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venerdì 4 luglio 2014

Graduation e quasi l'ultima settimana

Avevo cercato di fare qualche post sugli ultimi giorni quando ero ancora in America, ma non ho letteralmente avuto un secondo di tempo. Ormai sono a Milano da qualche giorno ma prima di parlarvene voglio andare per ordine, vi lascio a questo post che avevo cominciato ma non ero riuscita a finire, sono in ritardissimo ma pazienza :)

Ciao gentaglia, come va?
Mi sono resa conto che inizio sempre i post come se fossero una lettera haha
Oggi sono contenta ma mi sento un po' giù perchè manca troppo poco tempo, quindi ho voglia di scrivere.
Vi avevo lasciato qualche giorno fa alla fine della scuola, il giorno prima che i miei arrivassero. Giovedì ho avuto la terza e ultima esercitazione per la graduation al toyota center, quindi anche se era il mio primo giorno di vacanza mi sono dovuta svegliare relativamente presto, per fortuna Yuriy mi ha dato un passaggio e non ho dovuto prendere il pulmino alle sei.
E' stata abbastanza noiosa, hanno fatto sfilare le prime file per farci capire come funzionasse poi il vice preside si è lanciato in una competizione tra gli studenti: eravamo divisi in due file con un corridoio in mezzo (mentre noi exchange students eravamo in una fila a parte sul lato destro) e lui con delle domande cercava di stabilire quale lato fosse il migliore. Ha chiesto a turno ai ragazzi dei due lati di alzarsi se erano stati più di una volta nel suo ufficio, se suonassero uno strumento, se fossero in una classe AP ecc. A un certo punto ha chiesto di alzarsi a chi conoscesse più di una lingua e tutta la nostra fila si è alzata, tutti sono scoppiati a ridere e ci hanno applaudito hahaha
Dopo la prova sono andata con Ashley a mangiare da subway, poi siamo passate a prendere un caffè da starbucks e ci siamo fatte un giretto al mall. Avevo ordinato un vestito per la graduation una vita fa e visto che non è mai arrivato volevo vedere se ne trovavo un altro carino, e da pacsun ne ho preso uno davvero bello che era stato scontato da 35 dollari a 6 <333333
Quando sono tornata a casa ho trovato il vestito sparito sul mio letto, ovviamente era arrivato proprio quel giorno, ma alla fine è valsa la pena prenderne un altro.
Verso le nove e mezza di sera doveva arrivare la mia famiglia, e giuro che le precedenti tre ore sono state le più lunghe della mia vita. Da quando sono arrivati a Seattle ho continuato a mandare messaggi vocali a mia mamma su whatsapp, e negli ultimi quaranta minuti ero mezza impazzita (qual'è il modo migliore per tradurre freaking out in italiano?)
Andavo avanti e indietro con Alinda per tutta la via fino alla fermata del bus, poi mi sono messa ad aspettare fuori dalla porta mentre la mia host family continuava a ridere e dirmi che sembravo drogata. Sono corsa in contro alla macchina sbagliata una volta ma poi finalmente sono arrivati e giuro che non ero mai stata così felice di vederli, anche se è stato un po' uno shock. Mio fratello era più alto del previsto, barbuto e non so come sia possibile ma ha cambiato voce di nuovo, mentre i miei genitori sono sempre gli stessi.


Papà <3


E' stato strano vederli cercare di comunicare con la mia host family. Quando andiamo all'estero mio padre è sempre quello che sa parlare inglese, e quel giorno per la prima volta mi sono resa conto che invece ha un accentaccio, anche se mia mamma è peggio haha
 
Il giorno dopo, venerdì, era il giorno della graduation. Al mattino abbiamo avuto avuto a scuola senior breakfast e senior assembly, in pratica ciambelle gratis e un'assemblea celebrativa per noi seniors <3
All'assemblea hanno riconosciuto seniors meritevoli, dai vari presidenti dei club (Ashley compresa) agli atleti, poi hanno chiamato anche gli exchange students. Ci hanno dato le nostre bandiere ed eravamo in fila davanti a tutta la scuola in mezzo alla palestra, poi ci chiamavano per nome e paese e dovevamo fare un passo avanti, tutti hanno strillato e applaudito in modo impressionante, non me lo aspettavo. Ero così emozionata che stavo tenendo la bandiera al contrario, che cretina hahaha
Era il modo della scuola di dare l'addio a tutti i seniors, e quando è finita i prof hanno creato un tunnel in mezzo alla quale siamo passati per poi uscire un'ultima volta.


Non fate caso alle teste in mezzo, quello è il tunnel con i prof che porta all'uscita


Nel tragitto ho abbracciato Mr. Murphy e Mr. McDonald, è stato un momento abbastanza toccante anche perchè di sottofondo c'era counting stars, la canzone della classe del 2014.
Usciti ci siamo diretti vicino ai campi da tennis, dove il muro che sta in mezzo al prato era stato dipinto di verde con un gigantesco "class of 2014" in giallo.





Dopo che tutti l'hanno firmato io e Ashley siamo tornate a casa.
Alle sette c'è stata la graduation. Siamo arrivate un po' prima, mi sono infilata cap&gown e ho avuto tempo per un po' di ansia.

 Io ed Ashley fuori dal Toyota Center
Exchangers prima della cerimonia. In ordine Lukas, Carla, Andre, Io, Aureliane e Stefanie, non sono sicura di dove fossero gli altri due. Non siamo riusciti ad ottenere nemmeno una foto tutti insieme haha


La cerimonia è stata infinita. E' partita con alcuni e studenti e professori che hanno fatto dei discorsi, e già da lì si poteva notare la differenza tra Italia e America. I prof hanno parlato di quanto fossero fieri della classe del 2014 e di quanto anche gli studenti gli abbiano insegnato tanto, i ragazzi ringraziavano i professori e parlavano del liceo come anni bellissimi di crescita, pieni di fierezza per la nostra scuola e impazienza per il futuro. Un ragazzo ha parlato di quanto sia difficile coordinare scuola, lavoro, amicizie ed attività extrascolastiche mentre faceva il giocoliere con tre palline.
Dopo i discorsi noi exchange students siamo stati chiamati sul palco e uno alla volta hanno detto il nostro nome e paese per poi darci un diploma onorario.

So che non si vede nulla, ma questi eravamo noi sul palco

E' stato un momento di un'emozione unica, con tutti che applaudevano per noi, non capivo più nulla. Dopo tutti i senior sono stati chiamati uno ad uno, ed è stato un processo davvero interminabile. Alla fine della cerimonia c'è stato il lancio dei cappelli e poi basta, la nostra esperienza nella scuola americana è finita per sempre. E' stato strano perchè sentivo che Ebba e Ali avrebbero dovuto essere lì con noi...



