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venerdì 11 aprile 2014

Isabella ha fortuna in fatto di coordinatori

Ho scritto questo post di getto solo per sfogarmi e sono stata molto indecisa sul se pubblicarlo davvero o meno. Non scrivo quasi mai cose negative ma questo non vuol dire che non succedano, la mia esperienza non è solo farfalle e arcobaleni, non lo è per nessuno. Ma anche questo ne fa parte quindi ho deciso di pubblicare :)
 
Ciao ragazzi
Vi scrivo di una giornata triste perchè ho bisogno di sfogarmi. Vi ricordate quando vi avevo detto quello che è successo con la mia prima cordinatrice locale, quella che per mesi ha mandato report falsi alla mia famiglia e alla WEP quando in realtà non l'avevo mai vista, se non il giorno in cui è venuta a scuola per incolparmi di tutto? Dopo di quello che vi avevo racconato, verso gennaio mi era stata cambiata e ne ho ricevuta un'altra. E' venuta a scuola ed è stata carinissima, mi ha detto di chiamarla quando volevo a qualunque ora, che sarebbe venuta a vedere come stavo 1-2 volte al mese e che voleva conoscere la mia host family. Peccato che poi sia scomparsa anche lei.
Mi sono ritrovata ad Aprile ad avere visto una coordinatrice locale una volta sola, quindi ho scritto alla WEP che ha chiesto spiegazioni alla ISE. Oggi mentre ero a fotografia vengo chiamata in segreteria e ci trovo la coordinatrice, che inizia a tirare fuori scuse traballanti sul perchè non si sia mai fatta sentire, del tipo "ma la tua host mum non ha mai risposto alle mie chiamate".
Non credo proprio, lei vive sul suo telefono. Lo guarda mentre mangia, mentre guarda la tv, mentre è ferma al semaforo, sempre. E comunque cosa c'entra lei? E' me che dovrebbe provare a chiamare! Poi ha detto che ha troppi ragazzi a cui badare, era occupata e bla bla bla.
Fattostà che abbiamo iniziato a parlare, e senza motivo a un certo punto sono crollata e mentre parlavo della mia host family sono scoppiata a piangere. Non ho mai voluto scrivere qui dei miei problemi con loro per non mancare di rispetto a nessuno, ma chi vuole avere un chiarimento è libero di contattarmi, sappiate che non ho grandi problemi e non voglio cambiare famiglia ma le cose non vanno benissimo.
Non so bene cosa sia successo, anche perchè non sono una persona che piange facilmente ed ero di buon'umore quella mattina. Sono arrabbiata perchè avrei voluto che ci fosse un coordinatore che ad ascoltarmi e aiutarmi invece di dire dire ad Aprile "mi dispiace tesoro, avremmo potuto agire prima", che mi avesse spiegato come funziona la scuola americana prima che dovessi capirlo da sola prendendo F per dei compiti fatti che non sapevo di dovere restituire, con delle materie che non riuscivo a cambiare e prof poco comprensivi. Sono arrabbiata perchè ogni tanto sono felice e ogni tanto mi sembra che tutte le cose sbagliate che possano succedermi capitino sempre. Ero così arrabbiata che dopo che mi ha lasciata andare sono andata in bagno e ho continuato a piangere, poi mi sono sciacquata la faccia e sono tornata in classe. Gli sbalzi di umore sono tipici degli exchange student, ma a me non era mai successo, non me lo aspettavo e non so da dove sia venuto.
Dopo fotografia era ora di pranzo e il programma era di prendere un hamburger ai bombers con Carla e Stefanie, ma dopo un po' di minuti Stefanie non arrivava e visto che è venerdì (un pranzo solo, millemila studenti ovunque) e lo store è abbastanza lontano abbiamo detto ai ragazzi al tavolo di mandarcela appena arrivava in modo da evitare la coda. Lei ha detto di essere arrivata al tavolo un minuto dopo, ma quando ha iniziato con i messaggi acidi stavamo già mangiando. 
Qualcuno con cui ho le prossime due ore arrabbiato con me era proprio quello che mancava alla mia giornata, che bello. Ha rifiutato di raggiungerci e si è fatta portare il pranzo, che ovviamente abbiamo pagato noi. Comunqe ero di un umore pessimo e non me ne fregava nulla.
 Ad American Lit mi sono seduta vicino a Erin invece che al mio posto accanto a Stefanie, e appena mi sono seduta lei mi guarda in faccia e fa "Should I be worried about you committing suicide?" "No it's just a bad day, life is horrible" "How can life be horrible when you're Italian?"
♡♡♡
hahaha la adoro. Poi abbiamo iniziato a parlare con Alissah che mi ha detto di andare da lei se ho qualche problema, sua sorella è partita per il college e quindi ha un letto libero, che tenera. Il mio umore è migliorato, ma sono ancora così così. 
Adesso cerco di organizzare qualcosa da fare per domani, non ho voglia di dilungarmi su pesieri negativi. Passo e chiudo.

