venerdì 4 luglio 2014

Graduation e quasi l'ultima settimana

Avevo cercato di fare qualche post sugli ultimi giorni quando ero ancora in America, ma non ho letteralmente avuto un secondo di tempo. Ormai sono a Milano da qualche giorno ma prima di parlarvene voglio andare per ordine, vi lascio a questo post che avevo cominciato ma non ero riuscita a finire, sono in ritardissimo ma pazienza :)

Ciao gentaglia, come va?
Mi sono resa conto che inizio sempre i post come se fossero una lettera haha
Oggi sono contenta ma mi sento un po' giù perchè manca troppo poco tempo, quindi ho voglia di scrivere.
Vi avevo lasciato qualche giorno fa alla fine della scuola, il giorno prima che i miei arrivassero. Giovedì ho avuto la terza e ultima esercitazione per la graduation al toyota center, quindi anche se era il mio primo giorno di vacanza mi sono dovuta svegliare relativamente presto, per fortuna Yuriy mi ha dato un passaggio e non ho dovuto prendere il pulmino alle sei.
E' stata abbastanza noiosa, hanno fatto sfilare le prime file per farci capire come funzionasse poi il vice preside si è lanciato in una competizione tra gli studenti: eravamo divisi in due file con un corridoio in mezzo (mentre noi exchange students eravamo in una fila a parte sul lato destro) e lui con delle domande cercava di stabilire quale lato fosse il migliore. Ha chiesto a turno ai ragazzi dei due lati di alzarsi se erano stati più di una volta nel suo ufficio, se suonassero uno strumento, se fossero in una classe AP ecc. A un certo punto ha chiesto di alzarsi a chi conoscesse più di una lingua e tutta la nostra fila si è alzata, tutti sono scoppiati a ridere e ci hanno applaudito hahaha
Dopo la prova sono andata con Ashley a mangiare da subway, poi siamo passate a prendere un caffè da starbucks e ci siamo fatte un giretto al mall. Avevo ordinato un vestito per la graduation una vita fa e visto che non è mai arrivato volevo vedere se ne trovavo un altro carino, e da pacsun ne ho preso uno davvero bello che era stato scontato da 35 dollari a 6 <333333
Quando sono tornata a casa ho trovato il vestito sparito sul mio letto, ovviamente era arrivato proprio quel giorno, ma alla fine è valsa la pena prenderne un altro.
Verso le nove e mezza di sera doveva arrivare la mia famiglia, e giuro che le precedenti tre ore sono state le più lunghe della mia vita. Da quando sono arrivati a Seattle ho continuato a mandare messaggi vocali a mia mamma su whatsapp, e negli ultimi quaranta minuti ero mezza impazzita (qual'è il modo migliore per tradurre freaking out in italiano?)
Andavo avanti e indietro con Alinda per tutta la via fino alla fermata del bus, poi mi sono messa ad aspettare fuori dalla porta mentre la mia host family continuava a ridere e dirmi che sembravo drogata. Sono corsa in contro alla macchina sbagliata una volta ma poi finalmente sono arrivati e giuro che non ero mai stata così felice di vederli, anche se è stato un po' uno shock. Mio fratello era più alto del previsto, barbuto e non so come sia possibile ma ha cambiato voce di nuovo, mentre i miei genitori sono sempre gli stessi.


Papà <3


E' stato strano vederli cercare di comunicare con la mia host family. Quando andiamo all'estero mio padre è sempre quello che sa parlare inglese, e quel giorno per la prima volta mi sono resa conto che invece ha un accentaccio, anche se mia mamma è peggio haha
 
Il giorno dopo, venerdì, era il giorno della graduation. Al mattino abbiamo avuto avuto a scuola senior breakfast e senior assembly, in pratica ciambelle gratis e un'assemblea celebrativa per noi seniors <3
All'assemblea hanno riconosciuto seniors meritevoli, dai vari presidenti dei club (Ashley compresa) agli atleti, poi hanno chiamato anche gli exchange students. Ci hanno dato le nostre bandiere ed eravamo in fila davanti a tutta la scuola in mezzo alla palestra, poi ci chiamavano per nome e paese e dovevamo fare un passo avanti, tutti hanno strillato e applaudito in modo impressionante, non me lo aspettavo. Ero così emozionata che stavo tenendo la bandiera al contrario, che cretina hahaha
Era il modo della scuola di dare l'addio a tutti i seniors, e quando è finita i prof hanno creato un tunnel in mezzo alla quale siamo passati per poi uscire un'ultima volta.


Non fate caso alle teste in mezzo, quello è il tunnel con i prof che porta all'uscita


Nel tragitto ho abbracciato Mr. Murphy e Mr. McDonald, è stato un momento abbastanza toccante anche perchè di sottofondo c'era counting stars, la canzone della classe del 2014.
Usciti ci siamo diretti vicino ai campi da tennis, dove il muro che sta in mezzo al prato era stato dipinto di verde con un gigantesco "class of 2014" in giallo.





Dopo che tutti l'hanno firmato io e Ashley siamo tornate a casa.
Alle sette c'è stata la graduation. Siamo arrivate un po' prima, mi sono infilata cap&gown e ho avuto tempo per un po' di ansia.

 Io ed Ashley fuori dal Toyota Center
Exchangers prima della cerimonia. In ordine Lukas, Carla, Andre, Io, Aureliane e Stefanie, non sono sicura di dove fossero gli altri due. Non siamo riusciti ad ottenere nemmeno una foto tutti insieme haha


La cerimonia è stata infinita. E' partita con alcuni e studenti e professori che hanno fatto dei discorsi, e già da lì si poteva notare la differenza tra Italia e America. I prof hanno parlato di quanto fossero fieri della classe del 2014 e di quanto anche gli studenti gli abbiano insegnato tanto, i ragazzi ringraziavano i professori e parlavano del liceo come anni bellissimi di crescita, pieni di fierezza per la nostra scuola e impazienza per il futuro. Un ragazzo ha parlato di quanto sia difficile coordinare scuola, lavoro, amicizie ed attività extrascolastiche mentre faceva il giocoliere con tre palline.
Dopo i discorsi noi exchange students siamo stati chiamati sul palco e uno alla volta hanno detto il nostro nome e paese per poi darci un diploma onorario.

