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martedì 25 marzo 2014

Foto, sette mesi aiuto e discorsi a casaccio

Ciao fantasmini, come state? ♡♡
Io ho fame e sonno, quindi provo a distrarmi un po' scrivendo anche se in realtà non ho molto da dire. Sono ancora di buon'umore dall'ultimo post e in questi giorni mi sembra di avere dei rapporti migliori con tutti, passo il pranzo a ridere praticamente fino alle lacrime e non so come farò a lasciare tutti gli idioti con cui condivido le giornate.
Non mi ricordo se ve l'avessi detto, ma è da prima che Ebba partisse che gli exchange student presentano i loro paesi all'international club e ieri era finalmente il mio turno, il powerpoint è stato imbarazzante ma ce l'ho fatta. Volevo preparare del tiramisù da portare, ma non ho trovato i savoiardi quindi nope. Ho cercato di convincere nel modo più minaccioso possibile praticamente tutti quelli che conosco a venire, ma non ha funzionato più di tanto haha
Nonostante avessero calcio ho convinto Lukas e Andre a presentarsi, poi è venuta Carla, Stefanie che presentava con me, Erin che cercava di guadagnare un credito per spagnolo e tutti quelli che ci sono sempre.
Shuyler sarebbe venuto ma aveva una visita e Larry è venuto un minuto e mezzo solo a dirmi buona fortuna perchè aveva track, che ammore ♡♡
Ovviamente la smartboard non funzionava, Carla non riusciva dal pc a fare andare le slide quando volevo io e ho perso dieci minuti nel momento in cui ho cercato di aprire youtube per fare sentire l'inno di Mameli, ma è stato divertente.
Oggi sono tornata a casa prima perchè non c'era tennis e stop, in realtà non ho nulla da dire. C'è solo un pensiero nella mia testa: sette mesi. Sul serio, sette mesi, come è possibile?
Davvero non riesco a capacitarmene, mi sembra che i sei fossero la settimana scorsa, mi sono accorta in ritardo che era passato il mio mesiversario solo perchè una ragazza tedesca che è arrivata in America un giorno dopo di me aveva pubblicato qualcosa a riguardo su facebook.
Prima di Natale il tempo passava veloce, ma adesso fa davvero impressione! Io giuro che se non avessi un calendario penserei di essere ancora a Gennaio e invece Marzo è quasi finito, ogni volta che vedo la data sul cellulare mi sembra uno scherzo.
Nonostante abbia paura di aprire il conto alla rovescia sul cellulare però, non ho paura di tornare a casa anche se già riesco a vedere i pianti incredibili degli ultimi giorni. Non fatemici pesare.
Vi lascio un po' di foto a caso dal lunch di oggi, boom

Io e Timo che
boh
Cosa stai facendo Timo, cosa

Un Larry morente

Questa piccola opera d'arte mi ha fatto morire davvero hahaha

In foto è Ive, la ragazza della Slovacchia di cui non ho praticamente mai parlato, ed il motivo è che è la creatura più asociale della terra. Non ha amici americani e non ha fatto amicizia nemmeno con gli altri exchange. Tutti cerchiamo di essere carini con lei, ve lo assicuro, ma nonostante sia sul mio bus (si siede sempre lontana da me) e sia al nostro tavolo tutti i giorni non rivolge mai una singola parola a nessuno a meno che tu le chieda qualcosa espressamente, e anche lì finisce con la sua risposta, quindi Larry e tutti quelli che siedono al nostro tavolo cercano sempre di farla parlare in tutti i modi. Per darvi un idea, Timo dopo due mesi che sedeva a tavolo con lei ogni giorno diceva di non avere mai incontrato l'exchange slovacca e quando gliel'ho indicata è cascato dalle nuvole.
Comunque niente, non so perchè ho fatto questo discorso lunghissimo ma la foto mi aveva fatto morire perchè mentre tutti facevamo gli idioti mi arriva lo snapchat di lei disperata hahaha
Non è una presa in giro, giuro, credo che stesse ridendo e ha riso anche quando ha visto la foto haha

Comunque ultimamente sto stringendo un sacco di legami, mi dispiacerà tantissimo tornare a casa. Non dico che vorrei rimanere qui un'altro anno perchè anche se buona parte dei miei amici sono Junior rivoglio la mia vita in Italia, ma vorrei solo essermi sentita così a mio agio da Dicembre... 

