venerdì 21 febbraio 2014

I got a crush on bipolarism

Diciamocelo, questo periodo fa un po' schifo.
Non ho mai voluto parlare dei miei problemi qui, ma mi rendo conto che non facendolo non sto davvero raccontando tutti gli aspetti di questa esperienza. Quindi lasciatemelo dire: questo periodo fa un bel po' schifo.
In realtà non sono triste o homesick, ma il problema è che la grinta iniziale è sparita da un pezzo senza essere sostituita da un'altra emozione positiva. Sono in un momento di vuoto: non sono felice, non sono triste, non sono soddisfatta e questo posto sta anche iniziando a deprimermi. So che pensando negativo non posso fare altro che peggiorare la situazione, ma mi sembra che tutto quello che possa andarmi male sia concentrato su di me. Perchè sono capititata in uno stato sfigato, in una città in cui nemmeno ci sono gli alberi e che ti fa tristezza a guardare anche solo da google maps, in cui non c'è nulla da fare, in una scuola piena di studenti poco amichevoli, in delle classi con quasi nessuno di simpatico e in una famiglia ospitante che non sento affatto mia?
In questo momento sono sul letto di Alinda e non so bene come sentirmi, la metà della famiglia che avevo visto il giorno del ringraziamento starà qui tre giorni e ho speso tutto il pomerggio a passare a singhiozzo dal salotto a camera mia, andando di là cercando di socializzare per poi arrendermi. Ora mi tocca dormire qui e I'm kinda scared, perchè ho appena trovato un paio di forbici sotto un cuscino. Perchè una bambina di otto anni dorme con delle forbici nel letto?
Comunque. Questa è stata una settimana abbastanza piena, sono andata lunedì a farmi le unghie con Erin e Marissa e nei giorni seguenti sono uscita ma non mi ricordo più con chi, fare qualcosa durante la settimana è davvero una conquista. Inoltre questa era la spirit week per il Tolo (ballo di San Valentino), il tema era una sorta di sfida tra sessi che prevedeva per le ragazze vestiti da cowgirls, rosa, glitter, fiocchi e in generale tutto ciò che non metterei mai.
La classe di leadership sta iniziando a piacermi un sacco, organizziamo tutte le attività che ho sempre adorato di questa scuola, ad esempio questa settimana abbiamo messo in piedi "I got a crush on you". Mi spiego, qui c'è una bibita tipo fanta chiamata "crush", che in inglese vuol dire anche cotta. Con questo gioco di parole abbiamo organizzato un'iniziativa: per un dollaro puoi comprare una lattina di crush e dedicarla a qualcuno, a cui arriverà un una busta di carta durante le lezioni con scritto "I got a crush on you" e una poesia; chi la riceve può pagare un altro dollaro per sapere chi l'ha mandata e spedire come risposta un "hug" o un "kiss" (cioccolatini americani). Abbiamo fatto tutto dal scegliere dove comprare le lattine al consegnarle, e tutti i soldi sono andati in beneficienza.
Il giorno delle consegne tutta la classe si è divisa per la scuola con qualche busta, io e Cameron (ragazzo con cui ho leadership e american lit) ci siamo avviati verso la libreria e abbiamo iniziato a cercare la prima ragazza della mia lista, una missione impossibile che mi ha fatto perdere un quarto d'ora.
Giovedì, giorno prima di San Valentino, c'è stata un'iniziativa ridicola quanto divertente, della quale mi sono già scordata il nome. Alla seconda ora ogni ragazza della scuola ha ricevuto un cuore come quello in foto, dovevi mettertelo al collo e smettere di parlare ai ragazzi, se non durante le lezioni. Se nei corridoi tra un'ora e l'altra o a pranzo un ragazzo riusciva a fare in modo che gli rivolgessi la parola, eri obbligata a dargli il tuo cuore. Visto che tra di loro c'è una specie di competizione a chi ne guadgna di più, un ragazzo della mia classe di leadership mi ha detto che l'anno scorso cadeva apposta addosso alla gente in modo che qualcuno gli dicesse qualcosa come "Oddio scusa, stai bene?" e ottenere il loro cuore, hahaha
Io ho ricevuto il mio durante psicologia e ci ho scritto dietro "Whoever you are, I don't like you anyway" mentre Sunbal disegnava un burqua/macchia nera dalle sembianze terroristiche sulla sua faccia. E comunque avevo ragione, perchè in meno di dieci minuti il mio cuore era già andato. Ho fatto in tempo a uscire da psychology, scendere le scale e dirigermi verso leadership, quando fuori dalla porta vedo il ragazzo della sicurezza, quello a cui non ho mai rivolto la parola e del quale Erin era follemente innamorata. Boom, andato.
Non so voi, ma se il ragazzo della sicurezza ti chiede qualcosa con aria serissima io mi sento obbligata a rispondere, nemmeno credevo che potesse prendere il mio cuore non essendo un studente! Però mi sbagliavo, come evidentemente hanno fatto una decina di altre ragazze a giudicare dalla vasta collezione di cartoncini rosa che mi sono accorta troppo tardi pendevano dal suo collo.