So che non si vede nulla, ma questi eravamo noi sul palco

E' stato un momento di un'emozione unica, con tutti che applaudevano per noi, non capivo più nulla. Dopo tutti i senior sono stati chiamati uno ad uno, ed è stato un processo davvero interminabile. Alla fine della cerimonia c'è stato il lancio dei cappelli e poi basta, la nostra esperienza nella scuola americana è finita per sempre. E' stato strano perchè sentivo che Ebba e Ali avrebbero dovuto essere lì con noi...



E' stata un'emozione grandissima, non cercherò nemmeno di descriverla. Come durante l'ultimo giorno di scuola si mischia l'emozione del ce l'ho fatta e il è finita per sempre. Tutti sorridono e ti abbracciano, ti fanno i complimenti e ti dicono che sono fieri di te. Finita la cerimonia siamo usciti e nel prato fuori c'era un migliaio di persone, con tutti che si abbracciavano, salutavano, piangevano e facevano foto. Ho trovato anche qualche junior come Schuyler ed Erin. Dopo tutti gli abbracci e i saluti siamo tornati a casa.
Non ricordo se la sera stessa o il giorno dopo, ma abbiamo avuto il senior party. Ci sono andata con Ashley poco prima di mezzanotte e lì ho incontrato Carla, Aureliane, Stefanie e qualche americano; dal modo in cui veniva pubblicizzato dall'inizio dell'anno e dal fatto che l'ingresso mi è costato trenta dollari mi aspettavo grandi cose, e invece no. Era nella palestra della scuola (ndr: edificio gigante con tre palestre dentro), il tema “night on the beach” o qualcosa del genere  e c'erano palme di cartone e decorazioni un po' ovunque. All’ingresso ricevevi una busta con qualche omaggio per cose in città che non userò mai e dei punti per iniziare a giocare nelle varie sale, infatti c'era un casinò, una sala del bingo e altre cose, più punti vincevi più possibilità avevi di vincere premi alle estrazioni della lotteria. C'era cibo gratis ma faceva un po' schifo e la serata era abbastanza noiosa, inoltre non ho vinto nulla se non delle caramelle disgustose che ho dato a mio fratello.
Verso le due di mattina nella palestra piccola è iniziato uno spettacolo di ipnosi diretto da un tizio che avevo visto al country fair. Parecchi volontari si sono fatti "ipnotizzare" da questo tizio che li ha fatti ballare e fare qualche cosa ridicola, ma era chiarissimo che stavano fingendo tutti, lo spettacolo è durato decisamente troppo ed è diventato particolarmente noioso verso la fine. Dopo l'ipnosi hanno consegnato altri premi come assegni da 2000 dollari, iPads, computers con touch screen e altre cose del cui ovviamente non ho vinto nulla.
La festa doveva finire alle tre del mattino, ma quando siamo usciti erano le quattro e c'era già luce, e Ashley doveva andare a lavorare la mattina dopo hahaha
Nei giorni seguenti non ricordo esattamente cosa abbia fatto, ma sono uscita con i miei un paio di volte per fargli vedere il fiume e le Tri-Cities (come se ci fosse qualcosa da vedere...) e con i miei amici, comunque ero sempre fuori e la cosa mi fa un sacco piacere.
Sabato c'è stato il graduation party di Cleveland ed Ashley a casa di Cleveland, ero invitata anche a qualche altro ma alla fine non ci sono andata. Paula mi ha fatto la sorpresa di festeggiare anche me, c'era un cartellone di mie foto di quest'anno e una torta con il mio nome :)


I denti blu sono per via di una granita al mirtillo #dontjudgeme


Domenica sono andata con Carla a prendermi un caffè da starbucks ma per via di un incidente era saltata la corrente in tutti i negozi della strada, quindi ci siamo ritrovate a camminare sotto il sole per tre ore cercando un posto in cui mangiare e fare un giro a caso da Target per stare in un posto con l'aria condizionata.
Lunedì era l'ultimo giorno di Timo, quindi siamo usciti tutti insieme per salutarlo. Ci siamo trovati da Maui's apple (un posto dove fanno frozen yoghurt) con lui, Carla, Chiara (l'altra italiana) e Charlotte (ragazza tedesca), e siamo stati raggiunti dopo da Andre, Larry, Liliana (amica di Chiara che avevo già visto qualche volta), Luka il georgiano inquietante e un ragazzo messicaneggiante che ogni tanto si siede con noi a pranzo e di cui mi sfugge il nome. Ci siamo presi un gelato, abbiamo cazzeggiato un po' e poi siamo andati a piedi al fiume. Nella passeggiata sono stata con Larry e Carla ridendo e parlando tutto il tempo. Ero già amica stretta di Carla, ma ultimamente stavo legando tantissimo con Larry e mi dispiace da morire che sia successo solo nell'ultima settimana, qualunque cosa faccio non riesco a non pensare al fatto che dovrò abbandonare tutti. Giuro che non so come farò senza di Carla, le voglio un bene infinito e mi mancherà da morire. Mi riesce difficile immaginarmi in una situazione in cui non posso chiamarla e darci appuntamento per prendere un caffè a caso, non so come farò senza la sua allegria e i suoi tentativi falliti di parlare italiano, e lo stesso vale per Stefanie. Mi spezza il cuore l'idea di lasciare indietro tutte queste amicizie che ho coltivato con così tanto tempo e fatica, e parlo anche di Marissa, Erin, Larry, Timo, Schuyler o Derrick, Ashley e Paula. E' un'idea insopportabile, non riesco a contenere la tristezza.
Comunque non parliamone adesso, sto cercando di restare positiva. Quella sera ho mangiato da Texas Roadhouse con le mie due famiglie, è stato divertente. Paula e mia mamma hanno iniziato a rendersi conto di quello che io so dalla prima settimana qui, ovvero che Derrick e mio fratello Ale sono la stessa persona, due gemelli separati alla nascita. Hanno lo stesso tipo di comportamento, umorismo e modo di infastidirmi, forse è per quello che mi sono sentita a mio agio con lui fin da subito. Magari non mi sono inserita nella mia famiglia ospitante a tal punto da sentirmi completamente parte di loro ma sul fatto che Derrick ormai sia mio fratello non c'è dubbio. Voglio a quell'idiota un bene infinito ed è una delle persone che mi mancherà di più, anche se più torno su questo argomento più non riesco a farmi venire in mente qualcosa che non mi mancherà. 
Me ne rendo sempre più conto in questi giorni e l'idea mi terrorizza, non so come sia possibile che Stefanie e Carla dicano di essere pronte per tornare, io non potrei mai esserlo nei prossimi mille anni. Eppure è così, la presenza dei miei genitori qui e la data di ritorno che si avvicina mi dicono di darmi una mossa e iniziare a preparare le valigie. Nello stesso modo in cui quando cadi o prendi una botta hai quel secondo in cui te ne rendi conto prima che parta il dolore, riesco già a sentire lo shock culturale e il 15 giugno che mi arriva addosso violentemente. E parte del dramma è il fatto che nessuno che non ci sia passato può capire. Gli exchange futuri che sono nell'impostazione mentale della partenza magari possono averne una vaga idea, ma non la famiglia o gli amici in Italia. E la prova è il fatto che non parlano di nient'altro, ormai appena prendo il telefono trovo messaggi pieni di "Quando torni?" "Tra poco ci vediamo <3" "Sono così felice che stai per tornare!"
Lo so che non capiscono cosa voglia dire, ma ognuno di quei messaggi è uno schiaffo in faccia. Lo so che sto tornando, non ho bisogno che me lo ricordate. Non dieci volte al giorno. Non ci voglio pensare, vi prego, vi prego, evitate. E' la cosa peggiore che possiate dire.
Comunque cerco di prenderla con filosofia, almeno in questi giorni sono piena di cose da fare e sono circondata da amici che mi vogliono bene e mi danno supporto :)
Mi rendo conto di essere fortunata, fortunatissima. Come mi dicono tutti dall'Italia, prima o poi doveva finire. E anche se mi arrabbio sempre quando lo leggo, è la verità. Quindi cerco di caricarmi di energia positiva e vivere questi ultimi giorni al massimo :)

