più brevi, anche solo per scrivere qualche cazzata successa durante la giornata o pensieri random. Prima di iniziare però volevo farvi una domanda, se faccio un video da postare su youtube in cui spiego come funziona il sistema scolastico americano a qualcuno interessa? Non che mi importi molto della risposta che non riceverò visto che qui nessuno commenta mai (siete creature orribili), probabilmente lo farò lo stesso giusto per divertimento, chissenefrega se non lo guarda nessuno <3
Comunque, prima di passare a raccontare le mie giornate a casaccio invece di limitarmi agli avvenimenti importanti volevo narrarvi la mia esperienza con cheerleading, here we go. Nel post precedente avevo accennato di essere andata alla riunione informativa, ma prima facciamo una premessa.
Sono arrivata qui decisissima di fare uno sport per non diventare una balena rotolante e perchè fin da subito non volevo
oddio c'è un micronde che sfrigola in modo minacciosissimo alla mia sinistra aiuto
No, adesso qualcuno mi spiega perchè Derrick alle 4:40 del pomeriggio sta riscaldando nel microonde più sporco sulla faccia della terra quelle che sembrerebbero patatine ricoperte di bacon e formaggio. Gli ho appena chiesto una spiegazione e mi ha risposto "They are *gesto finto italiano in cui ci si bacia la punta delle dita*", okay

Cosa stavo dicendo? Ah si, fin da subito avevo deciso di non voler sprecare nemmeno un secondo qui, ma come credo di avere già detto se fai sport non puoi essere nei club e ho optato per i club. Ragazzi, pessima scelta, davvero. Non fate il mio errore.
Tralasciando il fatto che ho messo su tre chili (voglio piangere) non ne vale la pena. Lo sport è il modo migliore per integrarsi e fare amicizie, e anche se non sono una disadattata lo stesso se solo tornassi ad Agosto firmerei subito quei benedetti fogli di cross country che sono stati nel mio raccoglitore per settimane in balia dell'indecisione.
Comunque ero e sono decisissima di fare uno sport invernale e appena ho saputo che le selezioni per cheerleading erano aperte io e Carla abbiamo drizzato le orecchie. Sul serio, vi viene in mente qualcosa di più americano? Come posso fare un anno qui e non provarci nemmeno? Anche perchè sin dalla prima partita di football ero rimasta colpitissima.
Nell'immaginario europeo la cheerleader è la biondina popolare che se la tira tantissimo e si limita a sculettare a bordo campo mentre flirta con qualche giocatore di football. Non era quello che mi aspettavo perchè non ho mai dato tanto peso agli stereotipi, però non mi aspettavo cheers perfettamente coordinati che coinvolgono tutti gli studenti o ragazze che vengono lanciate in aria durante le coreografie con una grazia e precisione incredibile.
Alla riunione informativa la coach parlava in modo entusiastico e ci ha spiegato cosa significa davvero essere in squadra. Prima di tutto cheerleading è uno sport che implica fatica, prende un sacco di tempo e richiede pratica e costanza. Gli allenamenti sono quattro giorni a settimana per due ore senza considerare attività extrascolastiche come visite alle scuole, raccolte di fondi lavando macchine o altro e volontariato. Come disse Sundas "Cheerleading? Priscilla is a cherleader, you know her, right? She doesn't have time to hang out with me anymore since she joined the team."
Quindi si, cheerleading è uno sport che richiede fatica, sacrifici e un sacco di tempo, ma è molto di più. Prima di tutto visto l'impegno che richiede, una cheerleader non può semplicemente permettersi di andare male a scuola, quindi per essere accettata devi avere voti molto alti e non devi essere il tipo di persona che fa casino e si caccia nei guai. Ho già parlato dello school spirit e di quanto sia importante per gli americani, quindi immaginate come venga considerata la ragazza che è la sua rappresentazione umana. Ci si aspetta da te che tu sia un modello di riferimento per tutti gli altri studenti, quindi mettete via lo stereotipo della cheerleader stronza, Sadie di Diario di una Nerd Superstar e Santana di Glee semplicemente non esistono. Se c'è una cosa che la coach ha sottolineato millemila volte è che vuole una squadra simpatica e piacevole. Alzi la mano chi è entusiasta di tifare per la propria scuola quanto a incitarlo sono delle ragazze simpatiche come una gomitata negli stinchi che guardano gli spalti con superiorità invece di sorridere. Nessuno? Sì esatto, nessuno.