Venerdì invece era San Valentino e abbiamo avuto assemblea, quindi quelli di leadership saltavano il secondo periodo per andare ad aiutare a preparare la palestra. Il tema dell'assemble era "battle of the sexes" e il nostro compito sarebbe stato tirare giù i bleachers (come si chiamano in italiano?), ma io non ho fatto nulla tutto il tempo <3
Appena prima dell'assemblea però mi hanno mandato fuori dalla palestra a indirizzare le ragazze nella porta giusta della palestra, io e Cameron avevamo dei cartelli gigantesci che il vento continuava a strapparci di mano, una fatica assurda. Adesso so come si senta una bandiera.
L'assemblea era davvero strana ma divertente, era diretta da dei personaggi in stile Alice nel paese delle meraviglie compreso un imbarazzante ragazzo-bianconiglio in shorts rosa, orecchie pelose e orologio in cartone attaccato al collo. E' stato lui a darmi il cartello e a spiegarmi cosa fare quando dovevo spedire le ragazze nella parte giusta della palestra, e aveva una faccia così seria con le sue orecchie pelose e i baffi disegnati che mi sono dovuta trattenere a forza per non ridere hahaha
C'è stata una competizione di ballo in cui devo ammettere che i ragazzi ci hanno stracciato, avevano una coreografia perfetta con tanto di salti mortali, ragazzi senza maglietta (<333), finte scosse elettriche e passi perfettamente coordinati con la musica, davvero bello. Dopo ci sono stati dei giochi a di poco imbarazzanti, come la sfida del burro di noccioline. 
In pratica c'erano tre lastre di plastica trasparente con del burro di noccioline nello stesso punto alle due estremità, un ragazzo e una ragazza per ogni lastra; il vincitore era chi finiva il burro di noccioline per primo. Provate a immaginare la scena dei ragazzi che allo stesso momento devono leccarlo da un quadrato d plastica trasparente  di fronte a tutta la scuola.
Io ridevo come un'idiota e continuavo a riperere a Marissa "What's wrong with America?"
hahaha sul serio, a chi diavolo è venuto in mente?
Dopo l'assemblea siamo tornati in classe, ma durante il giorno non si riusciva a fare molto perchè i valogrammi continuavano a interrompere le lezioni. I valogrammi, sempre organizzati da i ragazzi di leadership, sono messaggi sonori che per 5 dollari (tutto in beneficienza!) potevi comprare la settimana prima di San Valentino e dedicare a qualcuno. I ragazzi di coro, divisi in gruppetti, bussano alla porta di una classe, mettono una sedia al centro in cui chi riceve il messaggio deve sedere di fronte a tutti e cantano per lui la canzone che gli ha assegnato chi ha comprato il messaggio, di solito cercando di rendere la cosa il più imbarazzante possibile. Ho avuto un mezzo attacco cardiaco quando a letteratura abbiamo avuto un valogramma per Mrs. Hatcher e Stefanie, che fa parte del coro, si è messa a cantarle "Stereo Hearts" nel modo più smielato possibile hahaha

Comunque dopo scuola sono andata a casa, iniziando la lunga preparazione per il Tolo, ballo di San Valentino. Non volevo andarci essendo senza un date, ma tutti i miei amici hanno insistito, quindi ci sarei andata lo stesso. Ci sarei andata. Se non fosse stato per la cena a sorpresa di due ore e mezza per il compleanno di Dave.
Non puoi semplicemente non andare alla cena di compleanno del tuo host dad, soprattutto se i parenti arrivano praticamente dal Canada per partecipare. E io, povera illusa, che pensavo fosse una cosa veloce, sono invece arrivata a casa venti minuti prima del ballo, senza avere nemmeno iniziato a prepararmi. E la sala in cui si teneva il ballo era almeno a un quatro d'ora di macchina.
Quindi no, niente Tolo. E mi dispiace, ma d'altronde non c'è andato quasi nessuno.