 Snapchat scattato a mia insaputa qualche giorno fa a pranzo. Siamo adorabili <33

Senza dubbio è più difficile tornare che partire. Partendo saluti tutto per un anno, sapendo che tornerai a riavere la tua vita indietro. Ma qui? Dove sono finiti tutti i miei sforzi per fare amicizia, i momenti di tristezza, e i rapporti costruiti con fatica in tutti questi mesi?
Forse rivedrò Carla, Stefanie e gli altri ragazzi europei, probabilmente rivedrò la mia famiglia ospitante o qualche amico americano in qualche modo, ma gli altri?
Arriverà il momento in cui lascerò più la classe di fotografia il venerdì con Mr. Murphy che ci raccomanda "Non bevete, non drogatevi e non fatelo, tanto nessuno vuole farlo con voi. Buon weekend!", in cui non gratterò più la porta della camera di Derrick ogni volta che passo per andare nella mia, niente più il giuramento alla bandiera la mattina o Marissa che mi prende in giro per il mio accento. Sono cose che non voglio perdere o dimenticare, e mi sale una tristezza incredibile se penso che in due mesi non sarò più qui.
Sento che mi stanno venendo gli occhi lucidi, quindi la finisco qui prima di rovinarmi l'umore.
Sappiate che nonostante tutto partire è stata la scelta migliore e più coraggiosa che abbia fatto nella mia vita. Fututi exchange, non abbiate paura e buttatevi.

domenica 13 ottobre 2013

Daily routine

5:50 - Sveglia. Per dieci minuti resto a dormire sotto le coperte, maledico il mondo e rispondo agli amici italiani che mi hanno scritto durante la notte (maledico anche le nove ore di differenza, si).
6:00 - Mi alzo, faccio colazione, mi piastro i capelli, cerco i vestiti a tentoni nel buio aiutandomi con la torcia del cellulare per non svegliare Ashley e preparo qualcosa da portarmi per pranzo a scuola. Oppure più realisticamente non ho tempo, quindi uscirò di casa correndo e mi toccherà comprare il pranzo in mensa.
6:35 - Derrick si sveglia, si prepara in un minuto e mezzo e inizia a mettermi ansia perchè sono in ritardo
6:45 - Derrick esce di casa che io sia pronta o no, ma per ora non ho ancora mai perso lo scuolabus
6:50 - Salgo sul pulmino giallo che fa un giro infinito in mezzo al deserto per prendere un ragazzino e torna venticinque minuti dopo esattamente davanti a casa mia, il sole sorge e tutti gli studenti vengono caricati su, Ive sale all'ultima fermata e chiacchieriamo fino all'arrivo a scuola.

La spiazzante silenziosa bellezza del deserto la mattina presto mi rende felice di svegliarmi alle cinque e cinquanta ogni giorno, giuro.