mercoledì 15 gennaio 2014

Grossi problemi e pensieri a casaccio

Dopo essermi sparata quattro puntate di Breaking Bad insieme a una pepsi ed essere passata alla seconda stagione nel giro di due giorni, mi metto a scrivere per impedirmi di finire la serie prima di lunedì.
Prima, mentre cazzeggiavo su facebook mi è sbucata sulla home la foto di una mia compagna di classe, per noia ho sfogliato un po' le sue foto e mi sono ritrovata a fare un giro sui profili di amici della mia scuola italiana. Vedendo una persona tutti i giorni è difficile accorgerti dei suoi cambiamenti, ma quando apri una foto e noti che quel ragazzo che non vedi da giugno si sta facendo crescere la barba, una conoscente ha tagliato i capelli corti o un'amica ha un nuovo piercing fa davvero un effetto strano.
Prima di partire, nel momento in cui devi dare un momentaneo addio a tutte le persone che hanno fatto parte della tua quotidianità continui a ripeterti che quando torni sarà tutto come prima, ma ci vuole qualche mese prima di renderti conto che il tempo non si ferma e tutto va avanti senza di te. Molti exchange temono di non riuscire più a integrarsi al ritorno per via dei propri cambiamenti o di quelli che i loro amici probabilmente hanno avuto in un anno di assenza. Io non sono ancora a questo punto, ma aprire una foto e ritrovare cambiata una faccia che ho avuto davanti per tanto tempo mi fa uno strano effetto, soprattutto perchè da qui tutti mi sembrano lontanissimi, tagliati fuori dal mondo reale.
Avete presente come alle elementari o alle medie conoscevate perfettamente tutta la vostra classe e ognuno dei suoi elementi per voi ne era parte integrante e naturale, ma ora c'è quel compagno del quale a malapena avete un ricordo sbiadito?
So perfettamente che non sono riuscirò a spiegarmi, okay. Come quando passando dalle medie al liceo ci si immerge in un nuovo mondo perdendo completamente il contatto con quello precedente, ora mi trovo a pensare a persone che fino a due anni fa erano in classe con me e che vedevo vagare per i corridoi tutti i giorni chiedendomi se esistano ancora sul serio. Come era impalpabile l'America finchè non l'ho vista dal finestrino dell'aereo, mi sembra di essere completamente estraniata da quello che era il mio mondo in Italia, mi sembra che sia su un'altra dimensione.
Come i compagni delle elementari, appunto. Quella ragazza che a otto anni avevo aggiunto all'elenco delle mie migliori amiche e con cui facevo disegni su paint nelle ore di informatica, esiste ancora da qualche parte? Negli ultimi sette anni in cui non l'ho vista ha fatto qualcosa, è cambiata, ha dei nuovi amici?
Davvero non riesco a spiegarmi, ma non importa. L'Italia mi sembra lontanissima, voglio tornarci e non farlo allo stesso tempo, ma non voglio e non posso rendermi conto di come il tempo stia passando anche là. E' inconcepibile per me che tra meno di un mese mio fratello compia sedici anni, senza di me. Sedici anni! E io ne ho diciassette! Come è possibile? Non ne aveva tredici l'estate scorsa?
Non riesco a rendermi conto di come a novemila km da qui si stiano verificando de cambiamenti così grandi dei quali non sarò partecipe, per ora davvero non riesco a capacitarmene.