Btw, ho iniziato il post pensando a quacosa e l'ho finito una settimana e mezzo dopo raccontando qualcos'altro, come sempre. Le cose vanno meglio per certi punti di vista, ma c'è un particolare problema di salute che non mi da tregua riempiendomi di stress. Quello che però davvero non riesco a togliermi dalla testa è lo scorrere del calendario. Come può essere il 21 febbraio? Sul serio, febbraio? Tra due giorni saranno sei mesi in America. Non riuscirò mai a rendermene conto, non voglio pensare al tempo che mi rimane, non ce la faccio.
In America e dall'Italia tutti mi chiedono se voglia tornare a casa, se mi manchi Milano. 
Certo che mi manca la mia città. Mi manca la libertà di poter salire su un tram e andare dove voglio senza dovere chiedere un passaggio, mi manca passare davanti al Duomo due volte al giorno, o anche tre nei giorni in cui torno a casa più tardi e la sfumatura arancione del tramonto lo rende spettacolare. Mi manca la pizza vera, i miei amici, mio fratello, i corridoi colorati del brera, un sabato sera al Rattazzo, i pomeriggi in centro. 
E di sicuro non dico che voglio restare qui per sempre perchè una vita nella desolazione delle Tri-Cities non è esattemente nella top five delle mie aspirazioni, ma non voglio nemmeno partire. Ci ho messo tantissimo a costruirmi una nuova vita con fatica, delusioni e tanti momenti di sconforto. Non voglio andarmene ora che Marissa mi chiama la sua migliore amica, ora che a pranzo se non ho voglia di mangiare a scuola ho amici con cui posso andare da Taco Bell, ho qualcuno da chiamare nei weekend per uscire e anche durante la settimana non sono più sempre chiusa in casa, mi trovo bene con Ashley, sono migliorata tantissimo in inglese, ho delle classi che finalmente mi piacciono.
Mi ritrovo seduta sulla moquette beige di camera mia facendo i compiti di government mentre parlo con Marissa al telefono dell'ultima cattiveria del suo ragazzo, faccio distrattamente i compiti di government e nel frattempo messaggio con qualcuno organizzando qualcosa per il giorno seguente, e mi rendo conto che non sono pronta per lasciare tutto questo, non sono pronta e non lo sarò mai. 
Dopo la solitudine iniziale, la sensazione che non riuscirai mai a inserirti e la noia del non avere mai nulla da fare sono arrivata a un momento in cui ho tanti amici, tante cose da fare, e di conseguenza tutto va meglio, dal mio inglese al mio umore, e non voglio lasciare tutto questo. E se non lo voglio ora figuriamoci a giugno, quando le amicizie si saranno fatte più strette e avrò conosciuto più gente!
Eppure, anche se mi proponessero una sola settimana in più da passare qui la rifiuterei. Le estati sono sempre stata la parte più bella della mia vita, e se c'è qualcosa che mi consola dal pesiero di partire è l'idea di andare al mare e rabbracciare i miei amici là.
E' una sensazione dolceamara, e anche se so che iniziare a preoccuparsi ora è inutile non posso fare a meno di avere una vertigine ogni volta che devo scrivere la data su un test o afferro il cellulare. Per questo per ora il mio obbiettivo è solo godermi ogni momento che mi rimane, e fare di questi mesi restanti quelli che ricorderò per sempre.

martedì 4 febbraio 2014

Tristezza a palate e novità

Ciao fantasmini del mio cuore. Sono le otto e cinquanta, e visto che Alinda sta facendo la doccia probabilmente finendo l'acqua devo aspettare almeno le nove e mezza per il mio turno, quindi vi scrivo. Si, lo so che vi interessava, non c'è di che.
Credo che l'ultimo post risalga al periodo dei finals. Devo dire che ci sono stati un sacco di cambiamenti da allora, e ciò che mi ha probabilmente colpita di più è stata Ebba. Non ho parlato molto di lei in questo blog ma era l'exchange svedese, una ragazza adorabile a cui voglio un sacco di bene e che oggi ha preso un aereo per casa, mesi prima del previsto. Non mi inoltrerò a parlarvi dei suoi problemi perchè non mi sembrerebbe giusto, ma un anno all'estero a volte ti mette davanti problemi più grandi di te, che non riesci più a superare da solo per quanto tu non voglia arrenderti. 
Mercoledì scorso a pranzo Carla mi ha detto che sarebbe tornata a casa, io mi sono messa a ridere e non ci ho creduto. Oggi, domenica, sono tornata all'areoporto di Pasco dopo cinque mesi e l'ho abbracciata per quella che spero non sia l'ultima volta. Io, Carla, Stefanie e Shuyler la guardavamo impacciata fare passare le sue cose sotto il metal detector mentre la sua host family piangeva, e io non sapevo davvero come sentirmi. So che è la cosa giusta per lei e che a casa starà meglio, ma non posso fare a meno di desiderare egoisticamente che fosse rimasta qua con noi.
Tornando a casa in macchina con Shuyler ho fatto di nuovo lo stesso percorso dall'areoposrto a Richland che avevo fatto il 23 agosto ed è stato strano rendersi conto di come le cose si siano evolute, di come siano passati cinque mesi. La prima volta su quella strada la famiglia era in completo silenzio, io guardavo stupita il deserto fuori dal finestrino e quando cercavano di dire qualcosa facevo fatica a capire; a distanza di qualche mese mi ritrovavo lì dopo avere dato un addio, riconoscendo la strada e gli edifici intorno a me, sulla macchina di un amico che mi stava dicendo quanto piangerà a giugno quando partiremo tutti.