7:35 - Arrivati alla Richland High aspetto Carla al nostro tavolo mattutino nella cafeteria, se Ali ci incrocia si ferma con noi.
7:50 - Suona la prima campanella, abbandono Ive a Studio Arts e mi dirigo verso l'edificio 2000 nella mia classe di US history. Saluto Nicole alla mia destra e Stefanie seduta dal capo opposto della classe.
7:55 - Suona la seconda campanella e Mr. Mason accende il proiettore con l'entry task, la domanda giornaliera a cui dobbiamo rispondere appena arrivati. La lascia per dieci secondi, la legge per farcela scrivere, e poi la toglie in modo che io che non so come scrivere ogni parola e avrei bisogno di guardare non riesco mai a finire. Dovreste vedere il mio foglio degli ET, è quasi divertente vedere tutte le domande interrotte a metà e una risposta a casaccio.
Quando tutti sono arrivati e hanno risposto all'ET, Mr. Mason chiede a qualcuno di leggere la sua risposta e poi iniziamo la lezione.
8:50 - La lezione finisce, mi dirigo all'edificio 1000 per fotografia.
8:55 - Inizia fotografia. Siedo al mio solito posto, saluto il mio compagno di banco Ryan e gli altri dai nomi complicati, poi arrivano Ali, Aurelienne e le due ragazze dal nome che non ricorderò mai (Christine?) con cui scambio quattro chiacchiere prima dell'inizio della lezione.
Mr. Murphy fa l'appello, ogni tanto urlando, imitando un accento o storpiando i nomi. Nell'elenco ci sono in fila Bayley e tre nomi con un "ly" alla fine, quindi l'altro giorno ha continuato l'appello lylyzzandoci tutti ("Jessily, Alexily, Isabellily, Ryanly... Oh I can't say it" "What, Mr Murphy? Cecily?" "Too much ly, Cecilyly").
9:00 - Giuramento alla bandiera, tutti si alzano in piedi e giurano con la mano destra sul cuore, io mi alzo in piedi guardandomi intorno imbarazzata o sto seduta insieme agli altri exchange kids. Ho provato ad alzarmi in segno di rispetto, ma vengo guardata male. Americani.
Guardiamo il video giornaliero, una specie di tg fatto da studenti che da il buona giornata a noi bombers e ci informa di quali club ci saranno nel pomeriggio o di iniziative/eventi, poi inizia la lezione vera e propria.
9:55 - Finisce il second period
10:00 - Sosta al bagno e corro a child development. Mi siedo al mio posto in fondo alla classe, saluto la ragazza alla mia destra della quale ho momentaneamente dimenticato il nome e Stefanie davanti a me, rispondo all'entry task e dopo avere letto qualche risposta la lezione comincia.
10:55 - Suona la campanella, è tempo del lunch A. Esco dalla classe chiacchierando con Stefanie, ci dirigiamo al suo armadietto dove tiene il suo pranzo e andiamo nella cafeteria. Se ho portato il pranzo da casa la seguo, altrimenti vado a comprarlo e poi raggiungo il mio tavolo. Seduti con noi di solito ci sono Andre, Ali, Stefanie, Megan, la ragazza dai capelli arancioni della quale non ricordo il nome, la ragazza con la frangetta, altre due, Lucas e ultimamente Aurelienne. Quasi tutti i giorni arriva qualcuno a cazzeggiare al tavolo degli exchange e chiacchiero con qualcuno di nuovo, oppure direttamente mangio al tavolo di qualche conoscente. Si mangia, si scherza, si ride per colpa di qualcosa che Ali ha detto e si cazzeggia un po'.
11-35 - Quando suona la prima campanella raggiungo l'edificio 3000 ed entro nella classe di biologia di Staley, firmo il registro e mi siedo al mio posto in seconda fila. Spesso usiamo il laboratorio per fare qualche esperimento (il che vuol dire maneggiare fegato di gallina e cose disgustose) e ogni venerdì test.
12:30 - Mentre esco dall'aula Derrick spunta sempre per primo dalla porta opposta alla mia, la sfida è colpire o spintonare l'altro e sparire prima che possa reagire, poi mi dirigo a ceramics.