mercoledì 4 giugno 2014

Ultimi giorni di scuola

Ciao fantasmini, come state?
Vi scrivo dal mio backyard, qui è tiepido e c'è una luce stupenda, queste sere di inizio estate sono bellissime. Non vi aggiornavo più meno dal periodo in cui è partito Levani, che con il poco tempo che mi rimane mi sembra una vita fa. Ormai mi rimangono meno di due settimane, la scuola sta finendo ed è un periodo pieno di emozioni.
Mentre i ragazzi più piccoli avranno lezioni fino al dieci Giugno domani è l'ultimo giorno per i senior e venerdì c'è la graduation, sembra impossibile ma il tempo è già finito. Due giorni all'arrivo della mia famiglia, tre alla graduation, undici al mio compleanno e dodici al mio volo di ritorno, poi quest'anno diventerà un ricordo.
Sono successe tante cose in questo periodo e anche volendo non riuscirei a raccontarle tutte, quindi mi limito agli ultimi giorni. Ieri, ovvero lunedì, era l'ultimo giorno di scuola intero per i senior visto che oggi e domani ci sono le prove per la graduation. 
Questa settimana ho portato a scuola una bandiera americana da fare firmare a tutti e mettere da qualche parte nella mia camera, avevo un po' paura delle reazioni della gente visto l'ossessione che hanno per i simboli americani e facevo bene. Del tipo che c'è un modo particolare in cui bisogna piegarla, alcuni hanno trovato terribilmente offensivo che ci scrivessi sopra e mi è stato detto che se tocca terra devo bruciarla... hahahaha
Lunedì ho fatto i finals di American Lit e Psychology, di una facilità imbarazzante. Per darvi un'idea quello di American Lit era su un libro che non ho letto e la mia preparazione è stata leggere un'ora prima un riassunto su internet, avevo intenzione di copiare ma era così facile che non ne ho avuto bisogno.
Questa mattina, ovvero martedì, non avevamo lezioni e l'esercitazione per la graduation era allo stadio della scuola alle nove, quindi ho dormito un po' e mi sono fatta dare un passaggio da Yuriy. Arrivati lì mi sono resa conto che i senior sono come minimo 200 e giuro che non avevo mai visto prima la metà delle facce presenti. Ci siamo seduti sugli spalti ed è inizato un discorso lunghissimo sul quanto sia una cerimonia importante, ufficiale e blablabla, poi ha iniziato a chiamare i nomi in ordine alfabetico e chi veniva nominato doveva spostarsi sull'altra metà degli spalti nell'ordine in cui saremo il giorno della cerimonia.
Comunque non siamo stati chiamati, ci hanno detto che venerdì non saremo con gli altri ma tutti insieme in una zona del palco e verremo chiamati per ultimi. Inoltre mentre tutti hanno tunica e cappello verdi noi saremo tutti in nero, questa cosa mi fa sentire un po' discriminata haha
Comunque quando le prove sono finite, ovvero dopo più o meno due ore sotto il sole cocente, siamo andati a mangiare da Dairy Queen con Yuriy, Andre e Ive, poi siamo tornati a scuola per le lezioni del pomeriggio. Ho avuto l'ultima lezione di fotografia che ho passato metà in cafeteria con la gente del lunch A e metà a Studio Arts con Stefanie (non che di solito io sia nella mia classe haha)
Salutare Mr. Murphy mi ha un po' spezzato il cuore visto che è by far il mio prof preferito, ma ho promesso che tornerò a trovarlo domani. Dopo ho avuto il lunch B, l'ultimo pranzo con i miei amici, ancora più heartbreaking.
Abbiamo fatto un sacco di foto e c'era la stessa atmosfera divertente di sempre ma con un retrogusto di tristezza, non riesco a credere che non mangerò più gli orribili hamburger della scuola con loro durante una gara di foto a tradimento, non assisterò più al tentativo di Larry di imitare il linguaggio dei gesti italiano, non farò più l'idiota con Carla o litigherò furiosamente con Timo. Mi mancheranno da morire, sul serio. E lo so che probabilmente li rivedrò ancora un giorno, ma non sarà mai la stessa cosa. Non li rivedrò mai tutti insieme e non sarà mai più in questo contesto scolastico che ormai è la mia routine e al quale sono affezionata, questa idea mi spezza il cuore.