Sto continuando a scrivere dalla classe di fotografia, dov'ero rimasta? Si, cambiamenti. Di nuovo. Con il secondo quadrimestre questa classe si e` spostata al quarto periodo quindi sono piena di compagni nuovi e non conosco nessuno eccetto Ali, mi sembra di essere tornata al primo giorno. In questi momenti in cui tutti attorno a me si conoscono mi rendo conto che forse non sono diventata poi cosi` socievole haha
Ma ho tanto tempo per socializzare, convinciamoci di questo. Oggi sono di buon'umore perche` nonostante Ebba l'ultima settimana e` stata piena e movimentata. Mercoledi`, giorno in cui ho scoperto che sarebbe partita, siamo andate a mangiare con Stefanie e Carla in un locale all'americana molto anni 50 e mentre loro erano agli allenamenti di cheerleading io ed Ebba siamo andate al mall. Lei ha comprato un`altra valigia e poi ci siamo lanciate in un po' di shopping inutile. Giovedì visto che a breve ci saranno i provini per il Mago di Oz io e Stefanie volevamo fare qualche prova in una delle aule insonorizzate di coro, ma visto che si sono rivelate tutte occupate abbiamo dovuto optare per una specie di sgabuzzino, pieno di vestiti e un pianoforte. Si, un pianoforte, non chiedetemi perche`. Venerdì c'era un torne di dodgeball dopo la scuola, sono andata con Ive, Shuyler ed Ebba ed è stato divertente. C'era una squadra di prof che è arrivata in finale, perdendo una partita sola. Rendetevi conto che i prof hanno stracciato tutti, compresa la squadra dei ragazzi fighi e muscolosi di football, non so se mi spiego. Sabato dovevamo uscire con Ebba e abbiamo tutte cancellato i piani per la giornata ma lei non poteva, che culo. Dalle cinque alle nove invece sono andata a scuola con Ashley e Derrick, c'erano due grandi partite di basket e abbiamo dovuto lavorare al bar per due ora di fila, senza sederci o fermarci un secondo. La parte migliore e` che non siamo stati pagati, e quando avevo sete ho dovuto comprare una limonata di quelle che stavo vendendo. In pratica ho pagato due dollari per lavorare quattro ore, la vita e` bella.
Dopo la partita sono andata a casa di Erin e ho dormito li` con Marissa. Hanno fatto le cretine tutta la sera ma e` stato divertente, anche se mi sono ritrovata a cucinare pasta alla carbonara all'una di notte.
Il mattino dopo Erin mi ha portata all'areoporto, Shuyler mi ha portata a casa e poi sono andata a casa di Marissa per la finale del Super Bowl. Per chi non lo sapesse il Super Bowl e` il piu` grande evento sportivo americano, un tornero di football che viene trasmesso ogni anno e che viene guardato da tutta l'America. La partita era Seahawks (squadra di Seattle, ergo la mia squadra <33) contro Broncos e abbiamo vinto qualcosa come 56 a 8, hanno giocato malissimo.

GO SEAHAWKS! WOHOO!

Sono tornata a casa correndo per sfuggire ai mostri nascosti nell'oscurita`, come faccio sempre sulla lunghissima strada buia che c`e` tra casa mia e quella di Marissa. Si lo so, sono un'idiota, ma in mia discolpa posso dire che mi era morta la torcia del cellulare e l'anno scorso ho letto un libro sui serial killer americani. A casa non ho fatto nulla fino a quando a mezzanotte mi sono resa conto di essermi dimenticata i compiti. Plot twist: sono un'idiota.
Questa e` stata la mia settimana, e mi sono ripromessa di cercare di organizzare piu` cose da fare nei giorni scolastici, perche` restarmene sempre con le mani in mano mi uccide.
So che questo post è stato un po' inutile e a casaccio, ma la campanella sta per suonare quindi vi saluto, ciao ragazzi e grazie delle quasi 5000 visualizzazioni!