Comunque, cambiando discorso volevo raccontarvi un po' cosa è successo con la mia coordinatrice locale, perchè davvero mi ha lasciata sconvolta.
Possiamo riassumere dicendo che la donna pagata per controllare cosa faccio qui, fare da intermediaria quando ho bisogno e aiutarmi a risolvere i miei problemi per quattro mesi ha preso per il culo me, la mia famiglia e la Wep. Facciamo un passo indietro.
Ho ricevuto la famiglia a Giugno poco prima della fine della scuola, e dopo i salti di gioia e il delirio con Francesca (<33) ho subito aggiunto su facebook Ashley, Paula e la coordinatrice. Questo, fino alla settimana scorsa, è stato l'unico contatto che abbiamo mai avuto. Ha premuto su "conferma amicizia" e non mi ha mai scritto una mail, qualcosa in chat, mai una telefonata e ovviamente mai si è fatta vedere.
Il penultimo giorno del 2013, dopo una permanenza di quattro mesi, stavo parlando con Chiara (l'altra exchange italiana in zona) quando ci rendiamo conto che siamo entrambe qui con la Wep e con la stessa associazione partner, solo che lei è andata a una riunione a inizio anno con altri exchange, a fare volontariato e se non ricordo male anche qualche altro meeting.
Il mio primo pensiero è stato qualcosa come
oh fantastico, scommetto che in qualche modo non sono segnata sull'elenco dei loro studenti e si sono completamente dimenticati della mia esistenza.
Devo dire che era un'ipotesi probabile vista la simpatica che la legge di Murphy sembra avere nei miei confronti, quindi ho mandato una mail alla Wep chiedendo spiegazioni.
La Wep risponde che è normale che la mia coordinatrice non organizzi nulla, non sono tenuti a fare incontri e se non c'è nulla che non va un incontro al mese è sufficiente.
Io rispondo che non c'è mai stato nessun incontro al mese e che anche avendo una coordinatrice diversa, se l'ISE organizzava incontri in zona ai quali Chiara è andata avrei potuto essere informata.
La Wep risponde qualcosa come "ma come non l'hai mai vista, noi abbiamo i report mensili".
Io inarco le sopracciglia e chiedo a mia madre di che report stia parlando la Wep.
Lei me li invia.

8/31/2013 - Type of contact: in person
"Isabella is improving her english skills and working with complex concepts. She speaks well with little hesitation and has a good sense of humor."

11/14/2013 - Type of contact: in person
"Isabella is excited to spend Christmas here and learning about teh Thanksgiving holiday customs. She is hoping to learn new customs and add a few of her country custom to the family gatherings."