Il gruppo come me lo ricorderò sempre.
Io, Carla, Stefanie, Timo, Larry, Schuyler, Aureliane e Ive.

Suonata la campanella ho iniziato ad andare un po' in panico per Drama visto che avevo un final per la quale era preparata solo a metà, ovvero una prova di recitazione davanti a tutta la classe. La scena è andata abbastanza male perchè una delle protagoniste era assente ed è stata rimpiazzata da una ragazza che non aveva mai letto prima il copione. Ha rallentato tutto mancando qualche battuta e leggendo nell'ordine sbagliato, con la conseguenza di confonderci e fare sbagliare anche noi. Ovviamente non era colpa sua, comunque io sono andata bene quindi non me ne frega più di tanto. A metà della lezione alcuni junior ci hanno fatto un tributo musicale, è iniziato con loro che cantavano Radioactive degli Imagine Dragons accompagnati dalla cup song ed è finito con un sacco di canzoni diverse durante le quali il gruppo trascinava un senior alla volta in mezzo alla stanza e lo costringeva a ballare. Al mio turno la canzone è stata pa pa l'americano, giusto perchè un po' di finto spirito italiano non sta mai male haha
All'ultima ora ho avuto American Lit e anche se mi aspettavo di scoppiare a piangere non è successo. Il punto è che nonostante fosse la mia ultima lezione lì non era l'ultimo giorno di scuola, quindi era un momento confuso. Se l'ordine di questi due giorni fosse stato invertito e avessi avuto American Lit come ultima ora posso assicurare che avrei pianto come una fontana e mi sento di scommettere che Marissa e Stefanie mi avrebbero imitata.
Ho fatto firmare l'annuario in giro e quello che hanno scritto mi ha fatto venire gli occhi lucidi, non sarò scoppiata a piangere ma hanno continuato a bruciare per un bel po' dopo il suono della campanella. Dopo scuola sono andata con Marissa ed Erin da Dutch Bros (una specie di starbucks locale) e a prenderci un pretzel al mall, poi Erin è andata dal dentista e noi abbiamo fatto finto supporto morale mentre dalla sala giocavamo a mario cart sulla wii. Ho mangiato un sacco di junk food e a casa stavo di merda ma sto cercando di convincermi che essendo gli ultimi giorni me lo posso concedere.

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Ora scrivo da mercoledì, quello che è stato l'ultimo giorno di scuola. Domani a quest'ora starò abbracciando la mia famiglia e in due giorni ho la graduation, assurdo.
L'ultimo giorno è stato strano e pieno di emozioni. Ho preso lo scuolabus come ogni mattina per l'ultima volta e continuavo a cercare di imprimermi nella mente immagini della mia vita qui, ma fino all'ultima ora non riuscivo a rendermi conto e sembrava un giorno come qualunque altro. Sono arrivata a scuola stanca morta visto che ieri non ho dormito per un progetto che dovevo finire e al primo periodo durante government abbiamo guardato un film al quale non ho prestato attenzione per mezzo secondo. Alla seconda ora ho lasciato le mie cose nella classe di psychology e visto che ieri me lo sono dimenticata sono andata a restituire i bathroom pass a Mrs. Hatcher, lì ho trovato Carla e sono andata nella sua classe di fotografia da Mr. Murphy a cazzeggiare un po' prima di tornare in classe. Quando sono effettivamente tornata a psicologia stavano vedendo un film, ma non l'ho guardato mezzo secondo e ho parlato con Sundas e Sumbal tutto il tempo. Abbiamo fatto qualche progetto di cose da fare prima che io parta ma sono abbastanza sicura che alla fine non faremo nulla haha
Al terzo periodo ho avuto leadership, la mia ultima ora alla Richland High. Per tutta la mattinata avevo la sensazione di essere in un giorno normale, ma durante la terza ora ho davvero iniziato a sentire un peso sullo stomaco e la tensione. Ho dovuto presentare alla classe una specie di discorso/power point sui miei obbiettivi nella vita, la mia motivazione e i miei modelli di riferimento e mi sono ritrovata a parlare di quanto quest'anno sia stato implorante per me e mi abbia dato un'idea di cosa voglio dal mio futuro. Era un momento così pieno di emozione che credo di avere avuto un inglese terrificante, anche se tutti hanno detto che è andata bene. La ragazza che si siede vicino a me ha detto che si aspettava che scoppiassi a piangere hahaha
Non che avesse tutti i torti in realtà, le lacrime sono arrivate dopo. Abbiamo visto uno slideshow sugli atleti di track, e io continuavo a fissare l'orologio. Come colonna sonora del video c'erano tantissime canzoni che mi ricordano l'america e i balli scolastici, giusto per aggiungere un po' di tortura psicologica. Quando mancavano venti minuti ho iniziato a sentire gli occhi lucidi e le lacrime salire, cercavo disperatamente di guardare il video e fare finta di nulla ma al suono della campanella sono scoppiata. Stefanie vedendomi piangere ha iniziato anche lei e io non riuscivo più a smettere, continuavo a ripetere "it's over" e abbracciarla.
Qualheim (il prof) ci ha abbracciato e ha detto qualcosa di molto carino che davvero non ricordo, poi io e Stefanie ci siamo dirette verso lo stadio per la graduation practice. Mentre passavamo dai corridoi non riuscivo davvero a fermare le lacrime e sono stata abbracciata ancora un paio di volte, anche da una ragazza che non conosco haha
Continuavo a pensare a quanto sia stato un'onore essere un bomber, di quanto sia fiera della mia scuola e quanto mi mancherà. Se penso che non avrò mai più una classe con Mr. Murphy, eventi da organizzare a leadeship, pranzi con i miei amici o momenti di delirio ad American Lit mi vengono gli occhi lucidi anche ora. Semplicemente è finita e non c'è nulla che possa fare per rallentare il tempo, per quanto vorrei. Mi sentivo felice di avercela fatta ed essere arrivata alla fine di quest'anno bellissimo, fiera di me e della mia scuola, ma allo stesso tempo c'è il dolore della consapevolezza che sia finita per sempre.
Siamo andati allo stadio e abbiamo avuto le prove, anche se in realtà non abbiamo fatto assolutamente nulla. A mezzogiorno c'era il senior lunch/barbecue nel prato dietro ai campi da tennis ma la fila era infinita e sotto al sole cocente, quindi io, Carla e Stefanie siamo andate a prenderci qualcosa al bombers drive in. Siamo rimaste un po' la a parlare, poi visto che non avevamo nulla da fare e dovevamo aspettare le due e mezza per tornare a casa con lo scuolabus siamo andate nella classe di Mr. Murphy, dove abbiamo passato tutto il resto della giornata facendo foto a caso e importunandoci a vicenda.