E' stata un'emozione grandissima, non cercherò nemmeno di descriverla. Come durante l'ultimo giorno di scuola si mischia l'emozione del ce l'ho fatta e il è finita per sempre. Tutti sorridono e ti abbracciano, ti fanno i complimenti e ti dicono che sono fieri di te. Finita la cerimonia siamo usciti e nel prato fuori c'era un migliaio di persone, con tutti che si abbracciavano, salutavano, piangevano e facevano foto. Ho trovato anche qualche junior come Schuyler ed Erin. Dopo tutti gli abbracci e i saluti siamo tornati a casa.
Non ricordo se la sera stessa o il giorno dopo, ma abbiamo avuto il senior party. Ci sono andata con Ashley poco prima di mezzanotte e lì ho incontrato Carla, Aureliane, Stefanie e qualche americano; dal modo in cui veniva pubblicizzato dall'inizio dell'anno e dal fatto che l'ingresso mi è costato trenta dollari mi aspettavo grandi cose, e invece no. Era nella palestra della scuola (ndr: edificio gigante con tre palestre dentro), il tema “night on the beach” o qualcosa del genere  e c'erano palme di cartone e decorazioni un po' ovunque. All’ingresso ricevevi una busta con qualche omaggio per cose in città che non userò mai e dei punti per iniziare a giocare nelle varie sale, infatti c'era un casinò, una sala del bingo e altre cose, più punti vincevi più possibilità avevi di vincere premi alle estrazioni della lotteria. C'era cibo gratis ma faceva un po' schifo e la serata era abbastanza noiosa, inoltre non ho vinto nulla se non delle caramelle disgustose che ho dato a mio fratello.
Verso le due di mattina nella palestra piccola è iniziato uno spettacolo di ipnosi diretto da un tizio che avevo visto al country fair. Parecchi volontari si sono fatti "ipnotizzare" da questo tizio che li ha fatti ballare e fare qualche cosa ridicola, ma era chiarissimo che stavano fingendo tutti, lo spettacolo è durato decisamente troppo ed è diventato particolarmente noioso verso la fine. Dopo l'ipnosi hanno consegnato altri premi come assegni da 2000 dollari, iPads, computers con touch screen e altre cose del cui ovviamente non ho vinto nulla.
La festa doveva finire alle tre del mattino, ma quando siamo usciti erano le quattro e c'era già luce, e Ashley doveva andare a lavorare la mattina dopo hahaha
Nei giorni seguenti non ricordo esattamente cosa abbia fatto, ma sono uscita con i miei un paio di volte per fargli vedere il fiume e le Tri-Cities (come se ci fosse qualcosa da vedere...) e con i miei amici, comunque ero sempre fuori e la cosa mi fa un sacco piacere.
Sabato c'è stato il graduation party di Cleveland ed Ashley a casa di Cleveland, ero invitata anche a qualche altro ma alla fine non ci sono andata. Paula mi ha fatto la sorpresa di festeggiare anche me, c'era un cartellone di mie foto di quest'anno e una torta con il mio nome :)


I denti blu sono per via di una granita al mirtillo #dontjudgeme


Domenica sono andata con Carla a prendermi un caffè da starbucks ma per via di un incidente era saltata la corrente in tutti i negozi della strada, quindi ci siamo ritrovate a camminare sotto il sole per tre ore cercando un posto in cui mangiare e fare un giro a caso da Target per stare in un posto con l'aria condizionata.
Lunedì era l'ultimo giorno di Timo, quindi siamo usciti tutti insieme per salutarlo. Ci siamo trovati da Maui's apple (un posto dove fanno frozen yoghurt) con lui, Carla, Chiara (l'altra italiana) e Charlotte (ragazza tedesca), e siamo stati raggiunti dopo da Andre, Larry, Liliana (amica di Chiara che avevo già visto qualche volta), Luka il georgiano inquietante e un ragazzo messicaneggiante che ogni tanto si siede con noi a pranzo e di cui mi sfugge il nome. Ci siamo presi un gelato, abbiamo cazzeggiato un po' e poi siamo andati a piedi al fiume. Nella passeggiata sono stata con Larry e Carla ridendo e parlando tutto il tempo. Ero già amica stretta di Carla, ma ultimamente stavo legando tantissimo con Larry e mi dispiace da morire che sia successo solo nell'ultima settimana, qualunque cosa faccio non riesco a non pensare al fatto che dovrò abbandonare tutti. Giuro che non so come farò senza di Carla, le voglio un bene infinito e mi mancherà da morire. Mi riesce difficile immaginarmi in una situazione in cui non posso chiamarla e darci appuntamento per prendere un caffè a caso, non so come farò senza la sua allegria e i suoi tentativi falliti di parlare italiano, e lo stesso vale per Stefanie. Mi spezza il cuore l'idea di lasciare indietro tutte queste amicizie che ho coltivato con così tanto tempo e fatica, e parlo anche di Marissa, Erin, Larry, Timo, Schuyler o Derrick, Ashley e Paula. E' un'idea insopportabile, non riesco a contenere la tristezza.
Comunque non parliamone adesso, sto cercando di restare positiva. Quella sera ho mangiato da Texas Roadhouse con le mie due famiglie, è stato divertente. Paula e mia mamma hanno iniziato a rendersi conto di quello che io so dalla prima settimana qui, ovvero che Derrick e mio fratello Ale sono la stessa persona, due gemelli separati alla nascita. Hanno lo stesso tipo di comportamento, umorismo e modo di infastidirmi, forse è per quello che mi sono sentita a mio agio con lui fin da subito. Magari non mi sono inserita nella mia famiglia ospitante a tal punto da sentirmi completamente parte di loro ma sul fatto che Derrick ormai sia mio fratello non c'è dubbio. Voglio a quell'idiota un bene infinito ed è una delle persone che mi mancherà di più, anche se più torno su questo argomento più non riesco a farmi venire in mente qualcosa che non mi mancherà. 
Me ne rendo sempre più conto in questi giorni e l'idea mi terrorizza, non so come sia possibile che Stefanie e Carla dicano di essere pronte per tornare, io non potrei mai esserlo nei prossimi mille anni. Eppure è così, la presenza dei miei genitori qui e la data di ritorno che si avvicina mi dicono di darmi una mossa e iniziare a preparare le valigie. Nello stesso modo in cui quando cadi o prendi una botta hai quel secondo in cui te ne rendi conto prima che parta il dolore, riesco già a sentire lo shock culturale e il 15 giugno che mi arriva addosso violentemente. E parte del dramma è il fatto che nessuno che non ci sia passato può capire. Gli exchange futuri che sono nell'impostazione mentale della partenza magari possono averne una vaga idea, ma non la famiglia o gli amici in Italia. E la prova è il fatto che non parlano di nient'altro, ormai appena prendo il telefono trovo messaggi pieni di "Quando torni?" "Tra poco ci vediamo <3" "Sono così felice che stai per tornare!"
Lo so che non capiscono cosa voglia dire, ma ognuno di quei messaggi è uno schiaffo in faccia. Lo so che sto tornando, non ho bisogno che me lo ricordate. Non dieci volte al giorno. Non ci voglio pensare, vi prego, vi prego, evitate. E' la cosa peggiore che possiate dire.
Comunque cerco di prenderla con filosofia, almeno in questi giorni sono piena di cose da fare e sono circondata da amici che mi vogliono bene e mi danno supporto :)
Mi rendo conto di essere fortunata, fortunatissima. Come mi dicono tutti dall'Italia, prima o poi doveva finire. E anche se mi arrabbio sempre quando lo leggo, è la verità. Quindi cerco di caricarmi di energia positiva e vivere questi ultimi giorni al massimo :)

mercoledì 21 maggio 2014

Il primo addio e pensieri su quest'anno

Oggi sono rimasta a casa e non ho fatto nulla tutto il giorno, quindi ho voglia di raccontarvi quello che è successo nell'ultima settimana (anche se ora che finisco il post ne è passata un'altra haha).
E' stato un weekend pieno, divertente e triste allo stesso tempo. Prima di tutto venerdì sono andata a vedere con Alissah e Carla lo spettacolo del drama club, il Mago di Oz. Non avevo mai visto il film e non avevo idea di cosa aspettarmi, e devo dire che sono davvero rimasta colpita. Dorothy era impersonata da Firen, host sister di Carla, che è stata bravissima. Di solito i musical mi annoiano ma loro sono stati così bravi che non farti piacere le canzoni e le coreografie sarebbe stato impossibile. Era tutto realistico ed originale, da Toto che è stato impersonato da un cane vero, al momento del tornado in cui c'erano attori che volavano al modo in cui hanno realizzato Oz, con tanto di macchina del fumo. Potendo lo andrei a vedere di nuovo, mi è piaciuto davvero tanto.

Cupcakes che vendevano durante lo spettacolo
con tanto di arcobaleno e le scarpe rosse, yum!