Quando ho aperto i documenti ero così esterrefatta che non riuscivo a reagire. Non volevo crederci, tanto che ho passato dieci minuti a sforzarmi di ricordare la mia coordinatrice, chiedendomi se non l'avessi vista un giorno e avessi rimosso l'accaduto, ma non è così.
Queste sono solo due frasi che ho preso dai report, ma lei per quattro mesi ha mandato alle mie due associazioni e alla mia famiglia documenti in cui parlava di quanto mi trovassi bene e tutto fosse a posto mentre si intascava i soldi del lavoro che non stava facendo andando in Italia. Perchè si, oltre al danno la beffa: il quattordici novembre, data in cui secondo i documenti ci siamo viste di persona, lei si trovava a Roma come dimostrano le millemila foto che ha postato su facebook.
Quindi non solo quella donna è, lasciatemelo dire, una persona di merda, ma è anche stupida.
Come diavolo ti viene in mente di prenderti la responsabilità di dei ragazzi che vivono all'estero a 9000 km dalle loro famiglie e non degnarti nemmeno di fare una telefonata al mese? Perchè sì, per contratto anche una telefonata vale come incontro, ma a quanto pare sprecare dieci minuti del suo tempo per me richiedeva uno sforzo troppo grande. Ma soprattutto, come ti viene in mente che nessuno se ne renda conto?
Io sul serio sono senza parole, non riesco a capacitarmi di quanto possa cadere in basso una persona per qualche soldo. So che non è colpa della Wep o della associazione partner ma solo di quella donna, però nel momento in cui mi sono resa conto di quello che era successo mi sono sentita completamente abbandonata. Sono stata sola per quattro mesi, senza un supporto o nessuno aiuto esterno, lasciata completamente a me stessa.
La cosa che mi fa montare la rabbia è che non è sempre andato tutto bene come dicono i documenti farciti di bugie che sono arrivati alla mia famiglia ogni mese, anche se qui ho cercato di non parlare degli aspetti negativi mi è sempre andato un po' tutto male e nonostante il mio recente ottimismo ero piena di dubbi.
Il telefono che non funziona per due mesi, problemi di salute, problemi con la scelta delle materie, dubbi sulla scelta dell'America, dubbi sulla famiglia, dubbi sullo sport e su mille piccole cose, che appunto perchè si trattava di piccoli problemi costanti ma nulla di grave non mi hanno mai fatto chiamare la coordinatrice. Ma allo stesso tempo so benissimo che avere avuto qualcuno con cui parlare a cui davvero interessi che stia bene e che si preoccupi che sia contenta mi avrebbe aiutato tanto. E invece no, per tutto questo tempo sono stata completamente sola e nemmeno lo sapevo. Probabilmente avrei potuto essere investita da una macchina senza che lei nemmeno se ne accorgesse.
Non nascondo che mentre avvisavo la mia associazione avevo le lacrime agli occhi dalla rabbia. A voi potrà sembrare qualcosa di stupido, ma è stato come essere privata all'improvviso di una rete di sicurezza che in realtà non c'era mai stata.
Nonostante abbia sentito qualcuno lamentarsi della Wep dicendo che ti fanno partire e poi ti lasciano a te stesso, sono riuscita a contattarli l'ultimo dell'anno e nel giro di mezz'ora è saltato fuori il problema, per fortuna sono stati disponibili. Per quanto riguarda l'associazione partner mi aguro che quella donna venga licenziata, non ho intenzione di lasciare che succeda la stessa cosa a qualcun'altro in futuro.
Il bello è che la coordinatrice si è presentata la settimana scorsa a scuola, facendomi chiamare in segreteria sette minuti prima della fine dell'ora, giusto per potere scappare correndo nel caso che fossi giustamente arrabbiata. La discussione è iniziata con un "Mi scuso per quello che ho fatto, ma quello è il passato dai dimmi come stai"
Io sul serio non so più come esprimere il concetto di "senza parole", sono rimasta tutto il tempo semi imbambolata a fissarla rispondendo a metà a quello che diceva, senza nemmeno farle la scenata che si meritava. E il bello è che ha anche cercato di scaricare la colpa su di me, dicendo cose come "Ma avresti potuto chiamarmi" e "Scusa ma ero in ospedale e ho preferito badare alla salute" con uno sguardo di rimprovero che sembrava dire "Ero in ospedale, non ti vergogni di esserti lamentata di me?"
Puno uno. La coordinatrice qui non sono io, è il tuo lavoro controllare come sto, non sono io che devo chiamarti con un numero che tra l'altro non ho nemmeno.
Punto due, cerco di trattenermi dall'essere volgare ma non ci riesco, come cazzo ti viene in mente di prenderti la responsabilità di un exchangestudent se sei così debole da non riuscire a fare una chiamat di dieci minuti al mese del tuo letto di ospedale? Che poi l'"ospedale" sembrerebbe non averle impedito di andare a Roma.
Io sul serio mi mangio le mani all'idea di tutte le cose che avrei potuto rispondere mentre la guardavo pietrificata da tutte le cazzate che stava dicendo, alla mia prossima occasione non la passerà liscia.
In ogni caso ho chiesto un cambio di coordinatore, vi terrò informati e per ora chiudo l'argomento perchè mi fa salire la rabbia.