12:35 - Tiro giù lo sgabello dal tavolo al mio solito posto, saluto Bayley, Jamie e Lexi e vado a prendere il mio progetto dall'armadietto, passiamo il resto dell'ora a lavorare e chiacchierare.
1:30 - Suonata la campanella salgo le scale, saluto il ragazzo ucraino che con non so quale coordinazione sta sempre scendendo le scale nella direzione opposta nello stesso momento, tappa opzionale in bagno e entro nell'ultima aula della giornata, American Lit.
1:35 - Saluto Erin, Marissa e Ali, suona la seconda campanella e Mrs. Hatcher entra facendo cominciare la lezione. Leggiamo "The Crucible", ascoltiamo una spiegazione o spesso ci ritroviamo a lavorare individualmente, il che si traduce con Ali che cerca di comunicare con Erin e Marissa e qualche risata da parte nostra mentre cerchiamo di insegnarli perchè non avrebbe dovuto portare fiori alla ragazza nella sua classe di matematica o perchè non può dire "I don't care if you have a boyfriend now, I can wait".
2:30Martedì: Suonata la campanello aspetto Stefanie fuori dall'aula e andiamo al French Club o all'Internetional Club a seconda della settimana. Giovedì: Raggiungo Carla ed Ebba con le quali vado al Green Club, che può sostituirsi con lo Spanish Club se il cibo è incluso nel programma della giornata. Lunedì/mercoledì/venerdì: quando suona la campanella corro a prendere il pulmino visto che il mio è il primo che parte e sono sempre l'ultima ad arrivare. Mi siedo accanto a Ive nel posto dietro al ragazzo ucraino (perdonami, un giorno ricorderò il tuo nome, lo giuro) e chiacchieriamo per tutto il tragitto, quando scendono ascolto un po' di musica fino alla mia fermata.
Dopo l'have a nice day dell'autista dai capelli ricci mi dirigo verso casa con Derrick che cammina a velocità sovraumana chiacchierando per due minuti e mezzo di cosa è successo nella mia giornata mentre lui mi ripropone brandelli della mia conversazione sul pulmino perchè secondo lui urlo così tanto che chiunque mi sente. Bugie.
Arrivo a casa, schivo Princess e vado a infilarmi una tuta a casaccio mentre Derrick si piazza davanti alla tv senza mai più staccarsi.
Se ho in programma qualcosa esco con gli amici, altrimenti passo il pomeriggio a fare nulla con i miei fratelli mentra Alinda cerca in tutti i modi di rubare il mio cellulare o convincermi a giocare con lei.
6:00 - Dinner time. Eh si, alle sei di pomeriggio. Non so se dipenda dal fatto che a partire dalla sveglia tutta la giornata è portata in avanti o dal fatto che tanto ho sempre fame lo stesso ma mi sono abituata subito all'orario a differenza di altra exchange come Carla che in Spagna mangia alle dieci e qui fa una cena per conto suo più tardi.
7:00 - Dopo aver procrastinato (ma esiste davvero questa parola in italiano?) tutto il pomeriggio mi decido ad aprire il mio raccoglitore bianco e il fidato iPhone/traduttore. I compiti non sarebbero difficili se non fosse per il fatto che sono in inglese, ma comunque nonostante la mia lentezza non ho grandi problemi. Il venerdì vado a tifare per i bombers al football game settimanale, il che vuol dire che non guardo nemmeno la partita mentre sono occupata a chiacchierare <3
8:00 - Derrick guarda la tv e io leggo, uso il telefono, lavoro a qualche progetto, gioco con Alinda, cucino una torta o inizio i compiti perchè qualcosa non ha funzionato nello step precedente.
8:30 - Iniziano i litigi perchè Alinda non vuole andare a letto.
9:00 - Doccia time, a cui segue qualche attività non meglio definita che sia lettura o altro.
10.30/11.00 - Vado a letto. Questo è il momento in cui in Italia inizia la giornata quindi di solito chiacchiero con qualcuno tramite whatsapp/facebook con la luce spenta, poi imposto la sveglia e vado a dormire.