domenica 26 gennaio 2014

Finals, esami da elementari <3

Sono le 2.43 e dovrei essere a casa di un'amica, ma a quanto pare questo è il mio weekend fortunato e ho scoperto all'ultimo di non avre un passaggio.
Dopo l'ultima settimana del primo semestre, giovedì sono iniziati i finals. Non ero molto preoccupata e a quanto pare non avevo motivo di esserlo, visto che erano di una facilità semplicemente ridicola. Giovedì ho avuto US history, child development e ceramics mentre venerdì avevo photography, biology e american lit.
Giovedì mattina le lezioni cominciavano alle otte e mezza, quindi ho avuto un'oretta per studiare in cafeteria al nostro solito tavolo. Il test era solo sulla seconda guerra mondiale, dovevamo semplicemente riempire degli spazi con parole che c'erano all'inzio dell'esercizio e c'era in più qualche esercizio a risposta multipla, nemmeno una domanda-essay come nei soliti test. Quando ho avuto il test in mano mi veniva un po' da ridere pensando a cosa succederebbe a un americano in Italia, non posso credere che possano considerare una cosa del genere un esame! Quando dico che in italia non abbiamo un test ogni semestre ma uno alla fine dei cinque anni su tutte le materie, orale e scritto che copre tutti gli argomenti ci rimangono sempre di sasso, soprattutto quando dico che no, se non passi la maturità non ti laurei. Perchè qui per questi esamini da scuole medie non solo non c'è bisogno di studiare, ma non ci sono grandi ripercussioni se non li passi.
Comunque dopo l'"esame" US history nella quale ho sbagliato quattro risposte io e Stefanie ci siamo dirette verso child development, nel quale abbiamo avuto una sorpresona: si possono usare gli appunti. Quando la prof l'ha annunciato, dopo tre secondi di smarrimento ho cercato Stefanie con lo sguardo e l'ho trovata a ridere girata verso di me. Facciamo che non commento hahaha
Il nostro obbiettivo era di scrivere una lettera a una madre che stava per partorire o che aveva un figlio che stava per compiere un anno, per spiegarle cosa aspettarsi e dare consigli utili. Già sarebbe stato davvero facile visto che sono argomenti che ripetiamo allo sfinimento da Agosto, ma permetterci di usare gli appunti e il libro è stato davvero ridicolo. 
Cosa non vi è chiaro del concetto di esame, americani? Ci credo che la metà degli studenti sono di un'ignoranza assurda, a chi vorrebbe voglia di studiare quando tutto è così facile, quando non c'è nessuna differenza tra chi non ha mai ascoltato durante le lezioni e chi ha sempre studiato, nemmeno negli esami finali?
Comuqne, a ceramics ho solo dovuto conosegnare un essay fatto a casa, poi sono tornata a casa a fingere di studiare per il giorno dopo, senza la minima voglia di farlo.
Venerdì ho avuto fotografia, biology e American Lit. Devo dire che il test di bilogy era il più somigliante a un test vero anche se non ho avuto particolari difficoltà, mentre per fortuna in american lit non avevamo nessun final, o in un giorno avrei dovuto in qualche modo studiarmi tutti i libri che avevo finto di leggere durante l'anno. (Quanto è noioso Huckleberry Finn?)
Finisco di scrivere questo post una settimana dopo averlo iniziato, comunque dopo i due giorni di esame abbiamo avuto un weekend di quattro giorni, deprimente come pochi. Avete presente quei weekend in cui avete un sacco di piani e cose da fare ma alla fine riesce a saltare tutto? Ecco.
Venerdì dovevo andare a pattinare con qualche amico, ma mi sono ritrovata a mangiare messicano con Dave e Derrick, per scoprire tornata a casa che una festa alla quale ero invitata era stata anticipata al giorno stesso. Domenica avevo in programma un salto a casa di Ali e Levani, ma per via di un piccolo inconveniente che qui non posso scrivere ho deciso di non andare. Lunedì, quando ho iniziato il post, dovevo invece andare a casa di Sundas ma all'ultimo mi sono ritrovata senza un passaggio e domenica mi sono semplicemente arresa al destino rimanendo in casa. 
Conclusione? Mille piani e nemmeno sono uscita di casa. L'unica volta che ho messo un piede fuori è quando sono andata in palestra con Shuyler, ed è stata una cattiva idea, mai andare in palestra con un ragazzo. Mentre lui si destreggiava tra pesi da trenta chili e macchinari che sembravano strumenti di tortura medievali io ero lì impacciata e imbarazzata a fare un terzo del suo lavoro con il fiatone, non un bello spettacolo.
Cambiando discorso prima che vi immaginiate (esiste come parola?) la scena, ho già iniziato il secondo semestre e le mie nuove classi, ma ve ne parlerò un'altra volta, una puntata di breaking bad caricata per metà mi aspetta <3
Ciao fantasmini!