Comunque in questo momento mentre sto finendo di scrivere è martedì e dovrei studiare per i finals, gli esami di metà anno. Sul serio, perchè non sto studiando?
Oggi ho parlato con la councelor e ho cambiato l'orario per il secondo semestre: prima avevo governmeny, photography 2, food and nutrition, biology, yearbook e american lit mentre ora ho government, photography 2, leadership, psicology, advanced drama e american lit. Sono parecchio innervosita perchè ci tenevo a fare yearbook, andare a cazzaggiare in giro per la scuola facendo foto a tutti mi farebbe socializzare un sacco e in più ci sono persone che conosco con cui non ho classi in comune come Sundas e Senna, ma indovinate cosa? C'è una nuova prof che non ti permette di farlo se non c'eri anche per il primo semestre. Grazie, potevate dirmelo un po' prima visto che ho scelto quella materia il primo giorno di scuola. Mi sta salendo il nervoso di nuovo anche perchè non so come mi si è appena rotto il tasto di blocco dell'iPhone, decisamente questa non è una buona giornata.
Vado a studiare per giovedì, datemi un in bocca al lupo per i finals!


studiare
[stu-dià-re] v. (stùdio ecc.)
  • v.tr. [sogg-v-arg]
  • 1 Applicarsi con metodico impegno per apprendere una disciplina o un argomento, servendosi di libri o altri strumenti: s. letteratura, musica; s. Kant
  • 2 Tenere una pagina di word aperta con due frasi dell'essay che dovresti scrivere per ceramics mentre guardi Breaking Bad

mercoledì 13 novembre 2013

Cheerleading

Mi sembra di non stare scrivendo abbastanza, di lasciare scivolare via un sacco di momenti che non torneranno mai più solo perchè non ho voglia di fermarli scrivendo, e questo è un peccato. Dunque mi sono ripromessa di fare post più brevi, anche solo per scrivere qualche cazzata successa durante la giornata o pensieri random. Prima di iniziare però volevo farvi una domanda, se faccio un video da postare su youtube in cui spiego come funziona il sistema scolastico americano a qualcuno interessa? Non che mi importi molto della risposta che non riceverò visto che qui nessuno commenta mai (siete creature orribili), probabilmente lo farò lo stesso giusto per divertimento, chissenefrega se non lo guarda nessuno <3
Comunque, prima di passare a raccontare le mie giornate a casaccio invece di limitarmi agli avvenimenti importanti volevo narrarvi la mia esperienza con cheerleading, here we go. Nel post precedente avevo accennato di essere andata alla riunione informativa, ma prima facciamo una premessa.
Sono arrivata qui decisissima di fare uno sport per non diventare una balena rotolante e perchè fin da subito non volevo
oddio c'è un micronde che sfrigola in modo minacciosissimo alla mia sinistra aiuto
No, adesso qualcuno mi spiega perchè Derrick alle 4:40 del pomeriggio sta riscaldando nel microonde più sporco sulla faccia della terra quelle che sembrerebbero patatine ricoperte di bacon e formaggio. Gli ho appena chiesto una spiegazione e mi ha risposto "They are *gesto finto italiano in cui ci si bacia la punta delle dita*", okay