Sabato invece c'è stata una festa di addio per Levani, l'exchange student della Georgia (non quello inquietante, l'altro) che parte martedì. E' stato triste perchè è il primo exchange che non lascia l'America per sua scelta ma perchè effettivamente è finito l'anno. Non voglio che comincino a partire, non riesco a rendermi conto che ormai ci siamo, sta iniziando una catena di addii che non sono pronta a dare. La festa era divertente ma anche triste, sono tornata a casa con l'ultimo giro di passaggi verso le due di notte con la sorella ospitante di Levani che cosacazzoc'èdisbagliatoinlei stava messaggiando mentre guidava. E' stato deprimente soprattutto perchè c'era qualcosa tra me e lui, ma di questo facciamo che non ne parlo haha
Il giorno dopo io, Levani, Andre, l'altro Georgiano inquietante e qualche ragazza che non conosco più di tanto siamo andati al mall, ma visto che era la festa della mamma ed erano tutti occupati ho ottenuto un passaggio abbastaza tardi e sono dovuta tornare presto, sarò rimasta lì si e no un ora e mezza. Dopo un gelato da MyFroYo, alle sette i ragazzi avevano una cena quindi ho salutato Levani per l'ultima volta e sono tornata a casa. 
E' una sensazione così assurda che non riesco a sentirmi triste, non riesco a realizzare che è l'ultima volta che vedo quelli che partono, anche se razionalmente lo so non riesco ad essere triste sul serio. Mi rendo conto sempre di più che non sono capace di dare addii, non riesco a mettermi nell'impostazione mentale che mi fa capire che è l'ultima volta, non me ne rendo conto. Credo che andrò in crisi solo alla mia partenza, non oso immaginare quanto piangerò...
Ora che mi è stata sbattuta in faccia la realtà del fatto che siamo a metà Maggio, l'anno sta finendo e stiamo iniziando a tornare a casa mi rendo conto che non sono pronta a partire. Non sono pronta e non lo sarò mai, al pensiero che i miei genitori saranno qui in meno di venti di giorni mi gira la testa, non ce la faccio. Più quel maledetto 15 giugno si avvicina e più il pensiero mi fa stare male.
E' una cosa che si può capire solo quando la si prova, un mix di emozioni che contrastano tra di loro e che al pensiero mi fanno venire voglia di andare a piangere in un angolino.
Da una parte ovviamente mi manca l'Italia. Mi manca la mia famiglia, i miei amici, Milano, la mia scuola, la libertà del potere andare dove vuoi con i mezzi, l'indipendenza, le uscite del sabato sera, il non sentire di avere tredici anni. Mi manca tutto da morire, ed oltre a questo sono felice alla prospettiva di tornare a casa e rivoluzionare le cose. Sono cambiata, sono cresciuta in questi otto mesi più di quanto l'abbia fatto negli ultimi anni e i problemi che avevo prima mi sembrano risolvibili con uno schiocco di dita.
Magari non è una cosa che puoi vedere nel modo in cui mi comporto perchè alla fine sono sempre io, ma sono cambiata e ho una visione completamente diversa del mondo e di me stessa. Sono più sicura di me, più rilassata, meno paranoica e ansiosa. Quando la vita ti mette in una situazione in cui te la devi cavare con le tue forze impari cosa siano problemi veri, quelli da risolvere con le tue mani, e tutto il resto sembra una passeggiata. Quando penso al mio futuro, adesso so che quello che voglio è possibile, posso essere forte e devo solo sforzarmi per ottenere quello che voglio.
L'autostima che non avevo mai avuto è aumentata, so quello che valgo e questo mi da sicurezza. Ho imparato a volermi bene. Anche per le cose più stupide come l'aspetto fisico: sono ancora in grado di elencare una ad una tutte le parti del mio corpo ed almeno un motivo per cui non mi piacciono, ma semplicemente non lo faccio, perchè sto imparando a guardarmi allo specchio ogni giorno e volermi bene lo stesso. Mentre mi pettino alla mattina invece di guardare i segni della stanchezza o concentrarmi su quello che non mi piace mi sorrido, e so che è tutto quello di cui ho bisogno.
Non l'approvazione degli altri, non una vita fantastica, la prima cosa mi serve è l'amore di me stessa e io semplicemente me lo prendo.
Quest'anno mi ha dato così tanto, e l'ha fatto perchè la mia esperienza non è stata perfetta. Per quanto ci tenga a raccontarvi i momenti positivi che voglio ricordare, ci sono ovviamente stati anche quelli deludenti in cui mi sono sentita sola e lontana da tutto. Ma come ho letto da qualche parte, non impari ad essere forte finchè essere forte è l'unica scelta che hai. E io l'ho fatto, come tutti noi.
Se fossi finita in un posto in cui nel giro di una settimana ero piena di amici non avrei avuto bisogno di darmi una mossa e diventare più socievole. Avrei avuto un'anno più divertente? Sì, probabile, ma non sarei cresciuta, e questo vale con tutto il resto. Se avessi avuto la famiglia perfetta non avrei rimpianto la mia. Se fossi finita nel paese che mi fa completamente innamorare, non mi sarei innamorata dell'Italia. Non sono mai stata più patriottica di così, amo il mio paese in un modo che mai mi sarei aspettata. Sono fiera e grata di essere italiana, di venire dal paese più bello del mondo, e non rinnegherei mai la mia origine per nulla.
Se non avessi avuto continui problemi, non avrei imparato a darmi una mossa, rimboccarmi le maniche e risolverli. Oppure non risolverli, ricevere le conseguenze e una lezione. Se non mi fossi mai sentita sola non avrei mai capito il valore della vera amicizia. E' vero quando ti dicono che partendo scopri chi siano i tuoi veri amici perdendo gli altri, ma è anche vero che ora sono più decisa che mai a recuperare delle amicizie che avevo più o meno lasciato andare.
Quest'anno mi ha fatto crescere, cambiare. Sono ancora la ragazza che si lamenta per qualunque cazzata? Sì, ma quando ho un problema davvero mi rimbocco le maniche e lo risolvo, o almeno ci provo senza arrendermi. Sono ancora quella delle battute stupide, dei calzini con le tartarughe ninja, che si comporta da idiota nella quasi totalità del suo tempo ed è sempre in grado di dire e fare la cosa sbagliata al momento sbagliato? Sì, sono sempre io, ma con un bagaglio di esperienze diverso che non avrei potuto avere in un periodo di tempo così breve in nessun'altro modo.
Come posso lasciare il paese che mi ha dato tutto questo? Questa non è stata l'esperienza perfetta, ma è per merito suo che sono diventata ciò che sono adesso. Sono grata di avere avuto questa possibilità, e posso dire senza ombra di dubbio che è stata la decisione migliore che potessi mai fare. Quest'anno ha cambiato tutto, e continuerà a cambiare tutto anche in Italia, ma vorrei solo che non lo facesse ora, che avessi ancora tempo.
Non fraintendetemi, non voglio restare nelle Tri-Cities. Diciamocelo, non ho avuto molta fortuna a capitare nel mezzo del nulla, e ho perso il conto delle persone che mi hanno detto che sono dispiaciuti che ci siano così tanti exchange students bloccati qui.
Restare non avrebbe senso, la metà di quelli che conosco non ci sarebbe più, che tornino a casa o vadano al college, e io mi sentirei fuori posto. Non so nemmeno se voglio vivere in America un giorno, chi lo sa?
Ma non posso sopportare di lasciare tutto, questa ormai è la mia casa, e so che metà del mio cuore rimarrà sempre qui, bloccato in quest'anno. Non voglio dire addio a nulla, nemmeno le cose più stupide che fanno parte della mia vita e alle mia abitudini.
Ormai questa è la mia vita e quello che sono. Potrò tornare in Italia, ma sarò sempre un'exchange student. Non dimenticherò mai, porterò questi dieci mesi per sempre con me.
Avrò dei rimpianti, come li ho adesso, e mi sembra che il tempo rimasto per tutto quello che voglia fare sia troppo poco, ma questo mi ha insegnato che il tempo passa prima che possiamo rendercene conto, e dobbiamo solo buttarci.
Non sono perfetta, non metto in pratica tutto quello che dico, ma ci sto lavorando e per la prima volta sento che la mia vita è davvero nelle mie mani, sono piena di progetti e sogni e so cosa voglio da me stessa e dalla mia vita più chiaramente di quanto non abbia mai fatto.
Un'altra cosa di cui mi rendo conto è che nessuno di quelli che non sono partiti potra` mai comprendermi fino in fondo. E' stato un capitolo fondamentale della mia vita, ma tutte le persone importanti per me l'hanno perso e non potranno mai davvero rendersene conto. Sono sicura che ci sarà chi pensera` che il mio è stato un anno di vacaza, chi cercherà di sfruttarmi per i compiti di inglese e chi al mio ritorno mi avra` dimenticata, ma per qualche motivo questa prospettiva non mi fa ne caldo ne freddo.
Mi piace pensare che le cose andranno per il meglio ora che sono cambiata, ma per certi versi penso che il cambiamento he ho fatto rimarra` qui. Non potro` piu` abbandonare questa mia nuova visione del mondo e di me stessa, ma ogni tanto penso che tornando all'ambiente di cui sono partita anche io prima o poi tornero` a regredire, e questo mi fa paura.
Sono cosi` tante emozioni contrastanti che potrei stare qui a scrivere per la prossima settimana e probabilmente non mi spiegherei lo stesso come vorrei, ma c'e` almeno una cosa che so e che non posso ignorare, e cioe` che io non sarò mai più a casa. Potro` tornare in Italia, ma una parte di me rimarra` sempre qui. Non nelle Tri-Cities, ma in questo anno. E` questo il prezzo da pagare, e ne vale assolutamente la pena.
Mi manca Milano, sì, ma a giorni alterni l'idea di tornarci mi da una sensazione di claustrofobia. Conosco persone da tutti gli angoli del mondo, conosco una nuova lingua e nuove mentalità, sono entrata in contatto con altre culture e questo mi da solo voglia di continuare a viaggiare, di vedere cosa ci sia più avanti. Voglio viaggiare, imparare lo spagnolo, mi pento degli anni delle medie in cui non ho nemmeno fatto finta di imparare il Francese e sento il bisogno di vedere di più, di partire e scoprire altro. Sono fortunata e ho sempre avuto la possibilità di viaggiare, ma se penso agli anni scorsi nei quali dicevo ai miei genitori che non avevo voglia di vedere una città ma solo di stare a fare il bagno in qualche piscina di un villaggio turistico senza mai mettere il naso fuori mi viene voglia di prendermi a schiaffi. Penso a tutte le occasione che ho sprecato, ma ora almeno so che posso apprezzare la mia fortuna. Voglio andare in Africa a fare volontariato, mangiare sushi in Giappone, partecipare al carnevale in Brasile, andare in Corea anche se non ho la più pallida idea di cosa trovarci, vedere gli Universal Studios di Los Angeles, camminare sulla muraglia cinese, mangiare vero cibo indiano, fare surf in Australia e andare in tutti quei posti che non avevo mai sentito il bisogno di conoscere. Voglio sapere ogni lingua, andare in capo al mondo solo per vedere cosa ci sia e non limitarmi a farmi passare la vita davanti nell'appartamento milanese in cui sono cresciuta. 