mercoledì 15 gennaio 2014

Grossi problemi e pensieri a casaccio

Dopo essermi sparata quattro puntate di Breaking Bad insieme a una pepsi ed essere passata alla seconda stagione nel giro di due giorni, mi metto a scrivere per impedirmi di finire la serie prima di lunedì.
Prima, mentre cazzeggiavo su facebook mi è sbucata sulla home la foto di una mia compagna di classe, per noia ho sfogliato un po' le sue foto e mi sono ritrovata a fare un giro sui profili di amici della mia scuola italiana. Vedendo una persona tutti i giorni è difficile accorgerti dei suoi cambiamenti, ma quando apri una foto e noti che quel ragazzo che non vedi da giugno si sta facendo crescere la barba, una conoscente ha tagliato i capelli corti o un'amica ha un nuovo piercing fa davvero un effetto strano.
Prima di partire, nel momento in cui devi dare un momentaneo addio a tutte le persone che hanno fatto parte della tua quotidianità continui a ripeterti che quando torni sarà tutto come prima, ma ci vuole qualche mese prima di renderti conto che il tempo non si ferma e tutto va avanti senza di te. Molti exchange temono di non riuscire più a integrarsi al ritorno per via dei propri cambiamenti o di quelli che i loro amici probabilmente hanno avuto in un anno di assenza. Io non sono ancora a questo punto, ma aprire una foto e ritrovare cambiata una faccia che ho avuto davanti per tanto tempo mi fa uno strano effetto, soprattutto perchè da qui tutti mi sembrano lontanissimi, tagliati fuori dal mondo reale.
Avete presente come alle elementari o alle medie conoscevate perfettamente tutta la vostra classe e ognuno dei suoi elementi per voi ne era parte integrante e naturale, ma ora c'è quel compagno del quale a malapena avete un ricordo sbiadito?
So perfettamente che non sono riuscirò a spiegarmi, okay. Come quando passando dalle medie al liceo ci si immerge in un nuovo mondo perdendo completamente il contatto con quello precedente, ora mi trovo a pensare a persone che fino a due anni fa erano in classe con me e che vedevo vagare per i corridoi tutti i giorni chiedendomi se esistano ancora sul serio. Come era impalpabile l'America finchè non l'ho vista dal finestrino dell'aereo, mi sembra di essere completamente estraniata da quello che era il mio mondo in Italia, mi sembra che sia su un'altra dimensione.
Come i compagni delle elementari, appunto. Quella ragazza che a otto anni avevo aggiunto all'elenco delle mie migliori amiche e con cui facevo disegni su paint nelle ore di informatica, esiste ancora da qualche parte? Negli ultimi sette anni in cui non l'ho vista ha fatto qualcosa, è cambiata, ha dei nuovi amici?
Davvero non riesco a spiegarmi, ma non importa. L'Italia mi sembra lontanissima, voglio tornarci e non farlo allo stesso tempo, ma non voglio e non posso rendermi conto di come il tempo stia passando anche là. E' inconcepibile per me che tra meno di un mese mio fratello compia sedici anni, senza di me. Sedici anni! E io ne ho diciassette! Come è possibile? Non ne aveva tredici l'estate scorsa?
Non riesco a rendermi conto di come a novemila km da qui si stiano verificando de cambiamenti così grandi dei quali non sarò partecipe, per ora davvero non riesco a capacitarmene.

Comunque, cambiando discorso volevo raccontarvi un po' cosa è successo con la mia coordinatrice locale, perchè davvero mi ha lasciata sconvolta.
Possiamo riassumere dicendo che la donna pagata per controllare cosa faccio qui, fare da intermediaria quando ho bisogno e aiutarmi a risolvere i miei problemi per quattro mesi ha preso per il culo me, la mia famiglia e la Wep. Facciamo un passo indietro.
Ho ricevuto la famiglia a Giugno poco prima della fine della scuola, e dopo i salti di gioia e il delirio con Francesca (<33) ho subito aggiunto su facebook Ashley, Paula e la coordinatrice. Questo, fino alla settimana scorsa, è stato l'unico contatto che abbiamo mai avuto. Ha premuto su "conferma amicizia" e non mi ha mai scritto una mail, qualcosa in chat, mai una telefonata e ovviamente mai si è fatta vedere.
Il penultimo giorno del 2013, dopo una permanenza di quattro mesi, stavo parlando con Chiara (l'altra exchange italiana in zona) quando ci rendiamo conto che siamo entrambe qui con la Wep e con la stessa associazione partner, solo che lei è andata a una riunione a inizio anno con altri exchange, a fare volontariato e se non ricordo male anche qualche altro meeting.
Il mio primo pensiero è stato qualcosa come
oh fantastico, scommetto che in qualche modo non sono segnata sull'elenco dei loro studenti e si sono completamente dimenticati della mia esistenza.
Devo dire che era un'ipotesi probabile vista la simpatica che la legge di Murphy sembra avere nei miei confronti, quindi ho mandato una mail alla Wep chiedendo spiegazioni.
La Wep risponde che è normale che la mia coordinatrice non organizzi nulla, non sono tenuti a fare incontri e se non c'è nulla che non va un incontro al mese è sufficiente.
Io rispondo che non c'è mai stato nessun incontro al mese e che anche avendo una coordinatrice diversa, se l'ISE organizzava incontri in zona ai quali Chiara è andata avrei potuto essere informata.
La Wep risponde qualcosa come "ma come non l'hai mai vista, noi abbiamo i report mensili".
Io inarco le sopracciglia e chiedo a mia madre di che report stia parlando la Wep.
Lei me li invia.

8/31/2013 - Type of contact: in person
"Isabella is improving her english skills and working with complex concepts. She speaks well with little hesitation and has a good sense of humor."

11/14/2013 - Type of contact: in person
"Isabella is excited to spend Christmas here and learning about teh Thanksgiving holiday customs. She is hoping to learn new customs and add a few of her country custom to the family gatherings."