Nella prima foto io e Aureliane e nella seconda io e Carla 
(non siamo grasse quanto sembriamo, giuro hahaha)

 Io davanti all'ingresso principale della scuola da perfetta turista

Questo è stato l'ultimo giorno, anche se credo che tornerò a scuola un altro paio di volte per ritirare documenti vari. In Italia sono le sette e quaranta del mattino e alle dieci la mia famiglia ha il primo volo per Francoforte, sono felice di vederli ma per qualche motivo l'idea del loro arrivo mi mette un'ansia assurda. Voglio mostrargli le Tri-Cities e la mia host family, ma allo stesso tempo l'idea di averli qui in un mondo nel quale non c'entrano nulla mi fa strano. Non riesco ad immaginarli al Toyota Center, lo stesso posto dove sono andata al prom con Andre e a tutti gli altri balli, in mezzo agli americani ad assistere alla mia graduation.  E a proposito di questo, il vestito che ho ordinato una vita fa non mi è ancora arrivato, incrociate le dita per me!
Non so mai come concludere ma ora vi saluto perchè devo riempire dei documenti, bye :)

mercoledì 21 maggio 2014

Il primo addio e pensieri su quest'anno

Oggi sono rimasta a casa e non ho fatto nulla tutto il giorno, quindi ho voglia di raccontarvi quello che è successo nell'ultima settimana (anche se ora che finisco il post ne è passata un'altra haha).
E' stato un weekend pieno, divertente e triste allo stesso tempo. Prima di tutto venerdì sono andata a vedere con Alissah e Carla lo spettacolo del drama club, il Mago di Oz. Non avevo mai visto il film e non avevo idea di cosa aspettarmi, e devo dire che sono davvero rimasta colpita. Dorothy era impersonata da Firen, host sister di Carla, che è stata bravissima. Di solito i musical mi annoiano ma loro sono stati così bravi che non farti piacere le canzoni e le coreografie sarebbe stato impossibile. Era tutto realistico ed originale, da Toto che è stato impersonato da un cane vero, al momento del tornado in cui c'erano attori che volavano al modo in cui hanno realizzato Oz, con tanto di macchina del fumo. Potendo lo andrei a vedere di nuovo, mi è piaciuto davvero tanto.

Cupcakes che vendevano durante lo spettacolo
con tanto di arcobaleno e le scarpe rosse, yum!