Potrei scrivere per altre sei ore ma questo post è decisamente diventato troppo lungo, con questo cambio di discorso improvviso vi saluto. Grazie per i commenti e grazie alle ragazze che mi hanno contattata su facebook :)
-23 giorni

martedì 20 maggio 2014

The Lion King Blood Drive

Come credio di avervi gia` accennato la settimana scorsa abbiamo avuto la blood drive, ovvere una giornata a scuola in cui era possibile donare il sangue. Essendo in leadership ero tra le persone che hanno organizzato tutto e ho passato il giorno delle donazioni ad aiutare, dando cibo ai donatori, prendendomi cura di chi sveniva ecc. In piu` ho creato il design dellle t-shirt che tutto lo staff ha indossato, applaudetemi.
Mr Q. ci ha dato il compito di scrivere un essay sulla giornata, quindi in caso che vi interessi lo posto qui :)

The first thing I did for the blood drive was designing the shirts. We talked in class about the theme and I voted for the needles because I thought that nobody would have bought a shirt with Disney characters, but when Stefanie proposed to use the logo of the Lion King’s Broadway musical I liked it, so at home I sketched a design. I think it turned out pretty good, I am just a little disappointed because it took such a long time to decide the theme and then we almost didn’t order the shirts because not enough people bought them. It’s weird because a lot of donors asked me where they could buy them, we could have gained some money selling them.
I also wished we did something of what we planned, like use a safari theme or do something about the Lion King, or we could have at least played the movie’s songs during the drive.
The week before I helped the preparation making two posters. On wednesday, the day of the Blood Drive, I didn’t come to school at 6 with the first shift because I was absent the day before and I didn’t know we were supposed to be there that early. When I arrived to school I went to the gym to help, but then I had to go to my first and second period. During third hour I went back to the gym and helped how I could, giving food to donors waiting to go back to class and fixing some falling posters, but there were already a lot of people and I didn’t know what I was supposed to do.
When third period ended I had to go to my fourth period, but at lunch I went back to the gym and I stayed there for the rest of the day. I started checking people in the double red line, then I got assigned to the escorts. I went checking donors, asking if they were okay and if they needed water or something to eat and talking to the ones waiting in line trying to be positive and smile.
While some people were going to get lunch I stayed for a while at the desk signing out people that were going back to class. It was hard because a lot of names were misspelled (some of them really badly!) and they were not in order, so every time I was checking the list two or three times while more people had to wait.
After a while the situation got better, there were less people and I was just talking with them making sure they were okay. I had some trouble with kids that didn’t want to go back to class, one in particular was pretending to feel bad while I heard him two minutes before saying to his friend that he wanted to sit all day. He was laughing, talking and looked perfectly fine but it took a lot of time to make him leave, and even when I thought he went away I saw him again laughing with friends at the double red line. The problem is that we didn’t look like we had authorithy and kids that were just loosing time didn’t get in trouble.
After a while I was escorting students again and I found some people I know donating blood, so I was talking with tem during the donations trying to make them feel better and going around trying to help nervous people. The nurses were really nice, most of them were talking and joking with donors, I was positively impressed.
I kept talking with people and giving them food until two, when we started cleaning and taking off posters and chairs, than at 2:30 I left because my bus is the first one to leave.