Cosa stavo dicendo? Ah si, fin da subito avevo deciso di non voler sprecare nemmeno un secondo qui, ma come credo di avere già detto se fai sport non puoi essere nei club e ho optato per i club. Ragazzi, pessima scelta, davvero. Non fate il mio errore.
Tralasciando il fatto che ho messo su tre chili (voglio piangere) non ne vale la pena. Lo sport è il modo migliore per integrarsi e fare amicizie, e anche se non sono una disadattata lo stesso se solo tornassi ad Agosto firmerei subito quei benedetti fogli di cross country che sono stati nel mio raccoglitore per settimane in balia dell'indecisione.
Comunque ero e sono decisissima di fare uno sport invernale e appena ho saputo che le selezioni per cheerleading erano aperte io e Carla abbiamo drizzato le orecchie. Sul serio, vi viene in mente qualcosa di più americano? Come posso fare un anno qui e non provarci nemmeno? Anche perchè sin dalla prima partita di football ero rimasta colpitissima.
Nell'immaginario europeo la cheerleader è la biondina popolare che se la tira tantissimo e si limita a sculettare a bordo campo mentre flirta con qualche giocatore di football. Non era quello che mi aspettavo perchè non ho mai dato tanto peso agli stereotipi, però non mi aspettavo cheers perfettamente coordinati che coinvolgono tutti gli studenti o ragazze che vengono lanciate in aria durante le coreografie con una grazia e precisione incredibile.
Alla riunione informativa la coach parlava in modo entusiastico e ci ha spiegato cosa significa davvero essere in squadra. Prima di tutto cheerleading è uno sport che implica fatica, prende un sacco di tempo e richiede pratica e costanza. Gli allenamenti sono quattro giorni a settimana per due ore senza considerare attività extrascolastiche come visite alle scuole, raccolte di fondi lavando macchine o altro e volontariato. Come disse Sundas "Cheerleading? Priscilla is a cherleader, you know her, right? She doesn't have time to hang out with me anymore since she joined the team."
Quindi si, cheerleading è uno sport che richiede fatica, sacrifici e un sacco di tempo, ma è molto di più. Prima di tutto visto l'impegno che richiede, una cheerleader non può semplicemente permettersi di andare male a scuola, quindi per essere accettata devi avere voti molto alti e non devi essere il tipo di persona che fa casino e si caccia nei guai. Ho già parlato dello school spirit e di quanto sia importante per gli americani, quindi immaginate come venga considerata la ragazza che è la sua rappresentazione umana. Ci si aspetta da te che tu sia un modello di riferimento per tutti gli altri studenti, quindi mettete via lo stereotipo della cheerleader stronza, Sadie di Diario di una Nerd Superstar e Santana di Glee semplicemente non esistono. Se c'è una cosa che la coach ha sottolineato millemila volte è che vuole una squadra simpatica e piacevole. Alzi la mano chi è entusiasta di tifare per la propria scuola quanto a incitarlo sono delle ragazze simpatiche come una gomitata negli stinchi che guardano gli spalti con superiorità invece di sorridere. Nessuno? Sì esatto, nessuno.
Per questo durante i loro numeri non smettono un secondo di mostrare trentadue denti, per questo i professori chiuderanno un occhio molto meno facilmente in caso tu faccia qualcosa di sbagliato e per questo la coach ci ha fatto una ramanzina di mezz'ora quando qualcuno le ha riferito che una ragazza della squadra aveva parlato male di un'altra ragazza dicendo che era stupido che si presentasse ai provini perchè non ce l'avrebbe mai fatta.
In ogni caso io, Carla e Stefanie abbiamo deciso di buttarci e martedì ci siamo presentate ai tryouts.
Il primo giorno erano alle tre e mezza quindi ci siamo portate il cambio e abbiamo aspettato a scuola invece di andare a casa e tornare. Erano obbligatori i pantaloncini, sono andata in bagno a cambiarmi dopo le lezioni e sono morta di freddo per due ore, evviva. Ero stanca morta perchè il giorno prima mi era toccato di nuovo il neonato finto di child development che ha pianto fino all'una di notte impedendomi di dormire, mentre la mattina seguente avevo come sempre la sveglia alle 5:50, yay. Mi rendo conto che non ho ancora parlato del progetto in cui bisogna prendersi cura del bambino finto, si. Prima o poi lo farò. Forse.
In ogni caso il succo e` che ero davvero stanca. Alle tre e mezza ci siamo dirette in palestra dove abbiamo trovato qualcosa come una trentina di altre ragazze, che ansia. Dopo dieci giri di corsa per la per la palestra, che per inciso ha più o meno la circonferenza di Saturno, le ragazze già nella squadra hanno iniziato a insegnarci i cheers e qui le cose hanno iniziato ad andare per il verso sbagliato.
Ora, ragazze mie, io capisco che voi facciate il balletto della Richland Fight Song (inno della scuola, ndr) tre volte a partita e che probabilmente potete replicare i movimenti perfettamente anche quando mentre dormite vi rigirate nel letto, però qui c'è gente che non solo non l'ha mai visto ma nemmeno conosce le parole o la musica della canzone. Quindi magari se non ci mostrate insieme dieci movimenti senza nemmeno rallentare per spiegarli o farci vedere come posizionarci per poi pretendere che riusciamo a ricordarli e sapere dove inserirli nella canzone è meglio. Che poi la ragazza che guidava il mio gruppo continuava a girarsi e chiedere "Can we go on?"
NO CHE NON POSSIAMO machecazzo secondo te come faccio a ricordarmi tutto questo? Okay non sei tu il coach, ma se io dovessi insegnare una lunga coreografia a delle persone che non hanno mai fatto qualcosa di simile in vita loro prima la farei qualche volta velocemente e lentamente per fare capire come dovrebbe venire fuori, poi insegnerei un movimento alla volta facendo bene vedere in che posizione mettere gambe e braccia e come passare da una mossa all'altra, altrimenti come faccio a capire cosa devo fare? Continuava a guardarci stupita come se fosse assurdo che non capissimo e ogni volta che chiedevamo di rispiegare qualcosa nemmeno rallentava, okay. Poi abbiamo iniziato i cheers e anche qui c'è da dire che la metà dei presenti prima di provarli li aveva visti per anni alle partite di football. Però non potete cercare di insegnarci una coreografia di tre minuti e quattro cheers insieme, senza nemmeno fermarsi a farceli capire, pensando di non mandarci in confusione. E si, magari suonano come scuse, però io ammetto perfettamente che faccio schifo quando si tratta di ballare, non ho memoria, ritmo e sembro un polipo sui pattini. Magari è normalissimo insegnare in questo modo e il problema sono io, ma ho fatto più di una volta danza nella mia vita ed era stato completamente diverso.