martedì 17 settembre 2013

Primo viaggio, prima partita, prima festa, primi amici

Sono le undici e sono seduta sul mio letto, bagnata fradicia dalla testa ai piedi. E sapete perchè? Perchè Andre e il ragazzo russo del quale non ricordo il nome sono due idioti. Ma facciamo un passettino indietro.

Sono qui da ormai tre settimane e mezzo. E' davvero assurdo pensarci, non mi sembra possibile che il tempo voli in questo modo e che quasi un decimo della mia esperienza sia già volato via. Voi penserete chissenefrega, dieci mesi sono tantissimi, ma non potete capire questa stranissima sensazione che si prova vedendoti la vita scivolare via con l'avanti veloce.
Sono rimasta a parlare dei primi tre giorni di scuola, il che vuol dire che sono indietrissimo e vi racconterò più o meno cosa è successo in tutto questo tempo, mi spiace ma davvero non ho mai tempo di scrivere!
Il primo week end sono andata con la mia hostfamily e Cleveland (il ragazzo di Ashley) a Silverwood, un parco divertimenti in Idaho. E' strano vedere come Cleveland sia a tutti gli effetti un membro della famiglia: viene sempre con noi se andiamo da qualche parte, insiste perchè io non paghi quando usciamo, lo ritrovo in casa la mattina presto a fare il cubo di rubik in cucina o a riparare qualcosa quando torno da scuola. Non so se è una cosa americana o dipende solo dalla mia famiglia, ma è bello vedere un rapporto così "alla luce del sole", senza imbarazzo davanti ai genitori e così naturale. Nel senso, io credo che non riuscirei ad andare con naturalezza alla fiera del paese con tutti i parenti del mio ragazzo o a un parco acquatico ridendo e scherzando con sua mamma, ma Cleveland tratta Derrick e Alinda come fossero suoi fratelli e sembra sempre a suo agio con tutti.
Credo che dipenda dal fatto che qui negli Stati Uniti le relazioni tra adolescenti vengono prese molto più sul serio che in Italia, da quanto ho visto io qui non esiste il "ci siamo baciati ma è solo un amico" "non so se mi piace, ci stiamo solo frequentando" o "non è niente di serio, è una storiella così".
Ma sto divagando, parlavo di Silverwood. Dunque, è stata una giornata divertente e sono stata sulla montagna russa più alta che abbia mai visto, non so con quale coraggio. Ho strillato con tutto il fiato che avevo in gola e una volta scesa non riuscivo più a fare funzionare le gambe, ma questi sono dettagli, suvvia.
Nel momento della foto io avevo le mascelle spalancate, Derrick fingeva di dormire, Cleveland cercava di dare un bacio sulla guancia ad Ashley che "sorrideva" (parole sue). Non so come funzioni in America, ma quello a casa mia è un urlo terrorizzato più che un sorriso hahaha
Comunque il giorno dopo Ali mi ha invitato ad uscire con lui e qualche altra persona conosciuta a scuola compreso il misterioso exchange brasiliano che non avevo ancora mai visto, ovvero Andre, che comunque non si è presentato perchè doveva andare a messa con la host family. Siamo andati al bowling dove ho conosciuto Sundas, una ragazza che dice dice di essere ossessionata dall'Italia e mi ha fatto un sacco di domande, sua sorella Sunbal che è nella mia classe di fotografia, una cheerleader della quale non ricordo il nome e Mallory, un'altra ragazza simpaticissima che ha iniziato a chiedermi cose come "Do you like asians hot guys?". Ogni volta che Mallory cercava di parlare con me Sundas le strillava "She's mine, take another exchange student!" hahaha le adoro. Abbiamo giocato un po', abbiamo fatto foto stupide in una cabina, abbiamo vinto un pupazzo orribile e con i punto guadagnati giocando abbiamo scelto come premio delle caramelle e dei glittery jewel tatoos, ovvero tatuaggi da principesse, che cosa matura <3
Mi hanno detto di cercarle il lunedì dopo per mangiare con loro e mi hanno invitato ad andare insieme all'homecoming (che ricordo essere a fine ottobre), peccato che il lunedì non ho trovato il loro tavolo da nessuna parte. Martedì ho trovato Sundas e ho mangiato con lei e Ali, ho conosciuto un suo amico ucraino dal nome impronunciabile e Andre, l'exchange brasiliano, la persona più estroversa sulla faccia della terra.
Nei giorni seguenti ho fatto abbastanza amicizia con Stefanie e ho iniziato a mangiare sempre con lei in quello che ormai è l'"exchange table" con me, lei, Lucas (dalla svizzera), Andre e Ali oltre alle amiche di Megan, hsister di Stefanie. Nonostante le incomprensioni linguistiche sono divertenti, riusciamo a capirci e scherzare sempre. Mi torna in mente l'episodio in cui Andre mi ha invitata ad andare all'homecoming con Ali e Ali con Andre, e quando al mio ironico "Sure!" Ali si è offeso e ha continuato a ripetere "What's wrong with me?" per dieci minuti abbiamo tutti riso fino alle lacrime.
Davvero, dovreste vedere Ali mentre cerca di esprimersi con il suo pesantissimo accento arabo, è uno spettacolo che fa morire. Lo ammiro perchè nonostante non sappia mai comportarsi per via del suo paese completamente diverso e le sue difficoltà linguistiche cerca sempre di essere socievole, anche se i risultati non sono sempre quelli sperati. Se senti un gruppo di persone ridere sguaiatamente in classe, in mensa o a una partita, una volta su tre ti giri e lo vedi in mezzo a loro.