Overall it was a nice experience, I’m glad that we got so much blood and I’m impressed to see how many brave students there are in this school. I couldn’t donate because I’m foreign, but even if I had the possibility I don’t know if I would have done it, I am really afraid of blood and needles and I would have panicked. I’m sure that I would have passed out, and I was surprised to see few people having a negative reaction, I had to convince a lot of them to sit for some minutes because some didn’t even wanted to rest. I really like this kind of school activity and I wish that we had them in Italy too.

mercoledì 7 maggio 2014

Prom

Questa domenica ho avuto il prom, senza dubbio uno dei ricordi migliori di questa esperienza. Nell'ultimo post mi lamentavo di non avere un date, ma alla fine ho ricevuto una proposta anche io.
Carla è stata invitata venerdì scorso da Tristan, un ragazzo che non conosceva. Ci siamo rimasti un po' tutti stupefatti, ma a giudicare da come si comporta credo fosse interessato a lei da un po' e abbia solo colto l'occasione quando Andre stava cercando un date per lei tra i suoi amici. Larry ha chisto ad Aurelienne, Stefanie è andata con il suo ragazzo Aaron, ad Ive ha chiesto Levani, Isaac ha invitato Megan, Timo una ragazza carinissima di nome Valentina e io a una settimana e mezza dal prom ero ancora senza un ragazzo che mi ci portasse, che novità <3
Era da un sacco di tempo che tutti mi dicevano che Andre voleva invitarmi, ma non l'aveva ancora fatto. Venerdì sera ero a casa e Carla mi scrive dicendomi che lui lle aveva scritto di avere trovato un date per me. L'ho contattato e lui ha confermato, ma non voleva assolutamente darmi dettagli in più quindi non sapevo se parlasse di sè stesso o se mi avesse effettivamente trovato un ragazzo a caso come aveva fatto con Carla. Tra l'altro mi fa "He bough you flowers" allegando la foto di un mazzo di rose. Io a quel punto non sapevo se ridere o come reagire, qual'è la parte che gli sfugge nel concetto di sorpresa?
Per chi non lo sapesse, di tradizione l'invito al prom dovrebbe essere una sorpresa fatta in qualche modo originale, per esempio Tristan per Carla aveva scritto "prom?" su delle palline da tennis e Larry si è infiltrato in camera di Aureliane e gli l'ha lasciato scritto in post-it per tutta la stanza.
Comunque lunedì mentre ero a Tennis è arrivato Andre e mi ha dato i fiori, how unexpected

La luce fa un effetto inquetantissimo sulla sua faccia, giuro che non ha un aspetto così satanico dal vivo hahaha

Comunque chiessenefrega anche se non è stata una sorpresa, alla fine è era un gesto carino lo stesso. A quel punto avevamo una settimana per biglietti, affittare il tux e tutto il resto. C'è stata la spirit week, conclusa il venerdi` con l'iniziativa "Every 15 minutes". Secondo delle statistiche ogni 15 minuti qualcuno muore per guida in stato di ebrezza e la giornata serviva a sensibilizzarci sull'argomento. Sono venuti dei poliziotti a parlarcene, abbiamo fatto un'assemblea alla quale hanno partecipato anche delle famiglie di vere vittime e i senior che si erano iscritti all'iniziativa potevano "morire" in qualunque momento della giornata: durante le lezioni entrano dei ragazzi con una barella, un ragazzo vestito da morte con falce e tutto e una ragazza che legge un breve discorso su di te e sulla tua morte, poi ti mettono sulla barella e ti portano via. I senior "morti" venivano truccati da scheletri e vagavano tutto il giorno con tuniche nere per la scuola, ogni 15 minuti ne moriva un tot e alla fine delle lezioni ce n`era in giro un numero impressionante.

Il ragazzo di spalle in piedi e` morto durante fotografia, la ragazza a sinistra stava leggendo il discorso

Finita la giornata ho iniziato la preparazione per il ballo di sabato saltando tennis e andando a farmi le unghie con Carla. La sera ho cercato con Ashley qualche pettinatura su internet e abbiamo fatto qualche prova di make up, incluso un viaggio da target durante la notte a cercare uno smalto che si abbinasse con il suo vestito.
Sabato mattina io ed Ashley siamo andate al mall per farci i capelli e per prendere scarpe e un reggiseno senza spalline per il vestito, ma visto che una messa in piega costava qualcosa come 50 dollari abbiamo deciso di provare a fare da noi. Ashley mi ha fatto i capelli in una specie di treccia che passa attorno alle testa con ciocche di capelli che ci passano attraverso (grazie tutorials di youtube <3), li avrebbe anche arricciati ma non c'era tempo.
Ho avuto appena il tempo di truccarmi e infilarmi il vestito, poi alle quattro Andre è arrivato, abbiamo fatto qualche foto che Paula e Dave non mi hanno ancora passato e poi siamo andati a casa sua. Abbiamo fatto qualche altra foto, poi ci hanno raggiunti Carla, Tristan, Larry e Aurelienne e siamo montati in macchina per andare a cena, io, Carla e Andre nella macchina di Tristan (gran bella macchina) e gli altri sul truck di Larry.

 Andre, io, Carla e Tristan

Sulla strada per il ristorante avevamo la musica così alta che la macchina vibrava e stavamo urlando e ridendo come idioti, uno di quei momenti in cui ho un amore infinito e incondizionato per i miei amici, bell'inizio di serata. Arrivando invece di entrare siamo andati sul fiume ed abbiamo fatto altre foto. Lo so, gli americani sono fissati hahaha

 Io, Carla, Aureliane, checcarine <33

 Qua non sono bene sicura di cosa stesse succedendo hahaha


Avrei una tonnellata di foto carine da postare e un'altra tonnellata di foto idiote, chi le volesse vedere le cerchi su facebook :)
Comunque poi finalmente siamo entrati al ristorante e devo dire che sono rimasta impressionata, era gigantesco e con una bellissima vista sul Columbia river. Abbiamo mangiato sotto gli occhi di rimprovero delle cameriere che vedevano Larry disegnare con i pastelli per i bambini e tutti non comportarsi affatto nel modo adatto a un ristorante di classe haha
Il cibo era buonissimo e ho il sospetto che fosse anche un bel po' costoso, comunque è stata una cena fantastica.

Cuteee <3

Dopo la cena siamo passati da casa di Stefanie a prendere il resto del gruppo che comprendeva Ive e Levani, Stefanie ed Aaron, Megan e Isaac, Ashley e Cleveland e le amiche di Megan.
A quel punto siamo andati al Toyota Center dove si teneva il ballo, siamo entrati e io e Andre abbiamo fatto una coda infinita per fare la foto ufficiale.


Durante la fila ho intravisto un sacco di persone che conosco, prof e amici e c'era un'atmosfera bellissima, con tutti che continuavano a farsi i complimenti a vicenda e dirti quanto sei bella e ti stia bene il vestito, poi fatta la foto siamo finalmente andati a ballare.
E' stato divertente, davvero una notte indimenticabile. Ballare con Andre non è stato imbarazzante come mi aspettavo, nemmeno durante i lenti. E' stato davvero dolce, anche se ovviamente non ha rinunciato a fare l'idiota. Ad esempio ad un certo punto essendo caldo lui e Larry si sono tolti la camicia rimanendo con il gilet e il papillon, giuro che sembravano due spogliarellisti. Il bello è che in qualche modo dopo di questo Larry ha perso la camicia, che non era sua ma in affitto con il resto del completo. Avreste dovuto sentire sua mamma strillargli contro al telefono a pranzo hahaha
Abbiamo ballato fino alle 11, poi il ballo è finito e siamo andati a casa di Andre a vedere un film. Eravamo io, Andre, Carla, Tristan, Larry, Aureliane, Timo, Valentina e Levani. Arrivati tutte le ragazze hanno iniziato a levarsi scarpe e vestiti scomodi e chiedere magliette in prestito ad Andre, fino a quando non siamo finite praticamente tutte vestite con la sua roba haha

Dal basso Levani, Valentina (unica ragazza a non indossare vestiti di Andre), Timo, Carla, io, Aureliane e Tristan