Per questo durante i loro numeri non smettono un secondo di mostrare trentadue denti, per questo i professori chiuderanno un occhio molto meno facilmente in caso tu faccia qualcosa di sbagliato e per questo la coach ci ha fatto una ramanzina di mezz'ora quando qualcuno le ha riferito che una ragazza della squadra aveva parlato male di un'altra ragazza dicendo che era stupido che si presentasse ai provini perchè non ce l'avrebbe mai fatta.
In ogni caso io, Carla e Stefanie abbiamo deciso di buttarci e martedì ci siamo presentate ai tryouts.
Il primo giorno erano alle tre e mezza quindi ci siamo portate il cambio e abbiamo aspettato a scuola invece di andare a casa e tornare. Erano obbligatori i pantaloncini, sono andata in bagno a cambiarmi dopo le lezioni e sono morta di freddo per due ore, evviva. Ero stanca morta perchè il giorno prima mi era toccato di nuovo il neonato finto di child development che ha pianto fino all'una di notte impedendomi di dormire, mentre la mattina seguente avevo come sempre la sveglia alle 5:50, yay. Mi rendo conto che non ho ancora parlato del progetto in cui bisogna prendersi cura del bambino finto, si. Prima o poi lo farò. Forse.
In ogni caso il succo e` che ero davvero stanca. Alle tre e mezza ci siamo dirette in palestra dove abbiamo trovato qualcosa come una trentina di altre ragazze, che ansia. Dopo dieci giri di corsa per la per la palestra, che per inciso ha più o meno la circonferenza di Saturno, le ragazze già nella squadra hanno iniziato a insegnarci i cheers e qui le cose hanno iniziato ad andare per il verso sbagliato.
Ora, ragazze mie, io capisco che voi facciate il balletto della Richland Fight Song (inno della scuola, ndr) tre volte a partita e che probabilmente potete replicare i movimenti perfettamente anche quando mentre dormite vi rigirate nel letto, però qui c'è gente che non solo non l'ha mai visto ma nemmeno conosce le parole o la musica della canzone. Quindi magari se non ci mostrate insieme dieci movimenti senza nemmeno rallentare per spiegarli o farci vedere come posizionarci per poi pretendere che riusciamo a ricordarli e sapere dove inserirli nella canzone è meglio. Che poi la ragazza che guidava il mio gruppo continuava a girarsi e chiedere "Can we go on?"
NO CHE NON POSSIAMO machecazzo secondo te come faccio a ricordarmi tutto questo? Okay non sei tu il coach, ma se io dovessi insegnare una lunga coreografia a delle persone che non hanno mai fatto qualcosa di simile in vita loro prima la farei qualche volta velocemente e lentamente per fare capire come dovrebbe venire fuori, poi insegnerei un movimento alla volta facendo bene vedere in che posizione mettere gambe e braccia e come passare da una mossa all'altra, altrimenti come faccio a capire cosa devo fare? Continuava a guardarci stupita come se fosse assurdo che non capissimo e ogni volta che chiedevamo di rispiegare qualcosa nemmeno rallentava, okay. Poi abbiamo iniziato i cheers e anche qui c'è da dire che la metà dei presenti prima di provarli li aveva visti per anni alle partite di football. Però non potete cercare di insegnarci una coreografia di tre minuti e quattro cheers insieme, senza nemmeno fermarsi a farceli capire, pensando di non mandarci in confusione. E si, magari suonano come scuse, però io ammetto perfettamente che faccio schifo quando si tratta di ballare, non ho memoria, ritmo e sembro un polipo sui pattini. Magari è normalissimo insegnare in questo modo e il problema sono io, ma ho fatto più di una volta danza nella mia vita ed era stato completamente diverso.

No aspettate, Derrick si è appena affacciato alla mia stanza e mi fa "Hai fatto di nuovo Miley Cyrus in bagno? No perchè gli shampoo sono ribaltati ovunque, smettila con quella wrecking ball"
AHAHAHAHAHAHA lo amo, basta. Questo perchè essendo in sei in famiglia abbiamo una decina di flaconi di shampoo/balsamo/bagnoschiuma e prima lui mi fa "Ma ti diverti sotto la doccia a prendere a calci lo shampoo? E' sempre dappertutto!", gli ho risposto che mi limito a giocarci a bowling e dopo la doccia di stasera ha trovato di nuovo casino. O almeno questo è quello che dice lui.
Okay basta interruzioni, giuro.
In ogni caso finiti gli allenamenti (due ore, si) sono dovuta uscire dalla palestra in pantaloncini ed era così freddo che riuscivo a vedere il mio fiato. Ho divuto aspettare Paula tantissimo tempo e quando stavo per andare in ipotermia è arrivata ma siamo state in macchina più di un'ora perchè doveva dare un passaggio a suo fratello a Spokane. E considerate che io avevo avuto più o meno quattro ore di sonno, due di sport dopo essere senza muovermi mesi e avevo una valanga di compiti, un test e due progetti da finire. Infatti non sono nemmeno riuscita a provare i cheers, ha mangiato instant noodles in un minuto e mezzo e ho dovuto lavorare fino a tardi per poi lanciarmi sul letto a un orario improponibile.