Quando ho aperto i documenti ero così esterrefatta che non riuscivo a reagire. Non volevo crederci, tanto che ho passato dieci minuti a sforzarmi di ricordare la mia coordinatrice, chiedendomi se non l'avessi vista un giorno e avessi rimosso l'accaduto, ma non è così.
Queste sono solo due frasi che ho preso dai report, ma lei per quattro mesi ha mandato alle mie due associazioni e alla mia famiglia documenti in cui parlava di quanto mi trovassi bene e tutto fosse a posto mentre si intascava i soldi del lavoro che non stava facendo andando in Italia. Perchè si, oltre al danno la beffa: il quattordici novembre, data in cui secondo i documenti ci siamo viste di persona, lei si trovava a Roma come dimostrano le millemila foto che ha postato su facebook.
Quindi non solo quella donna è, lasciatemelo dire, una persona di merda, ma è anche stupida.
Come diavolo ti viene in mente di prenderti la responsabilità di dei ragazzi che vivono all'estero a 9000 km dalle loro famiglie e non degnarti nemmeno di fare una telefonata al mese? Perchè sì, per contratto anche una telefonata vale come incontro, ma a quanto pare sprecare dieci minuti del suo tempo per me richiedeva uno sforzo troppo grande. Ma soprattutto, come ti viene in mente che nessuno se ne renda conto?
Io sul serio sono senza parole, non riesco a capacitarmi di quanto possa cadere in basso una persona per qualche soldo. So che non è colpa della Wep o della associazione partner ma solo di quella donna, però nel momento in cui mi sono resa conto di quello che era successo mi sono sentita completamente abbandonata. Sono stata sola per quattro mesi, senza un supporto o nessuno aiuto esterno, lasciata completamente a me stessa.
La cosa che mi fa montare la rabbia è che non è sempre andato tutto bene come dicono i documenti farciti di bugie che sono arrivati alla mia famiglia ogni mese, anche se qui ho cercato di non parlare degli aspetti negativi mi è sempre andato un po' tutto male e nonostante il mio recente ottimismo ero piena di dubbi.
Il telefono che non funziona per due mesi, problemi di salute, problemi con la scelta delle materie, dubbi sulla scelta dell'America, dubbi sulla famiglia, dubbi sullo sport e su mille piccole cose, che appunto perchè si trattava di piccoli problemi costanti ma nulla di grave non mi hanno mai fatto chiamare la coordinatrice. Ma allo stesso tempo so benissimo che avere avuto qualcuno con cui parlare a cui davvero interessi che stia bene e che si preoccupi che sia contenta mi avrebbe aiutato tanto. E invece no, per tutto questo tempo sono stata completamente sola e nemmeno lo sapevo. Probabilmente avrei potuto essere investita da una macchina senza che lei nemmeno se ne accorgesse.
Non nascondo che mentre avvisavo la mia associazione avevo le lacrime agli occhi dalla rabbia. A voi potrà sembrare qualcosa di stupido, ma è stato come essere privata all'improvviso di una rete di sicurezza che in realtà non c'era mai stata.
Nonostante abbia sentito qualcuno lamentarsi della Wep dicendo che ti fanno partire e poi ti lasciano a te stesso, sono riuscita a contattarli l'ultimo dell'anno e nel giro di mezz'ora è saltato fuori il problema, per fortuna sono stati disponibili. Per quanto riguarda l'associazione partner mi aguro che quella donna venga licenziata, non ho intenzione di lasciare che succeda la stessa cosa a qualcun'altro in futuro.
Il bello è che la coordinatrice si è presentata la settimana scorsa a scuola, facendomi chiamare in segreteria sette minuti prima della fine dell'ora, giusto per potere scappare correndo nel caso che fossi giustamente arrabbiata. La discussione è iniziata con un "Mi scuso per quello che ho fatto, ma quello è il passato dai dimmi come stai"
Io sul serio non so più come esprimere il concetto di "senza parole", sono rimasta tutto il tempo semi imbambolata a fissarla rispondendo a metà a quello che diceva, senza nemmeno farle la scenata che si meritava. E il bello è che ha anche cercato di scaricare la colpa su di me, dicendo cose come "Ma avresti potuto chiamarmi" e "Scusa ma ero in ospedale e ho preferito badare alla salute" con uno sguardo di rimprovero che sembrava dire "Ero in ospedale, non ti vergogni di esserti lamentata di me?"
Puno uno. La coordinatrice qui non sono io, è il tuo lavoro controllare come sto, non sono io che devo chiamarti con un numero che tra l'altro non ho nemmeno.
Punto due, cerco di trattenermi dall'essere volgare ma non ci riesco, come cazzo ti viene in mente di prenderti la responsabilità di un exchangestudent se sei così debole da non riuscire a fare una chiamat di dieci minuti al mese del tuo letto di ospedale? Che poi l'"ospedale" sembrerebbe non averle impedito di andare a Roma.
Io sul serio mi mangio le mani all'idea di tutte le cose che avrei potuto rispondere mentre la guardavo pietrificata da tutte le cazzate che stava dicendo, alla mia prossima occasione non la passerà liscia.
In ogni caso ho chiesto un cambio di coordinatore, vi terrò informati e per ora chiudo l'argomento perchè mi fa salire la rabbia.