Abbiamo iniziato a vedere uno dei Rec, un film "horror" spagnolo orribile senza trama a cui non ho prestato attenzione per mezzo secondo, parlando tutto il tempo con Levani seduto accanto a me. Parte tra una settimana e mezza ed è eccitatissimo di tornare a casa, proprio non lo capisco.
Era così strano pensare che è stato l'ultimo ballo... Ho ancora qualche settimana di scuola, la graduation, e poi? Ormai mi riesce difficile immaginare una mia vita senza queste persone.
Comunque quando il film non era nemmeno a metà è arrivata la mamma di Andre preoccupatissima perchè erano le due di notte e aveva detto a Paula che mi avrebbe riportata a casa alle 12. Mi sono stupita perchè non mi aveva detto che avessi un coprifuoco e non le interessa mai quando torno a casa, ma visto che stava dando di matto sono stata costretta a chiamare Paula mel cuore della notte, svegliandola. Andre e la sua host mum mi hanno riaccompagnata a casa, l'ho ringraziato per la serata e sono andata a letto.
Domenica mattina dopo avere subito la sfuriata di Paula sono stata informata del fatto che abbiamo una chiave di riserva in una scatolina a combinazione vicino alla porta del retro. Grazie per avermi informata a maggio, davvero.
Comunque è stata una serata bellissima, dalla cena al film, un po' meno nel momento di panico della mamma di Andre haha
E' stato molto più bello dell'homecoming, forse perche` avendo un date e` stato un po' piu` "tradizionale", forse perche` il fatto che tutti fossero eleganti rendeva tutto surreale o perche` ci sono andata con un sacco di amici, comunque e` stata una serata indimenticabile. E` stranissimo pensare a come l'idea dei balli scolastici mi sembrasse cosi` americana ed emozionante all'inizio dell'anno mentre adesso e` la normalita`. Ricordo come all'homecoming ho conosciuto Larry e avevo appena iniziato a legare con Shuyler (allora il date di Carla), due persone senza le quali sarebbe difficile immaginare la mia esperienza. E questo era il mio ultimo ballo, stop. Il mio sogno Americano e` quasi finito. Non posso capacitarmene.

sabato 26 aprile 2014

Pasqua, preparazione al Prom e cose varie

In questo momento dovrei stare preparando un progetto per leadership o correggere il mio monologo per Drama. Ma hey, procrastinare è bello.
E' il 26 Aprile, sono qui da più di otto mesi e me ne rimane solo uno e qualche giorno da passare qui, non voglio essere ripetitiva ma davvero questa cosa mi spaventa. Se prima di Natale i mesi passano velocemente, da Gennaio in poi non riesci nemmeno a renderti conto del tempo che passa da quanto va veloce. Ieri ero nell shop con Alinda a cercare una palla per fare una partita di pallavolo e mi è impovvisamente tornata in mente la prima volta che ci avevo messo piede, il mio secondo giorno qui. Stavo aiutanto Paula a pulire cercando di socializzare, lei mi mostrava qualche vecchia foto di famiglia e io mi guardavo intorno stordita chiedendomi cosa diavoli ci faccia una specie di garage senza macchine nel loro backyard, soprattutto visto che è due volte più grande del mio appartamento a Milano. Non capivo perchè lo chiamassero shop, e se devo essere sincera non lo so ancora hahaha
Se penso che sono passati otto mesi mi vengono le vertigini. Mi ricordo quando verso Dicembre ci andavo per prendere il gelato al peppermint dal freezer gigante, la volta che sono scivolata sul ghiaccio cercando di riaprire la porta sul retro distruggendomi l'osso sacro, ricordo quando prima che iniziasse a fare freddo ci andavo per prendere la bici e quando mezza congelata ho deciso che non l'avrei mai più toccata fino a Marzo.
Mi sembra che lo spring break fosse due settimane fa, e invece ho già superato Pasqua ed è quasi Maggio. Una settimana esatta al prom, poco di più alla graduation e all'arrivo della mia famiglia, un mese a New York e poi all'Italia.
Pasqua non è stata particolarmente strana o sorprendente, mi sono resa conto il giorno prima che fosse così vicina e non abbiamo fatto nulla di speciale. La sera prima io e Alinda abbiamo tinto le uova come di tradizione, poi il giorno dopo la messa abbiamo fatto una cena (alle quattro di pomeriggio...) con i parenti e abbiamo "cercato" i cestini in giardino. 

 Italian pride <3 (Non fate caso alla mia mano deforme)

La tradizione americana vuole che a pasqua ci sia una egg hunt, ovvero si cercano i cestini con gli ovetti di cioccolato nascosti in giardino, e spesso oltre al cioccolato ci sono dei regali. Io avrei partecipato alla caccia volentieri, ma quando avevo appena iniziato a cercare il mio cerstino Paula me l'ha indicato ed è tornata in casa. Grazie per avermi negato il mio infantile divertimento.
Conteneva un coniglietto di cioccolato e qualche barretta di cioccolato, il tutto finito nel giro di due giorni <3
A scuola va tutto bene, sto cercando di migliorare un po' i miei voti e ci sono riuscita senza troppi sforzi. Il problema della scuola qui è che è così facile che non ti fa assolutamente venire voglia di impegnarti, praticamente ti invoglia a fregartene. Perchè dovrei studiare per un test se tanto mentre lo faccio posso vedere gli appunti e prendere lo stesso voto di chi non li ha mai letti prima? A che mi serve sforzarmi in un progetto se prende A anche chi l'ha chiaramente fatto in cinque minuti?
Quindi tendo ad avere la media della B, più che altro perchè quando consegno i compiti prendo A, ma spesso non ho voglia nemmeno di iniziarli. Shame on me, ma tanto in Italia dovrò studiare per tutto quest'anno lo stesso, e praticamente qui non ho classi utili.
Una cosa di cui sono un sacco orgogliosa è che tra due settimane avremo la blood drive, ovvero una raccolta di sangue a cui gli exchange students europei non possono partecipare per motivi medici che non so spiegarvi. A leadership stiamo organizzando tutto, il tema sarà il Re Leone, avremo corridoi decorati a tema safari e un sacco di cose carine. E indovinate chi ha creato il design per le magliette che indosserà tutta la scuola? Esatto, l'italiana più creativa del West. Applaudetemi.
Ho preso il manifesto del musical di Broadway e l'ho cambiato per non farci avere problemi con il copyright, rendendo il disegno un po più "affilato" e cambiando la criniera, poi ho aggiunto una siringa che il leone stringe tra i denti. Applausi, prego.
Ma parliamo del Prom, che per chi non lo sapesse è il ballo di fine anno, solo per Juniors e Seniors. Ho vestito e scarpe ma mi manca un date, ovviamente. Aureliane va con Larry, Timo con una ragazza nella nostra ex classe di Us History, Shuyler si è fidanzato poco fa, Marissa va con un sophomore (ma lei è una Junior, quindi è okay), Ive con Levani, Megan con Isaac, Ashley con Cleveland e Carla va con un ragazzo che non conosce che gliel'ha chesto due giorni fa hahaha
Io ovviamente rimango forever alone, che bello. Non mi ricordo se vi avessi mai detto che Stefanie ha un ragazzo più o meno da Natale, ma comunque lui non le ha ancora fatto la proposta.
Tutti mi avevano detto che Andre voleva chiedermi, ma non l'ha fatto. Ieri ha scritto a Carla dicendole che ha trovato un date per me (ha trovato anche il ragazzo con cui va lei) e io gli ho chiesto spiegazioni. Lui si è rifiutato di dirmi di chi si trattasse, ma mi ha detto che ha comprato dei fiori, di cui mi ha mandato una foto. Grazie per avermi rovinato la sorpresa.
Ho avuto la sensazione che stesse parlando di se stesso, anche perchè quella nella foto sembrava la sua cucina, ma non sono sicura. Andrei con lui ma non sono poi così entusiasta, ultimamente (diciamo pure da sei mesi a questa parte) si comporta un po' in modo fastidioso, ma vabè. Quando vuole è simpatico, speriamo in bene. Con la fortuna che mi ritrovo se è davvero un'altro ragazzo probailmente è obeso e puzza, oppure è uno stupratore.
Incrociate le dita per me.
bye!

mercoledì 19 marzo 2014

#springmakesmehappy

In queste giorni sono felice senza un motivo preciso. Sarà che i sophomores stanno facendo un qualche tipo di test e quindi si entra a mezzogiorno, sarà che finalmente è primavera, ma arrivo a scuola piena di amore per il mondo e torno appena prima di cena a casa stanca e contanta della mia giornata.
Ieri sono entrata a scuola alle 12, sono andata in cafeteria e ho abbracciato a caso Larry e Carla, poi sono rimasta di buon umore per tutta la giornata. A drama hanno recitato un pezzo di Romeo e Giulietta un po' alla cazzo di cane e invece di essere drammatico stavamo tutti praticamente piangendo dal ridere, poi invece di andare a tennis sono andata con Marissa ed Erin a caccia di un vestito per il prom. Il negozio era pieno di cose improponibili che sono stata costretta a provare, con Erin che cercava di convicermi di quanto il viola mi stia bene (...)