Sabato invece c'è stata una festa di addio per Levani, l'exchange student della Georgia (non quello inquietante, l'altro) che parte martedì. E' stato triste perchè è il primo exchange che non lascia l'America per sua scelta ma perchè effettivamente è finito l'anno. Non voglio che comincino a partire, non riesco a rendermi conto che ormai ci siamo, sta iniziando una catena di addii che non sono pronta a dare. La festa era divertente ma anche triste, sono tornata a casa con l'ultimo giro di passaggi verso le due di notte con la sorella ospitante di Levani che cosacazzoc'èdisbagliatoinlei stava messaggiando mentre guidava. E' stato deprimente soprattutto perchè c'era qualcosa tra me e lui, ma di questo facciamo che non ne parlo haha
Il giorno dopo io, Levani, Andre, l'altro Georgiano inquietante e qualche ragazza che non conosco più di tanto siamo andati al mall, ma visto che era la festa della mamma ed erano tutti occupati ho ottenuto un passaggio abbastaza tardi e sono dovuta tornare presto, sarò rimasta lì si e no un ora e mezza. Dopo un gelato da MyFroYo, alle sette i ragazzi avevano una cena quindi ho salutato Levani per l'ultima volta e sono tornata a casa. 
E' una sensazione così assurda che non riesco a sentirmi triste, non riesco a realizzare che è l'ultima volta che vedo quelli che partono, anche se razionalmente lo so non riesco ad essere triste sul serio. Mi rendo conto sempre di più che non sono capace di dare addii, non riesco a mettermi nell'impostazione mentale che mi fa capire che è l'ultima volta, non me ne rendo conto. Credo che andrò in crisi solo alla mia partenza, non oso immaginare quanto piangerò...
Ora che mi è stata sbattuta in faccia la realtà del fatto che siamo a metà Maggio, l'anno sta finendo e stiamo iniziando a tornare a casa mi rendo conto che non sono pronta a partire. Non sono pronta e non lo sarò mai, al pensiero che i miei genitori saranno qui in meno di venti di giorni mi gira la testa, non ce la faccio. Più quel maledetto 15 giugno si avvicina e più il pensiero mi fa stare male.
E' una cosa che si può capire solo quando la si prova, un mix di emozioni che contrastano tra di loro e che al pensiero mi fanno venire voglia di andare a piangere in un angolino.
Da una parte ovviamente mi manca l'Italia. Mi manca la mia famiglia, i miei amici, Milano, la mia scuola, la libertà del potere andare dove vuoi con i mezzi, l'indipendenza, le uscite del sabato sera, il non sentire di avere tredici anni. Mi manca tutto da morire, ed oltre a questo sono felice alla prospettiva di tornare a casa e rivoluzionare le cose. Sono cambiata, sono cresciuta in questi otto mesi più di quanto l'abbia fatto negli ultimi anni e i problemi che avevo prima mi sembrano risolvibili con uno schiocco di dita.
Magari non è una cosa che puoi vedere nel modo in cui mi comporto perchè alla fine sono sempre io, ma sono cambiata e ho una visione completamente diversa del mondo e di me stessa. Sono più sicura di me, più rilassata, meno paranoica e ansiosa. Quando la vita ti mette in una situazione in cui te la devi cavare con le tue forze impari cosa siano problemi veri, quelli da risolvere con le tue mani, e tutto il resto sembra una passeggiata. Quando penso al mio futuro, adesso so che quello che voglio è possibile, posso essere forte e devo solo sforzarmi per ottenere quello che voglio.
L'autostima che non avevo mai avuto è aumentata, so quello che valgo e questo mi da sicurezza. Ho imparato a volermi bene. Anche per le cose più stupide come l'aspetto fisico: sono ancora in grado di elencare una ad una tutte le parti del mio corpo ed almeno un motivo per cui non mi piacciono, ma semplicemente non lo faccio, perchè sto imparando a guardarmi allo specchio ogni giorno e volermi bene lo stesso. Mentre mi pettino alla mattina invece di guardare i segni della stanchezza o concentrarmi su quello che non mi piace mi sorrido, e so che è tutto quello di cui ho bisogno.
Non l'approvazione degli altri, non una vita fantastica, la prima cosa mi serve è l'amore di me stessa e io semplicemente me lo prendo.
Quest'anno mi ha dato così tanto, e l'ha fatto perchè la mia esperienza non è stata perfetta. Per quanto ci tenga a raccontarvi i momenti positivi che voglio ricordare, ci sono ovviamente stati anche quelli deludenti in cui mi sono sentita sola e lontana da tutto. Ma come ho letto da qualche parte, non impari ad essere forte finchè essere forte è l'unica scelta che hai. E io l'ho fatto, come tutti noi.
Se fossi finita in un posto in cui nel giro di una settimana ero piena di amici non avrei avuto bisogno di darmi una mossa e diventare più socievole. Avrei avuto un'anno più divertente? Sì, probabile, ma non sarei cresciuta, e questo vale con tutto il resto. Se avessi avuto la famiglia perfetta non avrei rimpianto la mia. Se fossi finita nel paese che mi fa completamente innamorare, non mi sarei innamorata dell'Italia. Non sono mai stata più patriottica di così, amo il mio paese in un modo che mai mi sarei aspettata. Sono fiera e grata di essere italiana, di venire dal paese più bello del mondo, e non rinnegherei mai la mia origine per nulla.
Se non avessi avuto continui problemi, non avrei imparato a darmi una mossa, rimboccarmi le maniche e risolverli. Oppure non risolverli, ricevere le conseguenze e una lezione. Se non mi fossi mai sentita sola non avrei mai capito il valore della vera amicizia. E' vero quando ti dicono che partendo scopri chi siano i tuoi veri amici perdendo gli altri, ma è anche vero che ora sono più decisa che mai a recuperare delle amicizie che avevo più o meno lasciato andare.
Quest'anno mi ha fatto crescere, cambiare. Sono ancora la ragazza che si lamenta per qualunque cazzata? Sì, ma quando ho un problema davvero mi rimbocco le maniche e lo risolvo, o almeno ci provo senza arrendermi. Sono ancora quella delle battute stupide, dei calzini con le tartarughe ninja, che si comporta da idiota nella quasi totalità del suo tempo ed è sempre in grado di dire e fare la cosa sbagliata al momento sbagliato? Sì, sono sempre io, ma con un bagaglio di esperienze diverso che non avrei potuto avere in un periodo di tempo così breve in nessun'altro modo.
Come posso lasciare il paese che mi ha dato tutto questo? Questa non è stata l'esperienza perfetta, ma è per merito suo che sono diventata ciò che sono adesso. Sono grata di avere avuto questa possibilità, e posso dire senza ombra di dubbio che è stata la decisione migliore che potessi mai fare. Quest'anno ha cambiato tutto, e continuerà a cambiare tutto anche in Italia, ma vorrei solo che non lo facesse ora, che avessi ancora tempo.
Non fraintendetemi, non voglio restare nelle Tri-Cities. Diciamocelo, non ho avuto molta fortuna a capitare nel mezzo del nulla, e ho perso il conto delle persone che mi hanno detto che sono dispiaciuti che ci siano così tanti exchange students bloccati qui.
Restare non avrebbe senso, la metà di quelli che conosco non ci sarebbe più, che tornino a casa o vadano al college, e io mi sentirei fuori posto. Non so nemmeno se voglio vivere in America un giorno, chi lo sa?
Ma non posso sopportare di lasciare tutto, questa ormai è la mia casa, e so che metà del mio cuore rimarrà sempre qui, bloccato in quest'anno. Non voglio dire addio a nulla, nemmeno le cose più stupide che fanno parte della mia vita e alle mia abitudini.
Ormai questa è la mia vita e quello che sono. Potrò tornare in Italia, ma sarò sempre un'exchange student. Non dimenticherò mai, porterò questi dieci mesi per sempre con me.
Avrò dei rimpianti, come li ho adesso, e mi sembra che il tempo rimasto per tutto quello che voglia fare sia troppo poco, ma questo mi ha insegnato che il tempo passa prima che possiamo rendercene conto, e dobbiamo solo buttarci.
Non sono perfetta, non metto in pratica tutto quello che dico, ma ci sto lavorando e per la prima volta sento che la mia vita è davvero nelle mie mani, sono piena di progetti e sogni e so cosa voglio da me stessa e dalla mia vita più chiaramente di quanto non abbia mai fatto.
Un'altra cosa di cui mi rendo conto è che nessuno di quelli che non sono partiti potra` mai comprendermi fino in fondo. E' stato un capitolo fondamentale della mia vita, ma tutte le persone importanti per me l'hanno perso e non potranno mai davvero rendersene conto. Sono sicura che ci sarà chi pensera` che il mio è stato un anno di vacaza, chi cercherà di sfruttarmi per i compiti di inglese e chi al mio ritorno mi avra` dimenticata, ma per qualche motivo questa prospettiva non mi fa ne caldo ne freddo.
Mi piace pensare che le cose andranno per il meglio ora che sono cambiata, ma per certi versi penso che il cambiamento he ho fatto rimarra` qui. Non potro` piu` abbandonare questa mia nuova visione del mondo e di me stessa, ma ogni tanto penso che tornando all'ambiente di cui sono partita anche io prima o poi tornero` a regredire, e questo mi fa paura.
Sono cosi` tante emozioni contrastanti che potrei stare qui a scrivere per la prossima settimana e probabilmente non mi spiegherei lo stesso come vorrei, ma c'e` almeno una cosa che so e che non posso ignorare, e cioe` che io non sarò mai più a casa. Potro` tornare in Italia, ma una parte di me rimarra` sempre qui. Non nelle Tri-Cities, ma in questo anno. E` questo il prezzo da pagare, e ne vale assolutamente la pena.
Mi manca Milano, sì, ma a giorni alterni l'idea di tornarci mi da una sensazione di claustrofobia. Conosco persone da tutti gli angoli del mondo, conosco una nuova lingua e nuove mentalità, sono entrata in contatto con altre culture e questo mi da solo voglia di continuare a viaggiare, di vedere cosa ci sia più avanti. Voglio viaggiare, imparare lo spagnolo, mi pento degli anni delle medie in cui non ho nemmeno fatto finta di imparare il Francese e sento il bisogno di vedere di più, di partire e scoprire altro. Sono fortunata e ho sempre avuto la possibilità di viaggiare, ma se penso agli anni scorsi nei quali dicevo ai miei genitori che non avevo voglia di vedere una città ma solo di stare a fare il bagno in qualche piscina di un villaggio turistico senza mai mettere il naso fuori mi viene voglia di prendermi a schiaffi. Penso a tutte le occasione che ho sprecato, ma ora almeno so che posso apprezzare la mia fortuna. Voglio andare in Africa a fare volontariato, mangiare sushi in Giappone, partecipare al carnevale in Brasile, andare in Corea anche se non ho la più pallida idea di cosa trovarci, vedere gli Universal Studios di Los Angeles, camminare sulla muraglia cinese, mangiare vero cibo indiano, fare surf in Australia e andare in tutti quei posti che non avevo mai sentito il bisogno di conoscere. Voglio sapere ogni lingua, andare in capo al mondo solo per vedere cosa ci sia e non limitarmi a farmi passare la vita davanti nell'appartamento milanese in cui sono cresciuta. 