No aspettate, Derrick si è appena affacciato alla mia stanza e mi fa "Hai fatto di nuovo Miley Cyrus in bagno? No perchè gli shampoo sono ribaltati ovunque, smettila con quella wrecking ball"
AHAHAHAHAHAHA lo amo, basta. Questo perchè essendo in sei in famiglia abbiamo una decina di flaconi di shampoo/balsamo/bagnoschiuma e prima lui mi fa "Ma ti diverti sotto la doccia a prendere a calci lo shampoo? E' sempre dappertutto!", gli ho risposto che mi limito a giocarci a bowling e dopo la doccia di stasera ha trovato di nuovo casino. O almeno questo è quello che dice lui.
Okay basta interruzioni, giuro.
In ogni caso finiti gli allenamenti (due ore, si) sono dovuta uscire dalla palestra in pantaloncini ed era così freddo che riuscivo a vedere il mio fiato. Ho divuto aspettare Paula tantissimo tempo e quando stavo per andare in ipotermia è arrivata ma siamo state in macchina più di un'ora perchè doveva dare un passaggio a suo fratello a Spokane. E considerate che io avevo avuto più o meno quattro ore di sonno, due di sport dopo essere senza muovermi mesi e avevo una valanga di compiti, un test e due progetti da finire. Infatti non sono nemmeno riuscita a provare i cheers, ha mangiato instant noodles in un minuto e mezzo e ho dovuto lavorare fino a tardi per poi lanciarmi sul letto a un orario improponibile.
Il giorno dopo sono dunque andata a scuola gonfia di acido lattico, con gli occhi che si chiudevano da soli e con la prospettiva di almeno altre due ore di allenamento <3
Dopo scuola sono andata a casa e appena i miei piedi hanno sfiorato la moquette sono corsa ad accendere il pc e a riguardarmi il video dei cheers provando senza interruzione per due ore, non avevo molta scelta visto che il giorno prima non avevo capito nulla e avevo bisogno di imparare.