 Tentativo di selfie sfocato e fallitissimo, con Erin che guarda altrove e Marissa con una faccia rotondissima

Visto che facevano tutti un po' schifo siamo passate da Macy's e ho preso il vestito che avevo visto questo weekend nella mia incursione al mall con Carla e Stefanie, ovvero questo:


Dite quello che volete, a me piace troppo. Ora devo solo trovare un ragazzo con cui andarci, lasciatemi piangere in qualche angolo.
Visto che sto infilando in questo post cose completamente a caso lasciatemi parlare di St. Patrick's Day, giorno che non ho davvero idea del perchè venga festeggiato dagli americani. Il bello è che un sacco di gente a scuola mi ha chiesto se ce l'abbiamo anche noi in Europa
...vedi un po' tu, è una festa Irlandese...

boh, americani.
Comunque per qualche motivo che non mi è dato sapere quel giorno hanno fatto con i ragazzi la stessa cosa che hanno fatto a San Valentino con le ragazze, ovvero hanno ricevuto un quadrifoglio con il loro nome e foto e non erano autorizzati a parlare con individui di sesso femminile al di fuori delle lezioni. La prima ragazza che riusciva a farsi parlare tra un'ora e l'altra o a pranzo aveva diritto a prendere il loro "cuore" a forma di quadrifoglio, è stata una giornata divertente e io sono riuscita ad ottenere quello di Shuyler che ho appeso al muro di camera mia come trofeo.
In generale un po' tutte queste giornate sono divertenti, dopo tennis di solito vado con Carla a magiare al bomber's store o cazzeggiamo un po' in auditorium fingendo di allenarci, mi sto riavvicinando tantissimo sia a lei che a Stefanie e mi fa piacere.
Domani, giovedì, c'è il primo match di tennis contro Hanford (scuola rivale) ma non posso andarci perchè mi manca un allenamento e mi sono infortunata il polso. E' tutto doloroso, dall'aprire una lattina a qualunque cosa che implichi stringere un oggetto con la mano destra, ma non mi arrendo e continuo tennis come posso, ovvero male.
Oggi dopo l'allenamento sono partita con Carla in missione da Albertsons perchè le era improvvisamente venuta voglia di doritos (<3), direi che il nosro piano per dimagrire sta funzionando...
Però chissenefrega, tutte queste piccole cose dopo scuola mi fanno contenta, cazzeggiare al sole mi fa piacere. Dopo un inverno da -20 amo la luce fino a tardi, lasciare a casa la giacca e il tempo da maglietta e pantaloncini, riesco a quasi a sentire l'estate e mi piace così tanto che l'avvicinarsi di Giugno non è poi così spaventoso.

venerdì 21 febbraio 2014

I got a crush on bipolarism

Diciamocelo, questo periodo fa un po' schifo.
Non ho mai voluto parlare dei miei problemi qui, ma mi rendo conto che non facendolo non sto davvero raccontando tutti gli aspetti di questa esperienza. Quindi lasciatemelo dire: questo periodo fa un bel po' schifo.
In realtà non sono triste o homesick, ma il problema è che la grinta iniziale è sparita da un pezzo senza essere sostituita da un'altra emozione positiva. Sono in un momento di vuoto: non sono felice, non sono triste, non sono soddisfatta e questo posto sta anche iniziando a deprimermi. So che pensando negativo non posso fare altro che peggiorare la situazione, ma mi sembra che tutto quello che possa andarmi male sia concentrato su di me. Perchè sono capititata in uno stato sfigato, in una città in cui nemmeno ci sono gli alberi e che ti fa tristezza a guardare anche solo da google maps, in cui non c'è nulla da fare, in una scuola piena di studenti poco amichevoli, in delle classi con quasi nessuno di simpatico e in una famiglia ospitante che non sento affatto mia?
In questo momento sono sul letto di Alinda e non so bene come sentirmi, la metà della famiglia che avevo visto il giorno del ringraziamento starà qui tre giorni e ho speso tutto il pomerggio a passare a singhiozzo dal salotto a camera mia, andando di là cercando di socializzare per poi arrendermi. Ora mi tocca dormire qui e I'm kinda scared, perchè ho appena trovato un paio di forbici sotto un cuscino. Perchè una bambina di otto anni dorme con delle forbici nel letto?
Comunque. Questa è stata una settimana abbastanza piena, sono andata lunedì a farmi le unghie con Erin e Marissa e nei giorni seguenti sono uscita ma non mi ricordo più con chi, fare qualcosa durante la settimana è davvero una conquista. Inoltre questa era la spirit week per il Tolo (ballo di San Valentino), il tema era una sorta di sfida tra sessi che prevedeva per le ragazze vestiti da cowgirls, rosa, glitter, fiocchi e in generale tutto ciò che non metterei mai.
La classe di leadership sta iniziando a piacermi un sacco, organizziamo tutte le attività che ho sempre adorato di questa scuola, ad esempio questa settimana abbiamo messo in piedi "I got a crush on you". Mi spiego, qui c'è una bibita tipo fanta chiamata "crush", che in inglese vuol dire anche cotta. Con questo gioco di parole abbiamo organizzato un'iniziativa: per un dollaro puoi comprare una lattina di crush e dedicarla a qualcuno, a cui arriverà un una busta di carta durante le lezioni con scritto "I got a crush on you" e una poesia; chi la riceve può pagare un altro dollaro per sapere chi l'ha mandata e spedire come risposta un "hug" o un "kiss" (cioccolatini americani). Abbiamo fatto tutto dal scegliere dove comprare le lattine al consegnarle, e tutti i soldi sono andati in beneficienza.
Il giorno delle consegne tutta la classe si è divisa per la scuola con qualche busta, io e Cameron (ragazzo con cui ho leadership e american lit) ci siamo avviati verso la libreria e abbiamo iniziato a cercare la prima ragazza della mia lista, una missione impossibile che mi ha fatto perdere un quarto d'ora.
Giovedì, giorno prima di San Valentino, c'è stata un'iniziativa ridicola quanto divertente, della quale mi sono già scordata il nome. Alla seconda ora ogni ragazza della scuola ha ricevuto un cuore come quello in foto, dovevi mettertelo al collo e smettere di parlare ai ragazzi, se non durante le lezioni. Se nei corridoi tra un'ora e l'altra o a pranzo un ragazzo riusciva a fare in modo che gli rivolgessi la parola, eri obbligata a dargli il tuo cuore. Visto che tra di loro c'è una specie di competizione a chi ne guadgna di più, un ragazzo della mia classe di leadership mi ha detto che l'anno scorso cadeva apposta addosso alla gente in modo che qualcuno gli dicesse qualcosa come "Oddio scusa, stai bene?" e ottenere il loro cuore, hahaha
Io ho ricevuto il mio durante psicologia e ci ho scritto dietro "Whoever you are, I don't like you anyway" mentre Sunbal disegnava un burqua/macchia nera dalle sembianze terroristiche sulla sua faccia. E comunque avevo ragione, perchè in meno di dieci minuti il mio cuore era già andato. Ho fatto in tempo a uscire da psychology, scendere le scale e dirigermi verso leadership, quando fuori dalla porta vedo il ragazzo della sicurezza, quello a cui non ho mai rivolto la parola e del quale Erin era follemente innamorata. Boom, andato.
Non so voi, ma se il ragazzo della sicurezza ti chiede qualcosa con aria serissima io mi sento obbligata a rispondere, nemmeno credevo che potesse prendere il mio cuore non essendo un studente! Però mi sbagliavo, come evidentemente hanno fatto una decina di altre ragazze a giudicare dalla vasta collezione di cartoncini rosa che mi sono accorta troppo tardi pendevano dal suo collo.