La mia vita va avanti così, ho la mia routine, ho qualcuno con parlare più o meno in ogni classe, sto conoscendo gente e stringendo amicizia. Ho notato che più mi sento a mio agio con una persona meglio mi esprimo in inglese, e lentamente a piccole dosi sto mettendo via la timidezza.
Alla prima riunione dell'International Club ho rincontrato Sundas, ho conosciuto un bel po' di persone della quale ho già dimenticato il nome e ho finalemente conosciuto quasi tutti gli altri exchange. Siamo undici, dio mio. Undici!
Stefanie dall'Olanda, Ali dall'Arabia Saudita, Aurelienne dalla Francia, Lucas dalla Svizzera, Ebba dalla Svezia,  Carla dalla Spagna, Ive dalla Slovacchia, Andre dal brasile e altri due che sono nella squadra di football e quindi non ho mai visto. Sto dimenticando qualcuno, uhm.
Ive prende il mio stesso scuolabus al mattino, quindi ci sediamo sempre vicine a chiacchierare, finalmente mi sento sempre più integrata.
La settimana scorsa sono andata alla mia prima partita di football. Dovevo incontrarmi con Stefanie, quindi il mio hdad mi ha portato a scuola e io ho aspettato che lei arrivasse e mi mandasse un messaggio, visto che lei aveva il mio numero ma io non avevo il suo. E aspettato. E aspettato. E aspettato.
*deja-vu*
E aspettato. Per cinquanta minuti.
Non potevo contattarla in nessun modo e lei non arrivava. Ho chiesto a Ashley il numero di Megan ma non rispondeva. Tenevo davvero tanto a vedere il mio primo pep rally e la prima partita, ma mi sono limitata a stare seduta nel parcheggio per quasi un'ora vedendo ragazzi vestiti con i colori della scuola dirigersi in palestra. Ho sentito la musica iniziare, le urla, l'inno della Richland High, la gente che entrava correndo in ritardo, la musica che continuava e poi finiva, mentre io ero da sola seduta contro a un muro. Ammetto di avere pianto per la prima volta.
A chilometri da casa, con la host family a una partita di hockey e quindi senza la possibilità di tornare a piedi, senza sapere cosa fare mentre sentivo le urla e la musica del pep rally che avrei tanto voluto vedere mi sono sentita davvero sola per la prima volta. Sola, spaesata, senza la possibilità di tornare a casa o fare qualcosa che non sia aspettare ho davvero per la prima volta sentito la mancanza dei miei amici, quegli amici che non ti lasciano sola in un parcheggio cinquanta minuti.
Ho davvero avuto un piccolo attacco di homesick e un passante che mi ha vista mi ha offerto uno dei panino che stava portando. Americani.
Comunque a un certo punto Stefanie mi ha chiamata dicendomi che non era riuscita a farlo prima perchè aveva il mio numero sbagliato e siamo andate al campo, anche se ho perso il pep rally. La partita era fantastica, ma ancora migliore è tutto ciò che ci viene costruito intorno: l'orchestra, i numeri delle cheerleaders, il corpo di ballo, lo school spirit.
Lo school spirit è davvero una delle cose che mi piacciono di più degli stati uniti. Siamo seri, in Italia a quante persone interessa davvero della propria scuola? Baste guardare le pareti del Brera, i banchi inutilizzabili per i troppi tagli e le porte sfondate dei bagni per rispondere. Qui invece c'è un forte senso di appartenenza alla propria scuola, inni, persone che si dipingono la faccia e strillano come se stessero guardando una partita di serie A. Per i corridoi ci sono ovunque cartelloni con la scritta "welcome home" e frasi che incitano noi bombers (soprannome degli studenti che deriva dal nome della squadra di football), il simbolo della Richland High è stampato su qualunque cosa e tutti hanno felpe e magliette della scuola.