Ridete pure, fate solo bene. Cosa mi tocca fare per imparare quella dannata canzone.
Provate a dire che non mi sono impegnata.

Alla fine del mio allenamento Paula mi ha riportato a scuola e ho avuto altre due ore di pratica alla fine delle quali siamo stati smistati in tre team: bianco, oro e verde.
Giusto per darvi un'idea, nel team verde c'erano Stefanie e le altre ragazze in grado di fare salti perfetti e che sapevano tutti i movimenti, nel team oro Carla e le ragazze che se la cavavano abbastanza bene e nel team bianco le ragazzine di prima che dimostrano otto anni, le obese, le ragazzine obese che dimostrano otto anni e io. Traete voi le conclusioni.
Sono tornata a casa stanca come non lo ero mai stata ma di nuovo non ho potuto riposarmi per via dei compiti che il destino ha piazzato tutti proprio in quella settimana per testare la mia resistenza.
Il giorno dopo era il giorno in cui finalmente saremmo state giudicate e ammesse o scartate, ma non ci vuole una mente particolarmente sviluppata per capire che il team bianco era già fuori in partenza. E infatti quando dopo avere ripassato è arrivato il momento del giudizio la coach non ci ha praticamente guardato. Devo dire che me la sono un po' presa con le mie compagne.
Le cose che dovevamo fare erano semplicemente tre:
- Sorridere e sembrare entusiaste
- Fare movimenti decisi e sciolti anche se non eravamo sicure dei passi
- Urlare i cheers come ci hanno insegnato negli esercizi di respirazione
Io sinceramente in quei tre giorni è già tanto se ho avuto il tempo di respirare ed ero così concentrata per capire le mosse che non sono riuscita a imparare tutti i testi di tutte le canzoncine, anche perchè mentre una decina di ragazze urlano con te non ce n'è poi così bisogno, puoi anche tranquillamente storpiare le parole e nessuno se ne accorge. E invece no, tranne una sono state tutte zitte. Ma perchè santo cielo? E io non potendo semplicemente improvvisare mi sono ritrovata quindi a cantare a scatti mancando cosi` il punto più importante del provino. Che sfiga.
Non dico che se non fosse per loro mi avrebbero presa, ma dopo tutto l'allenamento i passi più o meno li sapevo e li so ancora, insieme alla Richland Fight Song che credo mi porterò nella tomba. Se solo non avessi fatto la figura dell'idiota che nemmeno ci sta provando durante i cheers avrei sicuramente avuto molte più possibilità. Santo cielo, voi parlate inglese! Io con un sacco di canzoni ho fatto fatica a capire le parole e forse è colpa mia, ma voi che siete in una scuola americana e le sentite da anni a ogni santa partita, cosa venite a fare ai tryouts se poi state zitte come se non vi importasse?
E infatti siamo state scartate tutte insieme, mentre Carla e Stefanie fanno allegramente parte del team. Yay.
Ora non mi metterò a fare l'ipocrita e dire che tanto non ci tenevo e non ci sono rimasta male ma amen, pazienza. Mi sarebbe piaciuto da morire essere nel team più che altro per riuscire a immergermi il più possibile nell'ambiente americano, ma se dopo tutto questo allenamento non sono nemmeno stata degna di essere guardata negli occhi dalla coach mentre venivo scartata forse non è lo sport giusto per me, forse spingere i propri limiti in questo modo è stupido e devo riconoscere di non essere in grado di fare tutto. Anzi, se dobbiamo dire la verità non sono e non sono mai stata in grado di fare praticamente niente, ma l'autostima che sto maturando quest'anno forse mi ha solo portato ad ambire a qualcosa di impossibile, non so.
E con questa nota malinconica chiudo, ma sappiate che non mi arrendo lo stesso e troverò uno sport da fare quest'inverno.