Il giorno dopo sono dunque andata a scuola gonfia di acido lattico, con gli occhi che si chiudevano da soli e con la prospettiva di almeno altre due ore di allenamento <3
Dopo scuola sono andata a casa e appena i miei piedi hanno sfiorato la moquette sono corsa ad accendere il pc e a riguardarmi il video dei cheers provando senza interruzione per due ore, non avevo molta scelta visto che il giorno prima non avevo capito nulla e avevo bisogno di imparare.

Ridete pure, fate solo bene. Cosa mi tocca fare per imparare quella dannata canzone.
Provate a dire che non mi sono impegnata.

Alla fine del mio allenamento Paula mi ha riportato a scuola e ho avuto altre due ore di pratica alla fine delle quali siamo stati smistati in tre team: bianco, oro e verde.
Giusto per darvi un'idea, nel team verde c'erano Stefanie e le altre ragazze in grado di fare salti perfetti e che sapevano tutti i movimenti, nel team oro Carla e le ragazze che se la cavavano abbastanza bene e nel team bianco le ragazzine di prima che dimostrano otto anni, le obese, le ragazzine obese che dimostrano otto anni e io. Traete voi le conclusioni.
Sono tornata a casa stanca come non lo ero mai stata ma di nuovo non ho potuto riposarmi per via dei compiti che il destino ha piazzato tutti proprio in quella settimana per testare la mia resistenza.
Il giorno dopo era il giorno in cui finalmente saremmo state giudicate e ammesse o scartate, ma non ci vuole una mente particolarmente sviluppata per capire che il team bianco era già fuori in partenza. E infatti quando dopo avere ripassato è arrivato il momento del giudizio la coach non ci ha praticamente guardato. Devo dire che me la sono un po' presa con le mie compagne.
Le cose che dovevamo fare erano semplicemente tre:
- Sorridere e sembrare entusiaste
- Fare movimenti decisi e sciolti anche se non eravamo sicure dei passi
- Urlare i cheers come ci hanno insegnato negli esercizi di respirazione
Io sinceramente in quei tre giorni è già tanto se ho avuto il tempo di respirare ed ero così concentrata per capire le mosse che non sono riuscita a imparare tutti i testi di tutte le canzoncine, anche perchè mentre una decina di ragazze urlano con te non ce n'è poi così bisogno, puoi anche tranquillamente storpiare le parole e nessuno se ne accorge. E invece no, tranne una sono state tutte zitte. Ma perchè santo cielo? E io non potendo semplicemente improvvisare mi sono ritrovata quindi a cantare a scatti mancando cosi` il punto più importante del provino. Che sfiga.
Non dico che se non fosse per loro mi avrebbero presa, ma dopo tutto l'allenamento i passi più o meno li sapevo e li so ancora, insieme alla Richland Fight Song che credo mi porterò nella tomba. Se solo non avessi fatto la figura dell'idiota che nemmeno ci sta provando durante i cheers avrei sicuramente avuto molte più possibilità. Santo cielo, voi parlate inglese! Io con un sacco di canzoni ho fatto fatica a capire le parole e forse è colpa mia, ma voi che siete in una scuola americana e le sentite da anni a ogni santa partita, cosa venite a fare ai tryouts se poi state zitte come se non vi importasse?
E infatti siamo state scartate tutte insieme, mentre Carla e Stefanie fanno allegramente parte del team. Yay.
Ora non mi metterò a fare l'ipocrita e dire che tanto non ci tenevo e non ci sono rimasta male ma amen, pazienza. Mi sarebbe piaciuto da morire essere nel team più che altro per riuscire a immergermi il più possibile nell'ambiente americano, ma se dopo tutto questo allenamento non sono nemmeno stata degna di essere guardata negli occhi dalla coach mentre venivo scartata forse non è lo sport giusto per me, forse spingere i propri limiti in questo modo è stupido e devo riconoscere di non essere in grado di fare tutto. Anzi, se dobbiamo dire la verità non sono e non sono mai stata in grado di fare praticamente niente, ma l'autostima che sto maturando quest'anno forse mi ha solo portato ad ambire a qualcosa di impossibile, non so.
E con questa nota malinconica chiudo, ma sappiate che non mi arrendo lo stesso e troverò uno sport da fare quest'inverno.