Comunque in questo momento mentre sto finendo di scrivere è martedì e dovrei studiare per i finals, gli esami di metà anno. Sul serio, perchè non sto studiando?
Oggi ho parlato con la councelor e ho cambiato l'orario per il secondo semestre: prima avevo governmeny, photography 2, food and nutrition, biology, yearbook e american lit mentre ora ho government, photography 2, leadership, psicology, advanced drama e american lit. Sono parecchio innervosita perchè ci tenevo a fare yearbook, andare a cazzaggiare in giro per la scuola facendo foto a tutti mi farebbe socializzare un sacco e in più ci sono persone che conosco con cui non ho classi in comune come Sundas e Senna, ma indovinate cosa? C'è una nuova prof che non ti permette di farlo se non c'eri anche per il primo semestre. Grazie, potevate dirmelo un po' prima visto che ho scelto quella materia il primo giorno di scuola. Mi sta salendo il nervoso di nuovo anche perchè non so come mi si è appena rotto il tasto di blocco dell'iPhone, decisamente questa non è una buona giornata.
Vado a studiare per giovedì, datemi un in bocca al lupo per i finals!


studiare
[stu-dià-re] v. (stùdio ecc.)
  • v.tr. [sogg-v-arg]
  • 1 Applicarsi con metodico impegno per apprendere una disciplina o un argomento, servendosi di libri o altri strumenti: s. letteratura, musica; s. Kant
  • 2 Tenere una pagina di word aperta con due frasi dell'essay che dovresti scrivere per ceramics mentre guardi Breaking Bad

mercoledì 8 gennaio 2014

Christmas break vol. II

Dunque, vi avevo lasciati la sera di capodanno, poco prima di uscire.
Adesso sono un po' innervosita per via di due cose che non ho voglia di raccontare e visto che devo aspettare Ashley vi aggiorno un po'.
Per capodanno come ho già detto sono stata a casa di Marissa, si sono uniti a noi due ragazzi al primo anno di college e abbiamo passato la serata a guardare video e chiacchierare, nulla di scandaloso. Sui vari gruppi di exchange c'erano ovunque ragazzi che si lamentavano perchè erano da soli/senza alcohol, io non mi lamento. Non ho fatto il conto alla rovescia e non sono andata a una festa da coma etilico, ma d'altronde dovendo passare ogni santo anno il capodanno con i miei genitori non è stata una giornata al disotto dei miei standard. Gli exchange che continuano a lamentarsi rimpiangendo quello che avrebbero potuto fare in Italia davvero mi fanno cadere le braccia, sapevate che qui sarebbe stato diverso e che non potevate aspettarvi superfeste, a cosa vi serve lamentavi?
Comunque è stata una serata tranquilla. La mamma di Marissa mi fa morire perchè sembra essere convinta che sua figlia si droghi o qualcosa di simile, quindi ogni volta che qualcuno entra in casa inizia a chiedere "Hai dell'alcohol?" "Avete fumato?" "Marissa puoi venire qui che ti annuso l'alito?" "Are you high?"
Quando è stata informata che stavano arrivando due ragazzi ci ha detto che se avevano piercing li avrebbe sbattuti fuori e una volta saliti in camera ha farfugliato qualcosa sul non rimanere incinte. E il bello è che ai suoi tempi è rimasta incinta a diciassette anni...
Il primo dell'anno non ho fanno nulla perchè ero stanchissima, giovedì avrei dovuto andare al bowling con Andre e Chiara, quindi appena svegliata (all'una e mezza, sì) mi infilo sotto la doccia. Torno in camera in asciugamano, mi vesto e vado in bagno per asciugarmi i capelli, passo dal salotto e trovo il vuoto. Non so esattamente come sia successo, ma nei cinque minuti che ci ho messo a vestirmi tutti gli abitanti della casa sono usciti senza avvisarmi, quindi ciao ciao bowling
Rimango sempre perplessa quando succede. 
Venerdì avevo in programma di andare con Megan a fare babysitting a una famiglia che abita nel suo vicinato, ma dieci minuti prima la mamma ci ha informato di avere disdetto la cena ed è saltato tutto, evviva. Sono dunque andata da Marissa e ho dormito lì per la terza volta in una settimana e mezzo haha So che sono sempre da lei, ma davvero vive a uno sputo da me! Il giorno dopo sono andata al cinema a vedere The Wolf of Wall Street (Leonardo di Caprio <333), avevo invitato Ebba ma non poteva venire, sono quindi andata con... Marissa. Sorpresona. Bel film, anche se davvero confusionario e a tratti imbarazzante.
Domenica non ho fatto assolutamente nulla, inclusi i compiti. Huckleberry Finn, mi dispiace, tra di noi non può funzionare. Vai a casa e portati via anche Tom Sawyer, grazie.
Questo post non ha senso di esistere in realtà, lo pubblico a casaccio giusto perchè l'avevo scritto e appena risolvo una questione vi racconto di una cosa abbastanza scioccante che mi è successa. 
Futuri exchange students, pregate di non avere ISE come associazione partner, sul serio. Incrocio le dita per voi.