Venerdì sono stata di nuovo a un football game ma sinceramente non ho guardato la partita più di tanto. Sono arrivata con Derrick e una volta lì ho incontrato Carla, Eve e Andre; si sono poi aggiunti Ali, Lucas, Sunbal, il suo amico ucraino e un sacco di gente, e diciamo che abbiamo passato il tempo a chiacchierare e a tirarci ghiaccio (si, davvero) invece che guardare la partita. Ho anche conosciuto due senior, una ragazza simpaticissima che è con me a lit (When is the next international club meeting? You guys are so cool!), una ragazza della squadra di basket e altre persone random.
Domenica sono andata a una festa a casa di Andre, il che spiega perchè sono bagnata dalla testa ai piedi con i vestiti appiccicati addosso. Alla festa ho trovato Carla e Ive, con cui sto facendo molta amicizia in questi giorni, ovviamente Andre, la sua hsister e qualche altra persona che conosco. Lì ho anche conosciuto il russian dude che mi ha presa in braccio e si è lanciato in piscina e un altro po' di gente random.
A un certo punto dopo che Carla e Ive se ne sono andate mi sono trovata sola e mi sono messa a giocare a Just Dance con due completi estranei, cosa che un mese fa non mi sarebbe mai passata per la testa. Uno dei due comunque è un Junior nella mia scuola, si chiama Scott e abbiamo chiacchierato per un bel po', mi ha chiesto che lunch abbia ma siamo a orari diversi. Comunque mentre parlavo con lui sono stata afferrata a sorpresa dal ragazzo russo che mi ha presa in braccio e mi ha letteralmente lanciata in piscina con scarpe e tutto, chebello. Il punto è che entro dieci minuti dovevano venirmi a prendere i miei host parents in macchina, infatti dopo qualche minuto Derrick inizia a chiamare mentre io ero ancora nella fase nella quale tre persone diverse cercavano in tutti i modi di impedirmi di respirare.
Quando hanno iniziato a cercare di tirarmi dentro mentre in due mi tiravano fuori dalla parte opposta rischiando di strapparmi le braccia ho iniziato a strillare in italiano e credo di avere sentito una ragazza che chiedeva confusa "Is she talking in some another language?" hahahahaha
Scott, che si era eroicamente gettato in piscina con i pantaloni improvvisando quello che credo fosse un tentativo di un salvataggio mi ha aiutata a cercare le scarpe che in un primo momento ho tirato addosso ad Andre e Lucas, poi sono corsa via presentandomi davanti alla macchina dei miei hparents con i vestiti incollati addosso e le scarpe in mano, mentre Alinda rideva come un'idiota e Derrick continuava a ripetere cose come "Do you know how I feel? Dry".

Okay, senza stare a fare una telecronaca minuto per minuto il succo è che sono contenta di avere trovato degli amici, per quanto idioti, e sono nella fase di adattamento.
A scuola va tutto bene, i compiti non sarebbero tanti ma prendono un sacco di tempo per quel piccolo inconveniente chiamato lingua inglese che sembrerebbe perseguitarmi. Tralasciando il giorno della prima partita non ho avuto particolari momenti di tristezza, solo sensazioni di nostalgia che tendono a passare abbastanza in fretta, per fortuna. Nemmeno per un secondo mi sono pentita della scelta di partire o ho voluto tornare in Italia, gli unici dubbi che mi sono venuti sono sulla scelta degli Stati Uniti, ma questo post sta diventando troppo lungo per parlarne.
Parlando di argomenti inutili non mi sono ancora pesata, ho paura. Guardandomi allo specchio non mi sembro ingrassata, ma se penso a cosa ho mangiato in questo mese mi viene male.
Chiudendo la breve parentesi peso non so mai come concludere i post, au revoir devoandarepromettounaggiornamentoabreve