Potrei scrivere per altre sei ore ma questo post è decisamente diventato troppo lungo, con questo cambio di discorso improvviso vi saluto. Grazie per i commenti e grazie alle ragazze che mi hanno contattata su facebook :)
-23 giorni

martedì 20 maggio 2014

The Lion King Blood Drive

Come credio di avervi gia` accennato la settimana scorsa abbiamo avuto la blood drive, ovvere una giornata a scuola in cui era possibile donare il sangue. Essendo in leadership ero tra le persone che hanno organizzato tutto e ho passato il giorno delle donazioni ad aiutare, dando cibo ai donatori, prendendomi cura di chi sveniva ecc. In piu` ho creato il design dellle t-shirt che tutto lo staff ha indossato, applaudetemi.
Mr Q. ci ha dato il compito di scrivere un essay sulla giornata, quindi in caso che vi interessi lo posto qui :)

The first thing I did for the blood drive was designing the shirts. We talked in class about the theme and I voted for the needles because I thought that nobody would have bought a shirt with Disney characters, but when Stefanie proposed to use the logo of the Lion King’s Broadway musical I liked it, so at home I sketched a design. I think it turned out pretty good, I am just a little disappointed because it took such a long time to decide the theme and then we almost didn’t order the shirts because not enough people bought them. It’s weird because a lot of donors asked me where they could buy them, we could have gained some money selling them.
I also wished we did something of what we planned, like use a safari theme or do something about the Lion King, or we could have at least played the movie’s songs during the drive.
The week before I helped the preparation making two posters. On wednesday, the day of the Blood Drive, I didn’t come to school at 6 with the first shift because I was absent the day before and I didn’t know we were supposed to be there that early. When I arrived to school I went to the gym to help, but then I had to go to my first and second period. During third hour I went back to the gym and helped how I could, giving food to donors waiting to go back to class and fixing some falling posters, but there were already a lot of people and I didn’t know what I was supposed to do.
When third period ended I had to go to my fourth period, but at lunch I went back to the gym and I stayed there for the rest of the day. I started checking people in the double red line, then I got assigned to the escorts. I went checking donors, asking if they were okay and if they needed water or something to eat and talking to the ones waiting in line trying to be positive and smile.
While some people were going to get lunch I stayed for a while at the desk signing out people that were going back to class. It was hard because a lot of names were misspelled (some of them really badly!) and they were not in order, so every time I was checking the list two or three times while more people had to wait.
After a while the situation got better, there were less people and I was just talking with them making sure they were okay. I had some trouble with kids that didn’t want to go back to class, one in particular was pretending to feel bad while I heard him two minutes before saying to his friend that he wanted to sit all day. He was laughing, talking and looked perfectly fine but it took a lot of time to make him leave, and even when I thought he went away I saw him again laughing with friends at the double red line. The problem is that we didn’t look like we had authorithy and kids that were just loosing time didn’t get in trouble.
After a while I was escorting students again and I found some people I know donating blood, so I was talking with tem during the donations trying to make them feel better and going around trying to help nervous people. The nurses were really nice, most of them were talking and joking with donors, I was positively impressed.
I kept talking with people and giving them food until two, when we started cleaning and taking off posters and chairs, than at 2:30 I left because my bus is the first one to leave.