Venerdì invece era San Valentino e abbiamo avuto assemblea, quindi quelli di leadership saltavano il secondo periodo per andare ad aiutare a preparare la palestra. Il tema dell'assemble era "battle of the sexes" e il nostro compito sarebbe stato tirare giù i bleachers (come si chiamano in italiano?), ma io non ho fatto nulla tutto il tempo <3
Appena prima dell'assemblea però mi hanno mandato fuori dalla palestra a indirizzare le ragazze nella porta giusta della palestra, io e Cameron avevamo dei cartelli gigantesci che il vento continuava a strapparci di mano, una fatica assurda. Adesso so come si senta una bandiera.
L'assemblea era davvero strana ma divertente, era diretta da dei personaggi in stile Alice nel paese delle meraviglie compreso un imbarazzante ragazzo-bianconiglio in shorts rosa, orecchie pelose e orologio in cartone attaccato al collo. E' stato lui a darmi il cartello e a spiegarmi cosa fare quando dovevo spedire le ragazze nella parte giusta della palestra, e aveva una faccia così seria con le sue orecchie pelose e i baffi disegnati che mi sono dovuta trattenere a forza per non ridere hahaha
C'è stata una competizione di ballo in cui devo ammettere che i ragazzi ci hanno stracciato, avevano una coreografia perfetta con tanto di salti mortali, ragazzi senza maglietta (<333), finte scosse elettriche e passi perfettamente coordinati con la musica, davvero bello. Dopo ci sono stati dei giochi a di poco imbarazzanti, come la sfida del burro di noccioline. 
In pratica c'erano tre lastre di plastica trasparente con del burro di noccioline nello stesso punto alle due estremità, un ragazzo e una ragazza per ogni lastra; il vincitore era chi finiva il burro di noccioline per primo. Provate a immaginare la scena dei ragazzi che allo stesso momento devono leccarlo da un quadrato d plastica trasparente  di fronte a tutta la scuola.
Io ridevo come un'idiota e continuavo a riperere a Marissa "What's wrong with America?"
hahaha sul serio, a chi diavolo è venuto in mente?
Dopo l'assemblea siamo tornati in classe, ma durante il giorno non si riusciva a fare molto perchè i valogrammi continuavano a interrompere le lezioni. I valogrammi, sempre organizzati da i ragazzi di leadership, sono messaggi sonori che per 5 dollari (tutto in beneficienza!) potevi comprare la settimana prima di San Valentino e dedicare a qualcuno. I ragazzi di coro, divisi in gruppetti, bussano alla porta di una classe, mettono una sedia al centro in cui chi riceve il messaggio deve sedere di fronte a tutti e cantano per lui la canzone che gli ha assegnato chi ha comprato il messaggio, di solito cercando di rendere la cosa il più imbarazzante possibile. Ho avuto un mezzo attacco cardiaco quando a letteratura abbiamo avuto un valogramma per Mrs. Hatcher e Stefanie, che fa parte del coro, si è messa a cantarle "Stereo Hearts" nel modo più smielato possibile hahaha

Comunque dopo scuola sono andata a casa, iniziando la lunga preparazione per il Tolo, ballo di San Valentino. Non volevo andarci essendo senza un date, ma tutti i miei amici hanno insistito, quindi ci sarei andata lo stesso. Ci sarei andata. Se non fosse stato per la cena a sorpresa di due ore e mezza per il compleanno di Dave.
Non puoi semplicemente non andare alla cena di compleanno del tuo host dad, soprattutto se i parenti arrivano praticamente dal Canada per partecipare. E io, povera illusa, che pensavo fosse una cosa veloce, sono invece arrivata a casa venti minuti prima del ballo, senza avere nemmeno iniziato a prepararmi. E la sala in cui si teneva il ballo era almeno a un quatro d'ora di macchina.
Quindi no, niente Tolo. E mi dispiace, ma d'altronde non c'è andato quasi nessuno.

Btw, ho iniziato il post pensando a quacosa e l'ho finito una settimana e mezzo dopo raccontando qualcos'altro, come sempre. Le cose vanno meglio per certi punti di vista, ma c'è un particolare problema di salute che non mi da tregua riempiendomi di stress. Quello che però davvero non riesco a togliermi dalla testa è lo scorrere del calendario. Come può essere il 21 febbraio? Sul serio, febbraio? Tra due giorni saranno sei mesi in America. Non riuscirò mai a rendermene conto, non voglio pensare al tempo che mi rimane, non ce la faccio.
In America e dall'Italia tutti mi chiedono se voglia tornare a casa, se mi manchi Milano. 
Certo che mi manca la mia città. Mi manca la libertà di poter salire su un tram e andare dove voglio senza dovere chiedere un passaggio, mi manca passare davanti al Duomo due volte al giorno, o anche tre nei giorni in cui torno a casa più tardi e la sfumatura arancione del tramonto lo rende spettacolare. Mi manca la pizza vera, i miei amici, mio fratello, i corridoi colorati del brera, un sabato sera al Rattazzo, i pomeriggi in centro. 
E di sicuro non dico che voglio restare qui per sempre perchè una vita nella desolazione delle Tri-Cities non è esattemente nella top five delle mie aspirazioni, ma non voglio nemmeno partire. Ci ho messo tantissimo a costruirmi una nuova vita con fatica, delusioni e tanti momenti di sconforto. Non voglio andarmene ora che Marissa mi chiama la sua migliore amica, ora che a pranzo se non ho voglia di mangiare a scuola ho amici con cui posso andare da Taco Bell, ho qualcuno da chiamare nei weekend per uscire e anche durante la settimana non sono più sempre chiusa in casa, mi trovo bene con Ashley, sono migliorata tantissimo in inglese, ho delle classi che finalmente mi piacciono.
Mi ritrovo seduta sulla moquette beige di camera mia facendo i compiti di government mentre parlo con Marissa al telefono dell'ultima cattiveria del suo ragazzo, faccio distrattamente i compiti di government e nel frattempo messaggio con qualcuno organizzando qualcosa per il giorno seguente, e mi rendo conto che non sono pronta per lasciare tutto questo, non sono pronta e non lo sarò mai. 
Dopo la solitudine iniziale, la sensazione che non riuscirai mai a inserirti e la noia del non avere mai nulla da fare sono arrivata a un momento in cui ho tanti amici, tante cose da fare, e di conseguenza tutto va meglio, dal mio inglese al mio umore, e non voglio lasciare tutto questo. E se non lo voglio ora figuriamoci a giugno, quando le amicizie si saranno fatte più strette e avrò conosciuto più gente!
Eppure, anche se mi proponessero una sola settimana in più da passare qui la rifiuterei. Le estati sono sempre stata la parte più bella della mia vita, e se c'è qualcosa che mi consola dal pesiero di partire è l'idea di andare al mare e rabbracciare i miei amici là.
E' una sensazione dolceamara, e anche se so che iniziare a preoccuparsi ora è inutile non posso fare a meno di avere una vertigine ogni volta che devo scrivere la data su un test o afferro il cellulare. Per questo per ora il mio obbiettivo è solo godermi ogni momento che mi rimane, e fare di questi mesi restanti quelli che ricorderò per sempre.