Overall it was a nice experience, I’m glad that we got so much blood and I’m impressed to see how many brave students there are in this school. I couldn’t donate because I’m foreign, but even if I had the possibility I don’t know if I would have done it, I am really afraid of blood and needles and I would have panicked. I’m sure that I would have passed out, and I was surprised to see few people having a negative reaction, I had to convince a lot of them to sit for some minutes because some didn’t even wanted to rest. I really like this kind of school activity and I wish that we had them in Italy too.

martedì 13 maggio 2014

Second semester routine

6:00 - Mi sveglio. Tiro giu` tutti i santi per via dell'ora, poi finalmente mi decido ad alzarmi, passo dalla cucina ed afferro qualcosa per colazione, che sia un panino al burro di arachidi, cereali o qualche dolce che Derrick ha preparato il giorno prima. Mi lavo la faccia,  mi vesto, mi trucco e corro fuori dalla porta con zaino e sacca da tennis ai 45.
6:50 - Arriva il pulmino giallo alla mia fermata, mi siedo al solito posto e mi infilo le cuffiette nelle orecchie. Durante il tragitto tendo ad ascoltare musica, addormentarmi a scatti e chiacchierare un po' con Yuriy o Ive quando salgono.
7:35 - Arrivo a scuola. Lascio la borsa di tennis nel mio armadietto e mi dirigo in cafeteria al solito tavolo dove passo un po' di tempo con Carla, Stefanie, Shuyler, Aureliane, Lukas, Larry, occasionalmente Marissa e qualche altro amico prima del'inizio del primo periodo.
7:55 - Al suono della campanella io e Lukas ci dirigiamo verso l'edificio 2000 per government. Entro nell'aula, ridicolmente piena di exchange students: io, Stefanie, Timo, Andre, Lucas e anche Ebba ed Ali prima che partissero. Ci sediamo, leggo il fumetto politico del giorno sulla lavagna e inizia la lezione, tra Mr. McDonald che cerca di zittire Andre, discussioni noiosissime sul governo americano e chiacchiere con Stefanie.
8:50 - Suona la campanella, esco dall'aula ed entro nella classe di psicologia qualche porta più in là. Mi siedo vicino a Sundas, Sumbal e Nick, che tendono a non chiudere la bocca per tutta la lezione. La prof è Mrs Westerfield, è divertentissima e riesce a tenere sempre vivo l'interesse della classe, la adoro.
9:55 - Campanella, scendo le scale, esco dall'edificio ed entro nell'aula di leadership, occasionalmente facendo il tragitto con Yuriy o Sundas che stanno andando nella mia stessa direzione. Mi siedo tra una sophomore con i capelli rosa e un ragazzo di nome Austin, ma tanto non siamo quasi mai in classe e ci spostiamo in cafeteria per il progetto del giorno. Prepariamo cartelloni per pubblicizzare il prossimo evento scolastico, organizziamo assemblee, andiamo in giro per svuotare i cestini del riciclaggio o comunque abbiamo sempre qualcosa da fare, tendo a passare l'ora con Stefanie e Shayla.
10:55 - A campanella suonata torno in classe per afferrare lo zaino e vado a fotografia. Purtroppo nel secondo semestre avendo spostato la classe dal secondo al quarto periodo non conosco praticamente nessuno, soprattutto ora che Ali non c'è più. Il più del tempo non lavoriamo nemmeno, nei giorni in cui non riesco ad uscire fotografia è davvero una tortura. Di solito aspetto l'appello e vado da Stefanie nella classe di studio art, a Mr. Murphy non interessa perchè è la classe di sua moglie, quindi di solito vado lì per cazzeggiare, chiacchierarare un po' e disegnare, ho più amici in quella classe a fotografia. Torno in classe quando suona, ma prima della campanella di solito sono già usciti tutti. Ogni venerdì Mr Murphy fa la stessa raccomandazione prima di uscire: "Don't drink, don't do drugs, don't do it, nobody wants to do it with you anyway. Have a good week-end!"
11:55 - E' finalmente l'ora del lunch B, quindi mi siedo allo stesso tavolo del primo quadrimestre, se non per il fatto che ora siedono con me Stefanie, Carla, Larry, Shuyler, Ive, Timo, Aureliane e occasionalmente qualcun'altro. Se non ho voglia di comprare il pranzo in mensa le opzioni sono ramen istantaneo al negozietto della scuola, un hamburger ai bombers (il drive-in vicino a campi da baseball) o un'incursione da Taco Bell/Subway/qualunque fast food sulla macchina di Erin.
12:30 - A pranzo finito inizia il fifth period, quindi con Stefanie entro nell'auditorium, nella classe di advanced drama. Andiamo sul palco a fare qualche esercizio, leggiamo qualcosa, facciamo qualche gioco, ma mai nulla che c'entri con la recitazione. Perchè ho scelto le mie classi così male?
1:30 - Quando suona la campanella io e Stefanie andiamo verso American Lit, che e` uguale allo scorso quadrimestre se non per i posti e qualche studente nuovo. Mezz'ora va sempre via con Mrs. Hatcher e i suoi inutili monologhi, e il resto del tempo in genere mi sposto da Alissah, Erin e Marissa all'altro capo della classe e non faccio nulla <33
2:30 - La giornata scolastica e` finalmente finita, quindi mi incontro con Carla davanti alle macchinette al piano di sotto, afferro la borsa di tennis dal mio armadietto e chiacchieriamo un po' con Shuyler, Larry e gli amici di passaggio per poi andare in bagno a cambiarci.
3:00 - Inizia tennis, anche se di solito metà team si presenta un po' prima per fare allenamento. Nel caso ci sia un match di solito il pulmino parte dal parchggio del campo da football diretto a Hanford/Kennewick/Pasco/Kamakian o qualunque sia la scuola rivale.
4:00 - L'allenamento e` finito. Paula o l'host mom di Carla ci danno un passaggio, ma spesso prima di tornare a casa passiamo a prenderci un gelato, un milkshake ai bombers, qualcosa da Albertsons o un qualunque tipo di junk food, per poi riprometterci di fare esercizio e perdere peso prima di tornare a casa. Certo, come no.
4:20/30 - Arrivo finalmente a casa. Faccio un po' di compiti, guardo la tv o faccio qual che devo fare.
6:00 - Ora di cena
7/8 - Faccio una doccia, i compiti che non ho fatto prima, guardo qualcosa in tv, gioco a teddarball con Alinda o disturbo Ashly mentre cerca di studiare; quando non mi dimentico preparo il pranzo per il giorno dopo.
10:30 - E' l'ora in cui cerco di andare a dormire, anche se spesso ho ancora compiti da finire o qualcosa da fare perchè c'è stata una partita di tennis finita tardi o ho un test. Quando finalmente riesco a infilarmi a letto metto la sveglia e leggo un po', poi spengo la luce e vado a dormire.